Energy storage e micro-reti, verso un futuro promettente


Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

I prossimi cinque saranno anni di grande sviluppo per le tecnologie per le reti intelligenti. E’ quanto emerge da un report su accumuli di energia, generazione distribuita e micro-reti realizzato da Zpryme Research & Consulting, commissionato dall’Institute of Electrical and Electronics Engineering e pubblicato ieri.

I prossimi cinque saranno anni di notevole sviluppo per le tecnologie per le reti intelligenti. È quanto emerge da un report su accumuli di energia, generazione distribuita e micro-reti realizzato da Zpryme Research & Consulting, commissionato dall’ Institute of Electrical and Electronics Engineering e pubblicato ieri (vedi allegato).

Da qui al 2017 anni ci si attende che la capacità globale per gli accumuli di energia per la rete arrivi a 5-10 GW, che volumi dello stesso ordine di grandezza si raggiungano per le micro-reti, mentre per la generazione distribuita si parla anche di oltre 20 GW, emerge dal sondaggio condotto su 460 dirigenti d’azienda del settore smart grid. I benefici che queste tecnologie possono offrire saranno quello di poter coprire i picchi di domanda, migliorare la sicurezza delle reti e l’efficienza dei sistemi elettrici, mentre gli ostacoli da superare sono quello dei costi e della mancanza di standard.

La questione degli standard emerge dalle risposte dei manager potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio e specie per le micro-reti potrebbero portare alla produzione di un volume di normative tale da scoraggiare lo sviluppo del settore.

Tra i sistemi di acucmulo saranno le batterie agli ioni di litio la tecnologia più richiesta nei prossimi 5 anni, mentre il Nord America sarà la regione dove il mercato dello storage crescerà di più. Come anticipavamo, il 35% degli intervistati stima che la capacità globale per gli accumuli a dimensione di rete arrivi fino a 5 GW al 2017, mentre il 33% prevede che si aggirerà tra i 5 e i 10 GW.

Per quel che riguarda la generazione distribuita il 28% dei rispondenti stima per i prossimi 5 anni installazioni per 10-15 GW, il 22% tra 5 e 10 GW mentre il 21% prevede oltre 20 GW. Per questo segmento l’Europa resterà il mercato più interessante come pure per le micro-reti, il cui futuro è strettamente legato a quello di accumuli e generazione distribuita.

Ovviamente per la realizzazione di questi scenari sarà fondamentale l’evoluzione dei prezzi. Il report mette in evidenza come non caleranno “da soli”: si dovrà creare la domanda e serviranno aiuti pubblici soprattutto per promuovere ricerca e sviluppo e sensibilizzare i consumatori. Tra i governi che stanno investendo di più, in particolare nello storage, il report segnala Giappone, Cina e Corea del Sud.

Insomma, queste tecnologie hanno ancora un po’ di strada da fare per passare da una fase “introduttiva” a un vero e proprio boom. Una transizione che non sarà indolore per le aziende. Secondo Zpryme, ad esempio, il mercato dell’energy storage nei prossimi 5 anni vivrà una fase di consolidamento: molte aziende che non ce la faranno e le sopravvissute si troveranno poi in una posizione di maggior sicurezza. La stessa situazione si vivrà dal lato micro grid, mentre si avrà un po’ più di tranquillità nel più maturo settore della generazione distribuita da rinnovabili.

Quello di cui gli autori del report paiono essere certi è che comunque sul lungo termine queste tecnologie prospereranno: con il calare dei prezzi delle rinnovabili e degli accumuli il mercato delle micro-reti triplicherà o quadruplicherà. Il futuro dell’energia, si sottolinea nel documento, vedrà protagoniste piccole reti basate su una generazione distribuita e pulita che convivrà con i sistemi di accumulo.

Il report (pdf)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>