Il futuro del Paese

Il futuro del Paese

Autore: Blog di Beppe Grillo

scuola_pubblica.jpg “Un sabato grigio e uggioso, ravvivato dal corteo e dal flash mob degli studenti bolognesi scesi in piazza per spiegare le ragioni della loro protesta. Il futuro di questo paese dev’essere fondato su questi ragazzi. La loro consapevolezza, la loro maturità, la loro civiltà e la loro determinazione sono una speranza per questo paese. Investire su di loro per la rinascita di questo paese è una scommessa vinta in partenza, ma il nostro compito è quello di non lasciarli soli, di dare voce e visibilità a quello che chiedono per migliorare il loro e il nostro mondo. Sono i nostri ragazzi. Ascoltiamoli, camminiamo con loro. Io oggi l’ho fatto e adesso mi sento molto meglio.” Nik il Nero

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3 thoughts on “Il futuro del Paese

  1. Chiaramente sceglindo un paese non per il suo fascino o perchè lo si sogna fin da bambini, ma per l’effettiva possibiltà di riuscire a vivere dignitosamente insieme al partner e fare una famiglia….
    Quindi forse la domanda giusta è: quali sono i paesi europei che non sono colpiti dalla crisi? Per esempio non sento mai parlare di crisi in Olanda o in Svizzera… Rispondete in tanti ciao a tutti!

  2. Se già prima sentire i politici parlare faceva ridere (“noi lavoriamo per un futuro migliore del paese”) adesso anche a voi capita di dire “ma va’??” praticamente a ogni dichiarazione? Ormai i discorsi sono un luogo comune dopo l’altro, roba che Cettolaqualunque era più sincero, sbaglio ?

  3. Perché all’estero questi ruoli sono capovolti? É piú giusto cosí come é in Italia o come é all’estero? Ín fondo un piastrellista nel presente é piú utile di un ricercatore, l’inverso se si pensa al futuro. Italia paese di cicale?
    Non ho parlato di veline e calciatori perché non sono lavori alla portata di tutti, invece di laureati e piastrellisti ce ne sono tanti e c’é bisogno di entrambi. Si voleva solo discutere se é meglio pagare chi lavora bene, o chi avendo studiato oltre a lavorare puó creare (forse) un futuro migliore.
    Mi permetto di contraddire chi dice che all’estero non é diverso. Io da neolaureato in Italia ho trovato solo lavori dove ero pagato come un operaio non specializzato. Ora sono all’estero e guadagno quasi il doppio di un operaio, che anche qua guadagna circa come in Italia. Me lo spiegate questo?

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