Marco, poliziotto del reparto Mobile: «sul Lungotevere c’era anche mia figlia»

Autore: nocensura.com


"Facciamo ciò per cui siamo pagati, ma non è facile". Roma, 18 nov – (di Sandra Amurri) "Assieme al casco, al manganello, non ci danno mica in dotazione anche un cuore di pietra. Il mio cuore è quello di un padre che quando torna a casa dopo una manifestazione pensa a come fare a pagare il mutuo e a sfamare i figli con quella miseria di stipendio che prende".

Marco è un poliziotto del reparto Mobile quello che a ogni sciopero e manifestazione viene impiegato per tutelare l'ordine pubblico e si trova di fronte chi urla slogan per i suoi stessi diritti negati. Accetta di parlare a patto che non scriviamo il suo cognome. Quarant'anni, sposato, padre di tre figli. La più grande ha 16 anni, la stessa età di quei ragazzi che il 14 novembre scorso hanno manifestato a Roma, assieme agli operai, per dire no alle politiche liberiste che negano il loro diritto al futuro.

"La vuole sapere una cosa? C'era anche mia figlia alla manifestazione. I nostri sguardi si sono incrociati. Era la prima volta che accadeva e per un attimo mi sono sentito mancare il respiro" confessa Marco consegnando l'immagine di due facce di una stessa medaglia che si incontrano sul Lungotevere. "Purtroppo, anche se le loro ragioni sono giuste, noi delle forze dell'ordine dobbiamo, a malincuore, fare quello per cui siamo pagati, perché questo è il lavoro che ci permette di vivere, o meglio, di sopravvivere, campare con un solo stipendio in quattro non è una passeggiata. E per 1.200/1.300 euro al mese ci prendiamo di tutto: sputi, insulti, offese magari a nostra madre morta un mese prima o a nostra moglie e restiamo lì zitti e fermi come è giusto che sia, per carità, ma a volte si sbaglia e a chi non capita di sbagliare quando è sotto pressione? Forse sono un poliziotto troppo sensibile, ma è meglio così, almeno mi sento vivo".

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Marco, poliziotto del reparto Mobile: «sul Lungotevere c’era anche mia figlia» ultima modifica: 2012-12-01T22:59:36+00:00 da admin

3 thoughts to “Marco, poliziotto del reparto Mobile: «sul Lungotevere c’era anche mia figlia»”

  1. Salve, a causa di un’operazione agli occhi non ho potuto tenere la mia gatta per circa 20 gg. LA persona che se ne è occupata me l’ha restituita, ma la gatta zoppica. Ho fatto delle radiografie e mi hanno detto che la testa del femore è uscita dall’acetabolo e che ormai si è formato come un coagulo all’interno dell’anca, che impedisce il corretto reinserimento del femore dentro l’anca. Il veterinario dice di tenere la gatta così e vedere tra un paio di mesi. A me fa una pena tremenda e vorrei aiutarla! Dicono che potrebbero operarla ma non è garantito che funzioni xchè se la gatta si muove esce il chiodo dall’anca. Se tagliano la testa del femore è più facile, ma a me non convince mica tanto!!! Cosa devo fare? Ormai sono passati 20 giorni dalla lussazione!!! sapete anche dirmi quanto può costare un’operazione del genere? la gatta ha quasi un anno.
    abito a Pisa.

  2. Quante persone aiutano uno scrittore nella stesura del suo libro?
    Per esempio, l’autore si serve di storici, di persone che rivedano la forma grammaticale e morfosintattica di un testo, e di altre persone specializzate in questo?
    Quante possono essere queste persone?
    L’autore può scegliere se da chi e da quanti farsi aiutare?
    Insomma, come funziona il procedimento che avviene duarante e alla fine della stesura di un libro e prima della pubbliaczione di questo?
    Un libro è al 100% frutto di una sola persona (il cui nome si legge chiaramente sulla copertina del libro)?
    Quanto lavoro c’è dietro?
    Se potete, spiegatemi come avviene il tutto e cosa ne pensate a riguardo.
    Grazie.

  3. Oggi pomeriggio, per caso, sono passato in via dei Georgofili a Firenze,luogo di una delle stragi Mafio-Massoniche del 93. Ho rivisto la lapide che ricorda i 5 morti. 3 bambini e adolescenti.
    Poco fa, scorrendo le pagine on line de “Il fatto Quotidiano” ho letto la notizia che notizia fresca in fondo non è. vi incollo l’incipit, in fondo, invitando chi vuole a leggere il resto.
    ma in sintesi la mia domanda è: questo parlare oggi di fatti che si conoscono da 10 anni senza che foglia politica si muovesse, non potrebbe essere la premessa di un cambio al vertice della classe politica? e se così fosse, chi potrebbe esserci dietro se non le stesse menti che hanno operato il “rinnovamento” precedente a suon di bombe da Firenze a via d’Amelio a Palermo?
    ecco l’incipit promesso:
    “Nessuno ha detto cose nuove. Eppure leggere, ascoltare, oggi ciò che tutti sapevano suscita un ingiustificato clamore. Come per le parole pronunciate dal procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso alla commemorazione della strage di via dei Georgofili: “Le stragi mafiose del ‘93 erano tese a causare disordine per dare la possibilità ad una entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l’intera situazione economica, politica, sociale che veniva dalle macerie di Tangentopoli. Certamente Cosa Nostra, attraverso questo programma di azioni criminali, che hanno cercato di incidere gravemente e in profondità sull’ordine pubblico, ha inteso agevolare l’avvento di nuove realtà politiche che potessero poi esaudire le sue richieste”. Dichiarazioni a cui hanno fatto seguito quelle dell’ex presidente Ciampi: “L’Italia in quel frangente rischiò il colpo di Stato”. Entrambi hanno lasciato intendere che si trattò di bombe “commissionate alla mafia” da entità ancora giudiziariamente sconosciute, ipotizzabili come pezzi deviati dell’apparato dello Stato, al fine di destabilizzare il Paese per favorire l’ingresso di nuove forze politiche. (leggi tutto) di Sandra Amurri ”
    sbg, semplfichi troppo. Silvio è espressione di forze che stanno dietro di lui e molto in ombra. Anche per la chiesa è sbagliato semplificare. Essa non è un monolite e accanto a prelati come il defunto cardinale Romero che brillano per onestà intellettuale e che portano aventi un messaggio, quello evangelico che non è il mio, condivisibile, ci sono i Vari Marcinkus, De Bonis, Il mondo di CL, l’Opus Dei, contro cui è un obbligo morale schierarsi.
    comunque io cercavo e chiedevo di guardare oltre la superficie.

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