L’hospice e la morte come ciclo industriale


Autore: Il Fatto Quotidiano

La scorsa settimana ho perso un familiare. È deceduto in un hospice, un centro di cure palliative di Roma, dopo una lotta contro il cancro durata oltre quattro anni. Il giorno della sua scomparsa, giovedì, ho fatto la conoscenza – come purtroppo succede a tante persone ogni giorno – dei meccanismi che regolano l’organizzazione della morte in una grande città occidentale nel Ventunesimo secolo. L’hospice in questione (di cui non citerò il nome perché non è la cosa più importante) è convenzionato con il sistema sanitario nazionale. Assomiglia a un albergo di lusso: ingresso con pareti a specchio, una piccola luccicante hall, camere singole silenziose e ben attrezzate, moquette sui corridoi, ascensori. Il personale medico è competente e garbato, l’igiene è assicurata ogni giorno da una squadra di addetti alle pulizie. Tutto questo finché si è vivi. Quando il paziente muore (in un hospice non si esce in un altro modo se non da morti) si mette in moto un meccanismo di espulsione tra i più freddi e violenti. Quella che segue è la piccola cronaca di un vero e proprio ciclo industriale diretto alla rimozione dei morti dalla società dei vivi.

Il mio familiare, un’ora dopo il decesso – avvenuto intorno alle dieci del mattino – viene portato in uno stanzino di due metri per tre che confina con il deposito dei farmaci in cui lavora alacremente un uomo sulla quarantina armato di carrello per la movimentazione della merce. Lo spazio è talmente angusto da consentire l’ingresso di non più di tre persone alla volta. Sullo stesso piano c’è una sala d’attesa in cui sostano i famigliari dei morti di giornata. Qui c’è un tavolino con quattro sedie, una fila di poltroncine, si incrociano occhiate disfatte dal dolore, c’è un distributore automatico di caffè e snack davanti al quale si alternano dottori, infermieri e addetti alla hall. I registri del lutto e quelli di una giornata ordinaria di lavoro si sfiorano, la contrapposizione è stridente. Sul corridoio un’infermiera ci invita a “piangere in silenzio”, perché lì, tra la camera mortuaria e la sala d’attesa, c’è una stanza con un degente, e il degente “non deve accorgersi di nulla”.

Il mattino seguente la salma viene spostata in un’altra camera, nella nuova sistemazione lo spazio non è tanto più ampio del deposito del primo giorno. La differenza è che qui ci sono già altri tre corpi. Sono in fila, ordinati, divisi da un piccolo separé che tuttavia non ne impedisce la vista. Uno dei tre è un ragazzo sui trenta, non ha scarpe ed è vestito con jeans e maglietta, a vegliarlo non c’è nessuno. Quando una salma deve essere deposta nella bara e accompagnata fuori dalla struttura, l’operazione diventa tragica e grottesca al tempo stesso. Lo spazio limitato costringe gli addetti delle pompe funebri a compiere movimenti violenti con la cassa per farsi spazio, urtano gli altri corpi stesi sui lettini, spostano i separé, viene meno ogni riservatezza. L’impressione che si ha è quella di trovarsi in un’unità di stoccaggio in cui vanno osservati rigidi tempi di consegna e in cui il rispetto degli standard previsti per il ciclo produttivo ha soppiantato le ragioni umane e ancestrali del culto dei morti.

Ho provato a dare un’occhiata alla suddivisione dei processi di produzione industriale in diverse categorie prevista dalla DIN 8580. Se si compie un piccolo sforzo di immaginazione e si concepisce l’oggetto di ciascun processo come il manufatto/corpo umano morto, la sovrapposizione è rabbrividente. Gli stadi attraverso i quali un materiale grezzo (nel nostro caso il malato terminale) si trasforma in un prodotto finito (un corpo da smaltire attraverso i servizi funebri) sono i seguenti:

1. Formatura di materiale amorfo

2. Trasformazione / deformazione plastica

3. Unione

4. Separazione

5. Trattamento di superficie

6. Lavorazione mediante processi termici, chimici o biologici

L’intero ciclo che passa dalla morte, al trattamento del corpo, alla sua definitiva eliminazione, rispetta in pieno gli standard di lavorazione industriale.

Dopo i funerali, l’ultima incombenza è il passaggio al crematorio del cimitero di Prima Porta. Si arriva sulla sommità di una collina che domina un paesaggio grigio fatto di campi agricoli. Ci si ferma davanti a un capannone al cui interno si intravedono decine e decine di casse impilate in attesa della cremazione. Due addetti del cimitero estraggono la bara dal carro funebre e la depositano su un carrello. Ci concedono trenta secondi per l’ultimo saluto. Compiuto il piccolo straziante rito, gli addetti salutano e portano via il carrello con la cassa. Non c’è altro da fare, risaliamo in macchina. Mentre andiamo via incrociamo un altro corteo che risale i tornanti della collina. Oggi, in questa parte di mondo, si muore così, ora per ora, giorno per giorno, potenzialmente all’infinito.

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13 thoughts on “L’hospice e la morte come ciclo industriale

  1. Oggi ero in un supermercato a spulciare i libri a 3 euro, sono stata attirata da un libro in particolare e lggendo la trama mi sembrava interessante, stavo per prenderlo su e andare alla cassa quando ho visto che l’autore era Francesco Facchinetti, il figlio di quello dei Poo e l’ho abbandonato nuovamente sullo scaffale. Lo so che un libro non si giudica per forza dal personaggio che lo ha scritto, molti bei libri sono scritti da persone con cui sicuramente eviteresti di farti una chicchierata, ma proprio non ce l’ho fatta a prenderlo, e voi? Un libro, di cui vi ispira molto la trama e la copertina ma poi scoprite che è stato scritto da un vip o da un personaggio che conoscete per un’altra carriera come quella di cantante, ecc ecc, lo prendereste lo stesso o vi fareste influenzare dalla persona che lo ha scritto?

  2. Poeta o scrittore inglese o americano che ha influenzato radicalmente qualche autore italiano?
    Possibilmente nell’800-‘900…

  3. Magari una frase che non faccia parte di un romanzo,o sia un famoso aforisma,quanto qualcosa di “personale” dell’autore,o abbia semplicemente un valore per voi!

    Ispirata da questa frase di Flaubert :

    “Io sto morendo,ma quella putttana di Emma Bovary vivrà in eterno”

    Capito?
    Si?No?
    Bo!
    Fate voi con le vostre menti flessibili,aperte e sapienti!

    Grazie per le eventuali risposte,buona giornata a tutti! :)

  4. In seguito alla rottura di un preservativo, io e la mia ragazza siamo andati dal medico per farle prescrivere la pillola del giorno dopo,e fin qua tutto ok.
    Il medico la aveva avvertita che poteva avere qualche perdita di sangue.
    Adesso però non ha solamente qualche perdita, si è creato una sorta di ciclo mestruale, che va avanti ormai da due o tre giorni.
    Se può essere di aiuto la pillola aveva un nome simile a Lorel o Lonel, non ricordo bene.
    Volevo comunque sapere se è una cosa che può succedere oppure se è il caso di tornare dal medico.

  5. Per l’estate mi manca da leggere un libro che per forza deve essere di un’autore italiano, qualcuno mi sa consigliare qualche romanzo di un autore italiano che abbia un po’ di avventura, che non sia un libro troppo incentrato su storie d’amore e sentimentalismi, che non sia un poliziesco e che non sia ambientato nel ‘900? Non mi ispirano molto i libri che parlano delle due guerre mondiali, ho sempre letto libri fantasy come Lo Hobbit o Orchi, e racconti ambientati in quei contesti non mi ispirano tanto. Comunque ho appena finito di leggere Delitto e Castigo di Dostoevskj e mi è piaciuto molto ma non mi sembra di aver visto molti libri simili di autori italiani.

  6. Alla mia ragazza, la settimana scorsa le è finito il ciclo e ieri pomeriggio ha iniziato a perdere di nuovo sangue. E’ possibile che le sia arrivato l’altro o è qualcosa di diverso? Per favore fatemi sapere perchè sono abbastanza preoccupato.

  7. Buonasera , come dicevo sopra ho il ciclo in ritardo di una settimana , premettendo che non ho avuto nessun rapporto durante questo mese e che è un periodo molto stressante , dovrebbe essere normale un ritardo!
    Ho i sintomi ma niente ciclo! Le gambe pesantissime da due giorni e mi fanno un male assurdo e poi ogni tanto mal di pancia o mal di testa……
    mi conviene andare a mare? O se sta per arrivare si blocca e continua a ritardare ?

  8. L’ultimo ciclo risale al 06 settembre visto la mancanza ho prima effettuato un test comprato in farmacia che è risultato negativo e poi settimana scorsa ho fatto gli esami del sangue vi scrivo i miei esiti e che mi puo aiutare mi risponda grazie
    FSH ORM FOLLICOLO-STIMOLANTE 6,04
    LH ORMONE LUTEINIZZANTE 9,31
    17 B ESTRADIOLO 149,00
    PROLATTINA.PRL 8,02
    Nei valori di riferimento vedo che estradiolo nel primo trimestre di gravidanza mi da 100-5600.
    Quindi potrei essere incinta e se si come mai il test e uscito negativo?

  9. Sono talmente agitata che questa mattina quando ho visto che non avevo ancora il ciclo mi sono messa a piangere. Sono in ritardo di una settimana. Ho avuto qualche perdita una settimana fa, quando dovevo avere il ciclo. Ho avuto dei rapporti non protetti nel corso del mese, ma lui è sempre venuto fuori, non all’ultimo, ma abbastanza tempo prima. Ho i classici dolori mestruali, dolore alla pancia, alla schiena alla stessa altezza, e mi fa male il seno. Tre giorni fa ho fatto un test di gravidanza ed è risultato negativo. Non riesco a pensare ad altro, lo so che se si trattasse di un semplice ritardo così facendo non farei altro che peggiorare le cose preoccupandomi, ma non ci riesco proprio. Sono terrorizzata. Avevo deciso che volevo cominciare a prendere la pillola, l’avevo già comprata tra l’altro. Aiuto.

  10. Salve a tutti è la prima volta che posto una domanda qui su Answers e spero possiate almeno chiarirmi.
    La mia ragazza ha da poco finito di prendere il cerotto Evra dopo 4 mesi di trattamento perchè non le faceva bene.
    Bene io mi chiedo se è vero che dopo che uno interrompe questi trattamenti, il ginecologo gliel’ha fatto togliere senza farle finire il mese, il ciclo ovarico ci metta un pò a ritornare regolare come al solito, nel suo caso 28gg.
    Grazie a chiunque possa togliermi questo dubbio!!
    Buona giornata!

  11. La mia è una pillola placebo cioè non faccio la pausa perchè le ultime 4 pillole non contengono medicinale, il prossimo mese vorrei saltare il ciclo infatto ho preso appuntamento con la dottoressa per chiedere anche a lei ma secondo voi bastera continuare il blister senza fare la pausa oppure non si può fare perchè creerebbe problemi?

  12. In palestra ci vado da novembre scorso, avevo iniziato con massa ma visto che ho perso pochissimo peso ho deciso di farmi assegnare una scheda tonificante, attualmente vado in palestra tutte le sere, inutile dire che sono veramente stanco ma mi diverto anche. Ora vorrei iniziare ad allenarmi cercando di avviare il cosiddetto ciclo di krebs, quindi dovrò comprare un cardiofrequenzimetro…
    La mezz’ora di corsa nella fascia lipolitica deve essere consecutiva?
    Agli inizi si riesce già a mantenere quel ritmo o ci vuole del tempo?
    A quante volte a settimana dovrei limitare l’allenamento per non rischiare di farmi del male?

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