Vuoi vedere che i MAFIOSI erano loro?

Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

 Antonio Ingroia francesco messineo Antonino Di Matteo Paolo Borsellino Giorgio Napolitano

 di Valerio Valentini

 La realtà è che ieri è stata scritta una pagina orrenda della storia della Repubblica italiana. La realtà è che ieri l’Italia dei giusti è stata, per l’ennesima volta, derisa, umiliata, oltraggiata. La realtà è che non si trattava di decretare se i magistrati di Palermo abbiano agito secondo le norme del diritto: si trattava di stabilire se certe verità possano, o meno, essere ricercate. Ieri la Consulta non ha semplicemente costretto a distruggere delle intercettazioni; ieri la Consulta ha ribadito che certe cose non devono essere dette, che certe stanze, nonostante siano state già abbattute le porte che le rendevano inaccessibili, non devono essere rischiarate dalle luci della verità.

 La realtà è che ancora una volta sono stati ingiuriati i partigiani della giustizia e della costituzione. La realtà è che ancora una volta si è detto che chi vuole sapere e far sapere è un illuso, che chi crede nella giustizia uguale per tutti è uno sciocco, che chi non si arrende “al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della complicità e quindi della contiguità” deve rassegnarsi a restare sconfitto. Anzi, di più. La realtà è che si è sancito che nell’Italia di oggi chi persegue la verità compie un atto criminale, mette a repentaglio gli equilibri fragili e marci su cui ancora si regge uno Stato barcollante e bugiardo.

 La realtà è che ieri questo Stato è stato costretto a gettare la maschera e a mostrare il suo volto più autentico. La realtà è che quel volto è ipocrita e feroce. Ipocrita perché santifica i “martiri” e gli “eroi” dopo che il tritolo li ha ridotti a brandelli, mentre li isola e li delegittima mentre hanno ancora la forza della loro ragione. E feroce, quando sotto ai suoi piedi la terra scricchiola, perché non si fa alcuno scrupolo nel ricorrere ai mezzi più disgustosi e meschini. Perché la realtà non è, come stanno scrivendo i giornali, che ieri la Consulta ha riscontrato un’irregolarità nella condotta tenuta da Ingroia, Di Matteo, Messineo e i loro colleghi; la realtà è che ieri la Consulta ha accusato – è stata di fatto obbligata a farlo – Ingroia, Di Matteo, Messineo e i loro colleghi di aver attentato all’integrità delle prerogative del Capo dello Stato: li ha dipinti come dei cospiratori, come dei mafiosi.

 La realtà è che questa vergognosa faccenda dimostra che chi condivide il Potere, oggi, è avvinghiato in una ragnatela viscida di ricatti incrociati, intessuti per anni e ormai inestricabili; la verità è che il segreto sulle stragi è un segreto di Pulcinella: ai piani alti non esiste chi “non ricorda” cosa sia successo vent’anni fa, e non c’è neppure chi “non sa” su che basi si poggia questa sciagurata seconda repubblica. La realtà è che ci sono personaggi più implicati che hanno lasciato il posto a personaggi meno implicati, che tuttavia sanno e ricordano. E sanno e ricordano anche cosa non deve accadere. E sanno e ricordano anche che quando certi telefoni squillano bisogna rispondere.

 La realtà è che noi tutti oggi siamo chiamati, dalla storia e non solo dalle nostre coscienze, a prendere posizione, a non restare imparziali. Siamo chiamati a scegliere se schierarci con chi cerca di trovare una verità che, essa soltanto, ci permetterebbe di redimere la nostra condizione di popolo e vivere in maniera consapevole e matura la nostra partecipazione alla vita politica, oppure se sostenere – per opportunità, per pavidità, per codardia – chi cerca di annegare quegli spasimi di libertà e di giustizia.

 La mattina in cui morì, Paolo Borsellino scrisse una lettera ad una professoressa di Padova che si era lamentata con lui perché qualche mese prima non si era presentato ad un incontro organizzato nella scuola in cui lei insegnava. Tra le varie cose, parlando della “criminalità mafiosa”, Borsellino scrisse: “sono ottimista perché vedo che verso di essa i giovani, siciliani e no, hanno oggi una attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni sino ai quarant’anni. Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta”.

 Dov’è quella forza? Perché accettiamo con noncuranza e rassegnazione che la lotta alla mafia venga disinnescata con ogni mezzo? Perché l’Italia dei giusti si lascia deridere, umiliare, oltraggiare? La realtà è che oggi Paolo Borsellino sarebbe deluso. Ma avrebbe sicuramente la stessa voglia di combattere per la verità e per la giustizia.

 E noi?

5 thoughts on “Vuoi vedere che i MAFIOSI erano loro?

  1. mi consigliate un libro o un autore di celebri poesie che parlano della natura e del rapporto tra uomo e natura, devo associare queste poesie a delle fotografie, quindi mi serve qualcosa che evochi delle immagini. Cmq mandatemi tutto quello che a voi piace e ha creato delle particolari emozioni! XD grazie mille

  2. Nel senso che riesce a guadagnare abbastanza con i suoi romanzi da poterne fare una professione?
    Da profana di questo genere, ma sentendone spesso parlare, mi domando a chi e a cosa serva un romanzo che prende i personaggi inventati da un altro autore per inserirli in nuove storie, spesso scritte male e prive di originalità.
    Capisco che per il fan sia un modo di esternare la sua passione per un certo “universo” e relativi personaggi, ma non capisco chi le legge. Non vi pare che il solo fatto che dietro a quelle storie non ci sia l’autore originale renda il tutto un esercizio sterile, una pallida copia dell’immaginario altrui?

  3. Cosa che avete con noi? perché per i razzisti un nero non può essere visto come un italiano al 100%?
    io ho come progetto di creare dopo i miei studi una partita politica e di diventare il primo presidente nero di italia! non sto scherzando! vorrei cambiare un po l’ immagine razzista stupida e ignorante dell’italia visto dal resto del mondo! cosa ne pensate anche di questo?

  4. Sarà mica Andreotti??

    Il fatto è questo.
    Io sono siciliana,vivo in un paese dove la mafia comanda.La vita sembra scorrere serenamente,tutto si svolge con molta normalità,tutto procede bene all’apparenza.I miei genitori lavorano onestamente,abbiamo una casa,una bella famiglia,tanti progetti per il futuro.
    Prova però ad aprire un’attività,commerciale per esempio.Un negozietto,un piccolo alimentari,una qualsiasi cosa…..Chiedi prima il permesso a LORO.
    Mettiti in testa che hai una tassa mensile da dare a loro per mantenere i mafiosi in carcere,il PIZZO,se non vuoi vedere saltare per aria il tuo negozio o tuo padre direttamente.Mettiti in testa che quella è gente senza scrupoli,senza morale,senza cuore.
    Non vuoi pagare???bene,benissimo,è giusto,è così che si DEVE fare.Prima però pensa bene ai tuoi figli,ai tuoi cari bambini,pensa al loro sorriso e alla loro ingenuità.Pensa se vuoi davvero o no metterli seriamente,SERIAMENTE a rischio!!
    Devi sfamarli,in un modo o nell’altro.

    Certo,questo tipo di ragionamento è sbagliato,è meschino,è criticabile al 100% perchè dovremmo essere noi cittadini a combattere con i piccoli gesti la MAFIA,invece che incentivarla,alimentarla e restare fermi li senza fare niente.

    Ma ora mi chiedo: per quale motivo,io cittadino,devo rischiare seriamente e dico seriamente la vita,la mia famiglia,i miei figli,i miei parenti quando proprio,come hai sottolineato tu,è lo Stato o meglio,i politici che sono da sempre strettamente legati da un patto indissolubile e da una simpatia,se così si può chiamare,alla MAFIA???????

    Il signor Giulio Andreotti,per chi non lo sapesse,è un politico e giornalista,e,per dirla in breve(brevissima), LA CORTE D’APPELLO NEL 2003 HA DICHIARATO CHE IL SIGNOR GIULIO ANDREOTTI AVEVA COMMESSO IL REATO DI PARTECIPAZIONE ALL’ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE (cosa nostra) E QUINDI PARTECIPAZIONE ALL’ASSOCIAZIONE MAFIOSA FINO AL 1980, ma non condannato perchè il reato era caduto in prescrizione dato che i fatti erano accaduti prima del 1980.Testimonianze hanno rilevato che il Signor Giulio Andreotti aveva avuto rapporti con il signor Andrea Manciaracina,stetto collaboratore e amico del boss MAFIOSO Salvatore Riina.Lo stesso Andreotti aveva ammesso in aula durante il processo,di aver avuto rapporti con questo tizio ma che loro aveva semplicemente parlato di pesca!!!!!!!!!!!(si si,di pesca,lo sport che si pratica con le canne da pesca).
    Andreotti è stato anche processato per l’accertato coinvolgimento nell’omicidio Pecorelli avvenuto il 20 marzo 1979.
    Ecc,ecc,ecc,ecc,ecc………………….

    Ora,un Giulio Andreotti,tanto acclamato,tanto famoso,tanto rispettato,tanto amico del signor Silvio berlusconi e di molti altri politici per tutto il corso del XXsecolo si ritrova ad essere senatore a vita e una sfilza infinita di incarichi politici e amministrativi nel nostro governo italiano.

    Mi chiedo: devo essere io—povera cittadina,lavoratrice onesta,madre di figli innocenti,desiderosa di una vita non lussuosa(da politico) ma dignitosa,desiderosa solamente di serenità nel mio piccolo e insignificante paese alle porte di catania—a combattere e sconfiggere,possibilmente la mafia che radica nei più profondi rapporti con la politica????????

    Nel mio piccolo,posso??
    Bene,benissimo,lo farò.
    Ma la politica e lo Stato potrebbero darmi una mano anzichè affondarmi e darmi un colpo di mazza in testa e sputandomi pergiunta in faccia pretendendo altretutto il VOTO quando arrivano le elezioni???

    Mi sono dilungata parecchio….scusatemi.

    grazie
    MARCO P,diciamo che il ribellarsi non era quello di sparare col fucile a pompa chichiede il pizzo,ma denunciarlo semmai!!!!! -_-
    no yasa,per fortuna non lo conosco….

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