Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

 Monti si dimette

 Il Quirinale ha emesso un comunicato in cui Mario Monti, dopo avere avuto un colloquio con Napolitano in merito alle "consultazioni" di oggi, annuncia le sue dimissioni irrevocabili, le quali comunque non arriveranno prima dell’approvazione della legge di stabilità e di bilancio. Monti attende per una questione di responsabilità istituzionale – dice – cioè per evitare l’esercizio provvisorio che si verifica per una durata massima di quattro mesi qualora il Parlamento non riesca ad approvare la finanziaria (il vecchio nome della legge di stabilità) in tempo. Il Partito Democratico ha già prospettato un’apertura dei mercati catastrofica, lunedì. La colpa sarebbe del ritorno di Berlusconi sulla scena, che sarebbe dunque per lo spread quello che l’inverno è per il raffreddore. La solfa è chiara: "se volete che i mercati non saltino sui carri armati della troika e non prendano Palazzo Chigi, dovete votare Pd". Interessante, per un Partito che si definisce "democratico", avere un’idea della democrazia tale per cui l’elettore vota con un fucile puntato alla tempia, avendo di fatto una sola casellina possibile dove tracciare una X. 

 Sta di fatto che la battaglia elettorale del PdL era incentrata proprio sull’anticipo delle elezioni, da fare non ad aprile ma tra gennaio e febbraio, ufficialmente per non spendere i cento milioni extra del doppio voto regionale e nazionale, ma ufficiosamente per non andare alle politiche con una probabile disfatta alle amministrative. Le dimissioni anticipate e irrevocabili di Monti, tuttavia, in realtà sembrano fatte apposta per trovare l’unico modo di accontentare Berlusconi: attendere l’approvazione della legge di stabilità significa, nei fatti, andare a votare proprio quando voleva Berlusconi. E infatti, proprio mentre scrivo, arriva la nota ufficiale, con data possibile "17 febbraio". Inoltre, si voterà con il Porcellum. Esattamente come voleva Berlusconi.

 E’ l’ultimo regalo di Monti al Paese? Staremo a vedere… Sicuramente, le dimissioni, così, improvvise, sono un regalo a se stesso: ora potrà dimostrare che "dopo di lui, lo spread!". Oltretutto, Monti se ne va esattamente come era venuto: con un colpetto autonomo e indipendente concordato nelle stanze segrete di Re Giorgio: senza nessun mandato popolare era venuto, e senza nessuna sfiducia se ne va. Ormai fanno tutto da soli.