“Manifesto per la giustizia sociale – sovranità monetaria”

Autore: nocensura.com

Troppa gente parla di Sovranità Monetaria. Troppi partiti ne parlano, troppi politici ne parlano. Per non farsi abbindolare è bene che voi teniate presente il MANIFESTO DI GIUSTIZIA MONETARIA che fu scritto nel 2002 da Giacinto Auriti perchè NESSUN PARTITO e NESSUN ECONOMISTA o GIORNALISTA cita questi punti RISOLUTIVI per la liberazione dall’usura. Al Manifesto DEVE seguire la LEGGE che istituisce la moneta ( in questo caso l’euro ) di proprietà del portatore all’atto dell’emissione come potete leggere in questa proposta che giace nei cassetti del Parlamento:

Art. 1 – L’EURO, all’atto dell’accettazione, nasce di proprietà dei cittadini ed è acquisito a tal fine nella disponibilità degli Stati Membri aderenti al Trattato di Maastricht. L’EURO è pertanto proprietà del portatore.

Art. 2 – Ad ogni cittadino è attribuito un codice dei redditi sociali, mediante il quale gli viene accreditata la quota di reddito,causato dalla accettazione monetaria e da altre eventuali fonti di reddito in attuazione del 2° co. dell’art.42 della Costituzione.

Art. 3 – Accettata la proprietà dell’EURO in rappresentanza della collettività nazionale, il Governo è legittimato a trattenere all’origine quanto necessario per le esigenze fiscali di pubblica utilità.

Art. 4 – Norma transitoria. E’ concessa la moratoria dei debiti a richiesta di parte in attesa che si accerti di chi sia la proprietà dell’EURO all’atto dell’emissione.

Da https://www.facebook.com/pages/Giacinto-Auriti/29641179834

Informatevi sulle teorie del professor Auriti!!!
Cercate il suo nome su Youtube, su Google, visitate il sito simec.org a lui dedicato!

Vedi anche:

8 thoughts on ““Manifesto per la giustizia sociale – sovranità monetaria”

  1. Ciao, sapete per caso il titolo e autore del pezzo rock, fishiettato nel ritornello che si sente come musica di fondo nell’applicazione fiat 500 video configurator del sito della fiat 500 (quando costruisci la tua 500 come vuoi)?

    10 punti a chi mi risponde giusto!

  2. Ciao a tutti!Mi servirebbe un consiglio su un libro da leggere per le vacanze…la mia prof di francese ci ha assegnato la lettura di un romanzo di un autore del romanticismo e non so quale scegliere!Avevo pensato a Madame Bovary di Flaubert…voi che mi consigliate??Grazie in anticipo

  3. Sto cercando il titolo di un libro francese in cui il protagonista (il testo mi sembra sia ambientato nella Francia fra il Settecento e l’Ottocento) è un uomo che dice sempre la verità a tutto e a tutti.
    Il messaggio centrale di questo volume è il seguente: “Un uomo che dice sempre la verità, è un uomo che si trova costantemente in mezzo ai pasticci”.
    Così mi diceva il mio professore di lettere e storia, ma non ricordo più il titolo e soprattutto l’autore di questo libro. Grazie.

  4. Grillini (anche se questo termine giornalistico non mi piace) se volete cambiare le sorti di questo paese STUDIAMOCI GLI STUDI DEL PROFESSORE GIACINTO AURITI! In Italia abbiamo la grande fortuna di aver avuto nella nostra storia menti brillanti come questa, vedetevi qualche video, ve ne posto uno:
    http://www.youtube.com/v/otwSQyaPy-Y&hd=1
    Buona visione! Dopo di che postate qui vostre riflessioni! :P

  5. I VERI BUCHI CHE TREMONTI DEVE CHIUDERE NEL BILANCIO
    Dallo scudo fiscale 10 miliardi meno del previsto
    di S u p e r b o nu s

    Il buco c’è o non c’è? E davvero anche i conti dell’Italia sono stati truccati da derivati americani come quelli della Grecia, secondo quello che scrive il New York Times?
    Il ministro Giulio Tremonti comincia a dover rispondere ai dubbi che circolano sulla reale salute dei conti italiani. E ieri la Banca d’Italia ha comunicato che, secondo quanto le risulta, dallo scudo fiscale sono rientrati 85 miliardi di euro e non 95 come aveva annunciato Tremonti a gennaio. E il governatore Mario Draghi, sabato scorso, ha fatto capire come vanno interpretati i segnali che arrivano dall’economia italiana: l’Italia sta uscendo dalla crisi economica mondiale “ma con un tasso di crescita basso, ai minimi europei una crescita sostenuta è base di benessere ed è presupposto della stabilità finanziaria per un paese ad alto debito pubblico come l’Italia”.

    NESSUN AIUTO. Tradotto: le previsioni di crescita del governo per il prossimo anno, e forse anche per quello in corso, sono irrealistiche e se non vogliamo che i mercati ci prendano di mira come hanno fatto per alcuni giorni con la Grecia occorre una manovra finanziaria. Già a novembre era chiaro, a chi voleva vederlo, che nella Finanziaria licenziata dal governo mancavano almeno 15 miliardi di euro all’anno per i prossimi 3 anni. Ma ora si apre una nuova fase nell’analisi dei conti pubblici italiani da parte di analisti ed osservatori stranieri. Il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria approvato a settembre dal governo si fotografava una spesa pubblica in costante aumento e un debito in crescita proporzionale, la toppa era data da una previsione ottimistica e non verificabile di un Pil che dovrebbe crescere del 2 per cento negli anni che vanno dal 2011 al 2013. Un buco vero e una toppa eventuale che ora rischia concretamente di non materializzarsi. Supportato dai dati sulla caduta del Pil nel 2009 (-4,9 per cento) e sulla frenata dell’economia di fine anno, Draghi non ha esitato ad affondare il coltello chiamandosi fuori dal coro di ottimismo che aveva caratterizzato la fine del 2009. Senza mezzi termini il governo viene smentito nelle sue previsioni, gli autorevoli giornali economici che ci avevano spiegato che stiamo e siamo meglio di molti altri saranno costretti da domani a rivedere le proprie linee editoriali. La crisi non è finita pesa sull’occupazione, sui consumi, sugli investimenti e sui conti pubblici. Il governo che aveva sperato nella buona stella di una ripresa economica internazionale e aveva rinunciato a ogni vero intervento di politica economica, si trova oggi a dover rispondere al governatore della Banca d’Italia che presenta il conto di mesi di balle mediatiche con la freddezza dei numeri reali.

    SCOOP. Di fronte alle analisi delle fragilità dei nostri bilanci pubblici fatte dal New York Times e da Milano Finanza (che ha rivelato un documento della Corte dei Conti in cui si identifica un buco di 9 miliardi di euro), il Tesoro smentisce, nicchia e non ammette che qualcosa stia sfuggendo di mano a via XX settembre.
    Sta sfuggendo di mano la capacità di spostare l’attenzione verso temi diversi dalla reale gravità della crisi. La cartina di tornasole non sono gli scoop giornalistici su questo o quel buco ma la struttura stessa della spesa che non riesce a soddisfare i fornitori di beni e servizi primari: sono i vigili urbani di Napoli che non possono fare le multe perché il comune non paga la tipografia per stampare i foglietti, sono i miliardi di arretrato dei pagamenti del sistema sanitario nazionale. Il governo del “fare” sa che il quadro internazionale è mutato e fra poco dovrà rispondere di fronte ad una platea più vasta di quella dei lettori dei giornali economici italiani.
    La Cina ha iniziato la propria exit strategy riducendo la quantità di denaro in circolazione, gli Stati Uniti stanno iniziando lentamente a fare lo stesso e dopo il caso greco il mondo finanziario non è più disponibile a fare sconti a nessuno. I titoli del debito pubblico italiano andranno sotto pressione? Non subito, i mercati sono abbastanza cinici da lasciarci cuocere un altro poco nel nostro brodo. Poi ci saranno i dati del Pil del primo trimestre 2010 a confermare le parole del governatore e infine a luglio il nuovo Dpef e la conversione a settembre. In quella occasione il governo dovrà scegliere se negare, ancora una volta, la realtà per iscritto oppure annunciare una manovra da 50 miliardi in tre anni (come ha già fatto la Spagna). Nel primo caso il disastro non tarderà a manifestarsi sotto forma di un costo astronomico del nostro debito, nel secondo Tremonti dovrà smentire quasi tutto quello che ha detto finora sul fatto che “l’Italia sta meglio degli altri”.

    Da Il Fatto Quotidiano

  6. È giusto che ciò che è giusto sia seguito;
    È necessario che ciò che è più forte sia seguito.
    La giustizia, senza forza, è impotente;
    La forza, senza giustizia, è tirannica.
    La giustizia, senza forza, viene ostacolata, perchè trova sempre dei malvagi;
    La forza, senza giustizia, è riprovata.
    Bisogna, dunque, accompagnare la giustizia alla forza e, per ottenerlo, far sì che:
    ciò che è giusto sia forte, o ciò che è forte sia giusto.
    La giustizia è soggetta alla discussione;
    La forza si fa riconoscere facilmente e senza discussione.
    Così, non si è potuta dare forza alla giustizia, perchè la forza si è opposta alla giustizia, dicendola ingiusta e proclamando sè giusta.
    Così, non potendo ottenere che ciò che è giusto fosse forte, si è fatto sì che ciò che è forte fosse giusto.

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