Wall Street Journal: “Unione europea indaga su Euribor, nel mirino 12 banche”


Autore: Il Fatto Quotidiano

Con una mano alzavano illegalmente il tasso di interesse in base al quale veniva calcolata la rata del mutuo e con l’altra pignoravano l’abitazione di chi quelle rate non le riusciva a pagare. Sulla testa delle banche che operano nella zona euro sta per abbattersi un’altra terribile accusa, almeno stando a quanto riportato da Wall Street Journal. Secondo l’autorevole quotidiano finanziario, l’Unione europea si appresta ad accusare numerosi istituti di credito di manipolazione dell’Euribor, il tasso in base al quale vengono calcolate non solo le rate dei mutui ma anche quelle dei finanziamenti personali, l’andamento dei derivati venduti alle imprese e innumerovoli altri prodotti finanziari.

Barclays, l’istituto inglese finito nell’occhio del ciclone per aver manipolato il Libor (il tasso di riferimento per la piazza finanziaria londinese), ha già ammesso di aver tentato di manipolare anche l’Euribor. Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti coinvolte nel procedimento, almeno una dozzina di banche sarebbero sotto inchiesta e quattro di esse sarebbero accusate di aver collaborato con Barclays. Si tratterebbe di Credit Agricole, SocGen, Hsbc e Deutsche Bank, che di recente è stata accusata anche di aver nascosto perdite sui derivati nel periodo 2007-2009 che, se dichiarate, l’avrebbero costretta a chiedere gli aiuti di stato.

Nessuna banca italiana è nominata nell’articolo del Wall Street Journal ma quattro di loro, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Ubi Banca, aderiscono alla European banking federation (Ebf), l’organismo che fissa giornalmente l’Euribor aggregando i dati che riceve dai 40 istituti di credito che ne fanno parte. In un documento reso noto dalle autorità americane si legge uno scambio di mail fra due dipendenti della Barclays. Nell’ottobre del 2006 un trader scrive al suo collega responsabile di comunicare i dati alla Ebf riferendosi all’Euribor: “Vorrei che fosse molto, molto, molto alto… Puoi essermi di aiuto?”; il suo collega risponde: “Cerchiamo sempre di fare del nostro meglio per essere di aiuto”.

La Ebf si è detta pronta ad accettare ogni controllo e ogni richiesta di trasparenza, ma sembra che l’Unione europea, oltre a procedere nell’inchiesta sugli illeciti passati, voglia sottrare alla Ebf la responsabilità di fissare l’Euribor. La stessa sorte toccherà a breve alla British banker’s association, che la Financial services authority (la Consob inglese) intende esautorare in tema di Libor. L’inchiesta sulla manipolazione del Libor è in una fase molto più avanzata di quella sull’Euribor. Nel giugno scorso l’istituto inglese Barclays ha pagato una multa da 360 milioni di euro e presto altri istituti potrebbero seguire. Inoltre, secondo quanto riportato dal New York Times di recente, la svizzera Ubs sarebbe vicina a raggiungere un accordo con le autorità americane e britanniche e a pagare una multa da oltre 450 milioni di dollari.

20 thoughts on “Wall Street Journal: “Unione europea indaga su Euribor, nel mirino 12 banche”

  1. Nel senso che riesce a guadagnare abbastanza con i suoi romanzi da poterne fare una professione?
    Da profana di questo genere, ma sentendone spesso parlare, mi domando a chi e a cosa serva un romanzo che prende i personaggi inventati da un altro autore per inserirli in nuove storie, spesso scritte male e prive di originalità.
    Capisco che per il fan sia un modo di esternare la sua passione per un certo “universo” e relativi personaggi, ma non capisco chi le legge. Non vi pare che il solo fatto che dietro a quelle storie non ci sia l’autore originale renda il tutto un esercizio sterile, una pallida copia dell’immaginario altrui?

  2. Dopo un assedio e diverse sparatorie dalle 3 di questa notte , a Tolosa è stato catturato l’autore della strage di bambini. Sarebbe un algerino di 20 anni di Al Qaida che era già stato in Afghanistan a combattere. Ha detto che avrebbe fatto quella strage davanti alla sinagoga di Tolosa per vendicare i “bambini palestinesi uccisi”.
    Feriti non gravemente due poliziotti .

  3. Spesso, per godersi e capire al meglio un autore, è consigliabile leggere le sue opere in un determinato ordine, oppure cominciarne la lettura con una in particolare.

    Lascio qui una lista di alcuni autori. Se ne siete esperti, ditemi con quale sua opera se ne dovrebbe cominciare la lettura, o, se rilevante, l’ordine di lettura delle sue opere, e ovviamente il motivo. Se avete altri autori, aggiungete =)

    – Isabel Allende
    – Virginia Woolf
    – J.R.R. Tolkien
    – Gabriel García Márquez
    – Fedor M. Dostoevskij
    – Lev N. Tolstoj
    – James Joyce
    – Luigi Pirandello
    – Gabriele D’Annunzio
    – Italo Calvino
    – Jane Austen
    – …

    e via dicendo.

    A voi la parola :)
    Buon pomeriggio!

  4. Quando leggi un libro del tuo autore preferito riesci a giudicarlo in modo obiettivo o ti senti condizionato e tendi quindi a difenderlo ad ogni costo o a non vederne i difetti?
    C’è un libro del vostro autore preferito che non vi è piaciuto?

    Buona serata.

  5. Dobbiamo realizzare una piccola opera multimediale scolastica a scopo didattico. Vorremmo utilizzare brani o parti di brani che logicamente sono coperte da diritto d’ autore. Come ci dobbiamo comportare? Esiste un modo per evitare di dover pagare i diritti SIAE senza che la cosa sia illegale?. Abbiamo sentito dire che è sufficiente non superare un tot secondi di durata del brano per non essere perseguibili, è vero e se si qualcuno sa quanto deve essere la durata?
    Grazie a cho ci vorrà rispondere

  6. Ciao, ma se uno scrive un libro e l’editore, da contratto, gli deve una % x i diritti d’autore, come si fa a sapere se la cifra che l’editore corrisponde è reale? Mica è tenuto a mostrarci il suo 740 delle ricevute?
    E quindi? Non si andrà mica a fiducia!
    Ciao ciao

  7. Ragazzi, sto cercando un brano molto in voga nell’estate 2002; ovviamente non ricordo autore nè titolo, ma il testo è il concept del video ufficiale riguardava una mamma in spiaggia col figlio piccolo, che puntualmente si dileguava. Insomma, un video dal sapore drammatico/ansiogeno. A voi la parola! Si tratta di un brano di grande successo!!!

  8. Buongiorno a tutti,
    sono in piena crisi pre-tesi! Beh, tra un mese discuterò e alla mia relatrice ancora non va bene la tesi. E’ così anche per voi??? Comunque sono alla ricerca di questo Dame che L. Fiorani ha citato nel 1985 Potreste aiutarmi Non sò nè l’autore, anno e edizione. Potreste aiutarmi? VI ringrazio di cuore. Buona giornata intanto.
    Aiutatemi please!!!
    Per quanto riguarda le confraternite romane. Esattamente per quanto riguarda i Conservatori femminili dell’eta Barocca. Io non riesco a trovare niente, sono disperata. Il testo è questo:L. Fiorani, L’esperienza religiosa nelle confraternite romane tra Cinque e Seicento, «Ricerche per la storia religiosa di Roma», 5, 1982, pp. 155-196. Ringrazio in anticipo. Grazie grazie grazie

  9. Sostenere che è di sinistra il Times suscita analoga ilarità, a Londra: fondato nel 1875, a lungo il miglior quotidiano del mondo, è sempre stato un bastione del conservatorismo, e lo è rimasto – nonostante la simpatia per Tony Blair – anche dopo essere stato acquistato nel 1981 da Rupert Murdoch, il magnate dei media, proprietario di televisioni e giornali quasi tutti di centrodestra, come la rete tv Fox e il Wall Street Journal negli Usa, il Sun e appunto il Times in Gran Bretagna.

    Michael Bynyon, che pensa degli ultimi sviluppi della Berlusconi-story?
    “Penso che Repubblica stia facendo un lavoro magnifico. Ed è piuttosto sorprendente, per un osservatore straniero, che vi siano così scarse critiche di Berlusconi, sugli altri media italiani. Naturalmente la ragione è nota: Berlusconi controlla o almeno influenza, direttamente o indirettamente, gran parte dei media italiani, a cominciare dalle tv. Ma è un triste spettacolo, per un giornalista libero, assistere a un tale servilismo verso il potere da parte di altri giornalisti”.

    Che cosa sarebbe accaduto, secondo lei, se uno scandalo simile fosse scoppiato qui, nel Regno Unito?
    “Se si sospettasse che il primo ministro ha una relazione con una 18enne a cui promette dei favori, e sua moglie affermasse che va con minorenni, e il premier in questione fornisse di continuo versioni contraddittorie sull’accaduto, tutti i media nazionali gli starebbero addosso 24 ore su 24. Dovrebbe dimettersi nel giro di settimane”.

    Berlusconi dice che i vostri editoriali, critici nei suoi confronti, sono ispirati dalla sinistra italiana.
    “Un’accusa insensata, ridicola. Sostenere che c’è una cospirazione, dietro i nostri articoli, è infantile. Una cospirazione della sinistra italiana, poi: e come farebbe, la sinistra italiana, a far scrivere quel che vuole al Times di Londra? Noi non scriviamo per fare piaceri a questo o a quello. Scriviamo quando vediamo una notizia. E il premier dei uno dei maggiori paesi d’Europa, membro della Nato, presidente di turno del G8, che si mette nei guai con le donne e poi dice cose chiaramente non vere su com’è andata, è una notizia, la che vedrebbe anche un cieco”.

    E la sua iniziativa per bloccare la pubblicazione delle 700 fote scattate alla festa nella sua villa in Sardegna?
    “Difendere la privacy, in assoluto, è giusto. Ma in questo caso, se Berlusconi volesse mettere a tacere ogni sospetto, direbbe: pubblicatele. Non facendolo, contribuisce a lasciar credere che in quelle foto ci sia qualcosa da nascondere”.

    Magari gli italiani pensano che mentire su relazioni extraconiugali è lecito.
    “Può darsi, ma la menzogna non può cambiare di continuo, dev’essere credibile. E le cose che dice Berlusconi non lo sono. Senza contare che la menzogna di un leader politico, per qualunque ragione, è imperdonabile. Ovunque. Anche in Italia”.

    (2 giugno 2009) Tutti gli articoli di politica

  10. Qualcuno conosce l’autore di questa poesia che passa da diario a diario da almeno 2 generazioni??

    “Dentro i libri non trovo risposte,
    per far tacere domande mai poste,
    domande tenute lontano dal cuore,
    risposte che danno solo dolore.
    Tu sei la tristezza del nostro cammino,
    la grande ricchezza di un cuore bambino.
    Tu sei quel sapere di cose perdute a volte sognate a volte vissute,
    di quelle che danno colore alla vita.
    Fin da quando qualcuno ti dice E’ FINITA,
    qualcuno che aspetti da quando sei nata per dire che forse sei stata fregata,
    che vivere è solo un’amara finzione,
    è il gioco crudele di un vecchio burlone.
    Come il lento fluire del sangue da un taglio la vita ti lascia,
    ma è stato uno sbaglio,
    e quello che senti è soltanto dolore,
    è un grande rimpianto che viene dal cuore,
    la sete di vita di cose mai viste:
    IL NIENTE PUO’ ESSERE ANCORA PIU’ TRISTE. “

  11. La percentuale che dovrebbe percepire un autore sulla vendita di un suo libro edito da una casa editrice si aggira tra il 10 e il 20% dei guadagni complessivi. Ma questa percentuale viene recepita subito, dalla prima tiratura (anche di sole 200 o 300 copie) o dalla seconda in poi? Se il libro non dovesse vendere quelle 200 o 300 copie iniziali, non ci sarà mai una seconda tiratura, vero? e per quanto riguarda il pagamento della percentuale, come fa la casa editrice a darti quel 10 – 20% dei guadagni? te lo invia per posta?
    Rispondete se avete già una o più pubblicazioni alle spalle e accendete stelline per farla girare se non sapete rispondere. Grazie a tutti!!!

  12. oppure no visto che gli italiani non lavoreranno alla produzione della Fiat 500?

    Fiat, la nuova 500 prodotta in Messico
    Lo ha deciso la Chrysler

    TORINO (17 agosto) – Chrysler sta considerando l’ipotesi di produrre la Fiat 500 in Messico. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando come l’eventuale decisione di produrre la 500 a Toluca potrebbe essere il primo vero test per le relazioni fra il nuovo management di Chrysler, guidato da Sergio Marchionne, e due dei maggiori azionisti di Chrysler, e cioè il governo americano e il United Auto Worker. Lo stabilimento, infatti, è rappresentato dal sindacato messicano e, inoltre, Chrysler opterebbe indirettamente per salvare posti di lavoro in Messico mentre negli Usa sta chiudendo impianti e tagliando la propria forza lavoro.

    Secondo le indiscrezioni raccolte dal Wall Street Journal, però, Toluca per Chrysler sarebbe la scelta migliore per produrre la 500, in quanto consentirebbe più facilmente la sua esportazione verso i paesi dell’America Latina dove Fiat è forte. Inoltre la casa di Detroit – prosegue il quotidiano – ritiene che producendo la 500 negli Usa i profitti sarebbe bassi. Il governo americano ha più volte ribadito che non intende interferire con le decisioni del consiglio di amministrazione. «Quando una decisione difficile deve essere presa su temi come l’apertura di uno stabilimento o che tipo di auto produrre, la nuova Chrysler e non il governo americano assumerà la decisione» afferma – continua il Wall Street Journal – un rappresentante dell’amministrazione.

  13. ora leggete e ditemi cosa ne pensate:

    a notizia che via via sta prendendo il largo nei meandri della rete porta con sé tanto scompiglio e scalpore, apparendo di fatto come una grossa storia di spionaggio industriale con Sony e Microsoft protagonisti dell’intera vicenda. Pare infatti che il colosso di Redmond abbia ricevuto informazioni riservate circa le specifiche tecniche del processore Cell addirittura durante lo sviluppo di quest’ultimo. Come? Grazie al doppio gioco di IBM, che da una parte sviluppava il chip collaborando con Sony e Toshiba e dall’altra passava scottanti dettagli al diretto concorrente del gigante nipponico.

    Tutto ciò sembra assurdo, e se vi state chiedendo da quale fonte provengano tali indiscrezioni, sappiate che si tratta di un libro scritto a quattro mani da David Shippy e Mickie Phipps, ovvero due ingegneri che hanno lavorato alla creazione del Cell spalla a spalla. Il libro in questione si intitola “The race for a new game machine” (“La corsa per una nuova macchina da gioco”) e narra per l’appunto l’estenuante e difficoltosa gestazione del “super processore”, rivelando come Microsoft ha realizzato il chip dell’Xbox 360 usufruendo proprio del progetto del Cell.

    Tale vicenda è stata descritta persino in un articolo del famoso Wall Street Journal, dove peraltro viene presentato a grandi linee il libro. Vi alleghiamo di seguito alcuni paragrafi chiave:

    “Verso la fine del 2002, Microsoft si mise in contatto con IBM per la realizzazione del chip della sua nuova console, l’Xbox 360 (che a quell’epoca non aveva ancora un nome). Nel 2003, Adam Bennett di IBM svelò a Microsoft le specifiche del processore Cell ancora in sviluppo. Microsoft si mostrò interessata e contrattò con IBM per il proprio chip, costruito sulle basi del chip che IBM stava attualmente realizzando con Sony.

    Tutti e tre i partner originari erano d’accordo sul fatto che IBM avrebbe potuto eventualmente vendere il Cell ad altri clienti. Ma Sony non aveva previsto che IBM avrebbe venduto parti chiave della progettazione prima ancora che il Cell venisse completato e per giunta al principale avversario del mercato console. Il risultato è che gli investimenti del dipartimento Ricerca e Sviluppo di Sony sono stati spesi per creare un componente che Microsoft ha utilizzato contro la stessa Sony.

    Il signor Shippy e la signora Phipps descrivono il conseguente paradosso: gli impiegati di IBM nascondevano il loro lavoro agli ingeneri di Sony e Toshiba nella stanza accanto; il chip dell’Xbox veniva testato alcuni piani sopra quello occupato dal team di sviluppo del Cell. Mr. Shippy afferma che si è sentito “contaminato” quando si è seduto con gli ingegneri di Microsoft, aiutandoli a definire i requisiti architettonici con nozioni apprese dal suo precedente lavoro inerente a quella che sarebbe poi stata la PlayStation3.”

    Errore di Sony o Microsoft grande stratega?
    Quel che è certo è il gioco sporco di IBM, forse l’unica da sgridare, in quanto ha curato esclusivamente i propri interessi guadagnando presumibilmente il doppio e lavorando una sola volta.
    a si.. beh io non sto quasi mai su xbox.. cmq… non lo sapevo che era gia stato detto..
    cmq raga io non sono ne un sonaro ne un boxaro.. sto piu su rock e pop

  14. NEW YORK – Giornata di proteste in tutti gli Usa per i lavoratori della catena di fast-food McDonald’s che gli organizzatori dicono diffusa in 50 città e 1.000 ristoranti in tutto il paese.

    Gli scioperanti chiedono l’aumento dello stipendio minimo da 7,25$ – circa 5€ – l’ora, a 15$. McDonald’s basa il suo business su prodotti low-cost e low-quality, e raggiunge questo obiettivo grazie alla compressione dei salari. Compressione dei salari possibile, per il flusso ininterrotto di immigrati disponibili a paghe irrisorie.

    E in realtà il legame McDonald’s – ma potremmo includere altri big del low-cost come Ikea – immigrazione, bassi stipendi e degrado del mercato del lavoro è un gatto che si morde la coda: un circolo vizioso che crea una classe di nuovi ‘sottoproletari’.

    I manifestanti hanno in programma di diffondere la protesta in tutta New York durante il giorno. Proteste sono inoltre tenute a Los Angeles, Chicago, Charlotte, NC, e in altre città.

    Nel frattempo, un think tank con sede a Washington ha messo un annuncio a tutta pagina sul Wall Street Journal una foto di un robot che fa quelle che appaiono come frittelle. E spiega che i ristoranti devono ridurre i loro costi di servizio per mantenere i prezzi bassi, il che potrebbe significare il passaggio a robot se i salari divenissero troppo elevati.

    “Perché i robot potrebbero presto sostituire i lavoratori dei fast-food se questi chiedessero un maggiore salario minimo”, recita l’annuncio.

    Il che non sarebbe male. E mostra come in molti settori, la presenza di immigrati limiti la ricerca in produttività: quando hai manodopera disposta a tutto, a cosa serve investire in tecnologia? Solo la crescita dei salari implica una pressione sulla ricerca e un continuo miglioramento della produttività e dell’economia. E investendo in tecnologia, dando vita a posti di lavoro qualitativamente migliori di quelli di un MdDonald’s. Basti pensare alla raccolta dei pomodori che potrebbe essere meccanizzata, e invece viene fatta utilizzando migliaia di africani che poi, non avendo salari decenti, pesano sul contribuente italiano per tutta una serie di servizi. La meccanizzazione porterebbe invece anche lavori per italiani laureati e non solo per africani analfabeti.

    L’industria del fast-food impiegava lo più giovani in cerca di fare qualche soldo extra mentre andavano a scuola. Ora, i lavoratori sono immigrati e dipendono dal lavoro per sfamare le famiglie. Analisi dell’Economic Policies Institute mostra che l’età media dei lavoratori al minimo salariale è ora 35 anni.

    Gli immigrati impediscono ai giovani autoctoni di guadagnare soldi extra perchè così i ‘padroni’ delle multinazionali risparmiano. La società nel suo insieme ci perde in produttività e in costi sociali e sanitari.

    NDR per quelli che criticano Voxnews quale fonte di informazioni: vi rimando alla mia domanda “Liberia: tutti i 25mila studenti falliscono test ingresso Università?” dove l’utente Tiziano dimostra la malafede di chi critica questa fonte di informazioni. Ad oggi Voxnews si dimostra una delle poche testate informative non ancora colpite dalla censura immigrazionista e mondialista.

  15. ROMA (MF-DJ)–“L’Italia sta morendo”. Lo scrive il Wall Street Journal in un articolo a firma Giulio Meotti, sottolineando che “ogni anno dal 1994″ nel Bel Paese il numero delle nascite viene superato dal numero dei decessi.
    Se questo allarmante trend demografico proseguira’, il Max Planck Institute stima che “la popolazione dell’Italia potrebbe ridursi a 10 milioni entro la fine del secolo, un sesto della popolazione odierna”.
    Questo trend demografico, prosegue il Wsj, rischia di causare “conseguenze sociali ed economiche catastrofiche”. Si consideri infatti che “già oggi, il 22% degli italiani è in pensione, una delle percentuali più alte al mondo, e il Paese spende il 15% del Pil per le pensioni, più di qualsiasi altro Paese europeo”. Demografia e insostenibilità del welfare sono quindi fortemente collegate.
    L’Italia “sta commettendo un suicidio demografico”, non unica in Europa, ma la prima a vivere l’esperienza di avere un numero di persone over-60 superiore agli under-20. E le previsioni non sono rosee: “secondo le stime dei demografi, è altamente improbabile che il numero degli under-20 tornerà mai a superare gli over-60″. Secondo l’Us National Institute on Aging, entro 20 anni il 32,6% della popolazione italiana avrà più di 65 anni.
    Il quotidiano non lega “l’inverno demografico italiano” con la mancanza di sostegni alla maternità. “Il calo della popolazione è concentrato nel centro Italia e nel nord industrializzato, le zone più ricche del paese. La città più fertile è invece Napoli, anche conosciuta come la capitale della disoccupazione”. Se questo trend non verrà invertito, “entro il 2050 il 60% degli italiani non avrà né fratelli, né sorelle, né cugini, né zii. Nel 14* secolo, le epidemie spazzarono via l’80% della popolazione italiana. Nel 21* secolo, gli italiani stanno sparendo per loro scelta”.

  16. Professione blogger. Che negli ultimi due-tre anni ci fosse stato il boom era risaputo, ma che in America la categoria di chi si guadagna da vivere “postando” online fosse più numerosa dei programmatori di computer, dei pompieri o dei baristi (tanto per citare molto diversi tra loro) e alla pari con gli avvocati – anche se questi ultimi guadagnano sicuramente di più – nessuno lo immaginava.

    Lo ha scoperto il Wall Street Journal che in un articolo (sul sito online) – mettendo insieme gli studi, le analisi e le statistiche disponibili – è arrivato al sorprendente risultato. Tra gli oltre 20 milioni di blogger presi in esame in America (tutti quelli che lo fanno per passione, per informare, per gioco o per qualsiasi altro motivo) ce ne sono 1,7 milioni che ci guadagnano sopra. E per 452mila di costoro quei soldi sono la prima fonte di stipendio.
    Cosa ne pensate?

  17. Non credo, infatti è il più importante giornale economico degli USA.
    Comunque, questo è il giudizio che da di berlusconi.

    25 mar. – Duro colpo a Silvio Berlusconi dall’americano Wall Street Journal. Il quotidiano Usa dedica stamattina al Cavaliere un lungo editoriale, titolato “Silvio e l’Alitalia”, in cui accusa l’ex premier di aver deluso da capo del Governo sul fronte liberalizzazioni e di non aver venduto (e salvato) la compagnia di bandiera quando le azioni valevano ancora qualcosa. “Sul fronte economico – scrive il giornale Usa- Berlusconi ha deluso nella sua ultima performance da capo del governo. Giudicando dalle sue promesse prima delle elezioni-lampo indette per il mese prossimo in Italia, nelle quali è il favorito, un suo terzo mandato come premier non sarà una meraviglia”.
    Ma in particolare il prestigioso foglio economico attacca il Cavaliere sul caso Alitalia. ‘La scorsa settimana – afferma – Berlusconi ha fatto una sortita contro la proposta vendita dell’Alitalia. I suoi vagheggiamenti potrebbero ben presto corrispondere a scelte di governo ufficiali e mandare a monte l’unica cosa che ancora si frappone alla compagnia di bandiera e alla sua bancarotta. Non solo: sono anche un segnale della sua mancanza di impegno per realizzare le riforme economiche”.
    Il WSJ ripercorre la storia della compagnia italiana che ha portato Prodi a scegliere AirFrance e attacca ancora il capo del PdL: “Nell’ultima parte del suo governo tra il 2001 e il 2006 – afferma l’editoriale – Berlusconi non trovò alcun salvatore per l’Alitalia. Al contrario, si mostrò irresoluto mentre il debito della compagnia cresceva, raggiungendo qualcosa come 1,3 miliardi di euro a gennaio scorso.
    Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perché non ha venduto le azioni Alitalia mentre ancora valevano qualcosa. Negli ultimi due anni il valore della campagnia sul mercato azionario si e’ ridotto del 70 per cento”.
    Per Bad Wolfe:
    Il giornale sostiene che la situazione Alitalia era già critica due anni fà, e allora avrebbe dovuto essere venduta, quando ancora valeva qualcosa.
    Indubbiamente i due anni di centro sinistra non hanno migliorato la situazione, che anzi è peggiorata, ma la cosa era prevedibile e si sarebbe dovuto agire per tempo.

  18. I paesi che hanno un idice di libertà economica molto alto come Singapore, Hong Kong, Irlanda, Australia, USA..ecc (Index of economic freedom 2008, Wall street journal) hanno anche un PIL procapite elevato.

    1) C’è correlazione fra i due elementi?
    2) Il PIL procapite riesce a cogliere la reale situazione sociale?
    3) La piena libertà economica è realizzabile ed apprezzabile, oppure si tratta di una utopia (o una menzogna)?

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