Le foglie di fico

Autore: Blog di Beppe Grillo

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La biblica foglia di fico serviva per coprire i genitali di Adamo ed Eva scacciati dal Paradiso Terrestre. Per nascondere le loro vergogne. L’utilità della foglia di fico in politica è evidente. Una verniciatura arancione o montiana e il vecchio torna come nuovo. E’ un gioco di specchi, una vecchia tecnica di marketing. Cambio il fustino, ma il contenuto è sempre lo stesso: il partito. Nel caso di Rigor Montis l’operazione serve a salvare Azzurro Caltagirone e l’UDC di matrice cuffariana e clericale dall’uscita dal Parlamento, nel caso di Ingroia a creare un minestrone con tre partiti, Idv, Verdi e Prc che non hanno da soli alcuna possibilità di superare lo sbarramento elettorale. In più ci sono gli arancioni, in sostanza due sindaci più i loro congiunti, una famiglia Cesaroni allargata. Chi fa la foglia di fico non sempre ne è consapevole. E’ di solito una brava persona, onesta, che nel suo ruolo ha operato per il bene della società. I motivi della discesa in campo o salita in politica dei fogliafichisti appartengono talvolta alla sfera del mistero, in altri casi al desiderio di visibilità. I partiti per riciclarsi hanno un disperato bisogno di foglie di fico, cosa c’è di meglio di campioni della società civile per nascondere fallimenti ventennali, perché tutto cambi per rimanere come prima? Gratta la foglia di fico e trovi il vecchio partito, le sue logiche, i suoi affari, la sua nomenclatura. Il cambiamento deve partire dai cittadini, non c’è bisogno di leader, di aspiranti premier, ma di una partecipazione diretta alla politica con dei portavoce per applicare i programmi. E’ una rivoluzione dolce, partecipata, senza leader, né persone del destino. Ingroia ha detto che la sua porta per il MoVimento 5 Stelle è aperta. Lo ringrazio, ma, per favore, la richiuda.

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4 thoughts on “Le foglie di fico

  1. Un’altra manovra iniqua

    di Alfonso Gianni, da il manifesto – http://temi.repubblica.it/micromega-online/unaltra-manovra-iniqua/

    Malgrado le patetiche precisazioni del Ministro Grilli, siamo di fronte a una nuova manovra economica da parte del governo Monti per il valore di ben 11,6 miliardi di euro. Non proprio bruscolini in questi tempi di magra. Naturalmente il tutto viene motivato con la necessità di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Chi voleva la prova dell’assurdità e delle pesanti conseguenze sociali di questa norma introdotta in Costituzione, ora ce la ha di fronte.

    Il punto essenziale del provvedimento governativo sta nella doppia manovra: abbassamento di un punto di due aliquote Irpef, quella al 23% e quella al 27%, mentre, anzichè scongiurare l’incremento dell’Iva, lo si eleva di un punto. Si dice che le due cose dovrebbero stare in equilibrio, ma è assai poco credibile che così effettivamente sia.

    La riduzione dell’Irpef dovrebbe portare a un risparmio medio di circa 187 euro a persona su una platea di 30 milioni di contribuenti. Ma questo avverrebbe senza sostanziali differenze fra redditi alti e bassi. Infatti, in virtù del meccanismo progressivo a scaglioni, del taglio delle aliquote beneficeranno tanto i redditi fino a 28mila euro, quanto quelli fino a 75mila euro. Summum ius, summa iniuria.

    Assai difficile è quantificare quale sarà l’aumento dei prezzi dovuto all’incremento di un punto dell’aliquota Iva. Esso, però, cade proprio nel momento in cui l’Istat rende noto che il potere d’acquisto dei salari è diminuito di un altro 4,1%. Come si sa l’incremento dei prezzi dovuto all’innalzamento dell’Iva riguarda l’intera platea dei consumatori. In astratto si potrebbe dire che colpisce quelli che hanno possibilità di consumare di più. In realtà è il contrario, specialmente se si esce dalla nuda statistica e si guarda alla realtà delle condizioni di vita. Per i redditi da lavoro dipendente che hanno già perduto così tanto potere d’acquisto, per la fascia accresciuta di poveri che popolano il paese, anche un modesto incremento dei prezzi può rivelarsi fatale e ridurre in modo vitalmente sensibile la loro capacità di consumo di beni essenziali.

    Se aggiungiamo a questo quadro il rifiuto, ipocritamente nascosto dietro la foglia di fico del parere negativo espresso dalla ragioneria di stato, della soluzione del drammatico problema degli esodati privi di qualunque protezione e il contemporaneo rinvio di un anno della introduzione dell’Imu sugli immobili ad uso commerciale di proprietà della Chiesa, il carattere iniquo e persino provocatorio del provvedimento governativo appare in tutta la sua luce.

    In sostanza la strada del rigore porta a più recessione. Persino un giornale in sintonia con il governo come Repubblica non può non notarlo, e infatti Massimo Giannini scrive che di questo passo «l’Italia, come del resto la Spagna e in prospettiva la stessa Francia, ha ormai imboccato un sentiero che conduce ad Atene». Perciò Susanna Camusso dovrebbe organizzare lo sciopero generale e non limitarsi a minacciarlo.

  2. Erano tantissimi ,tutte le donne erano divise da gli uomini per evitare strofinamenti morbosi durante la processione. Portavano una statua che rappresentava Charles Taze Russell. Le donne avevano tutte un grande burca che le copriva fino alle caviglie. Dicono che alcune sotto il burca erano completamente nude. I portatori erano esclusivamente maschi, completamente nudi , con le parti intime coperte da una foglia di fico. Durante la processione ho notato che i devoti diminuivano. Non erano svenuti, uomini e donne si nascondevano tra i cespugli in preda a istinti animaleschi. Urla e gemiti si confondevano con canti e inni biblici. Alla fine i potatori hanno abbandonato la statua per buttarsi nella mischia. Un devoto preso da pudore ha coperto la statua di Charles Taze Russell con un burca abbandonato da una peccatrice.

  3. ho già provato tre volte con il siero rimasto dalla preparazione del formaggio primo sale, ottenuto con due litri di latte, a cui aggiungo un litro di latte fresco e, sul fuoco, al raggiungimento dei 90°, un cucchiaio di aceto bianco. Il risultato consiste in pochi fiocchi che una volta sgocciolati si assemblano in un paio di ricottine-ine-ine durette anche se di sapore discreto. Ci deve essere in giro qualcuno che conosce un trucco per farla bella soda ma morbida!

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