Grande Sud, Caldoro: “Mastella candidato? Chi ci sta ci sta” (04/01/13)

Grande Sud, Caldoro: “Mastella candidato? Chi ci sta ci sta” (04/01/13)

Autore: Uploads by antefattoblog

Grande Sud, Caldoro: "Mastella candidato? Chi ci sta ci sta" (04/01/13)

Il presdiente della Regione Campania, Stefano Caldoro conferma uscendo dalla sede del PdL in via dell'Umiltà a Roma che il partito di Miccichè "Grande Sud" sarà alleato del PdL e della Lega Nord alle prossime elezioni politiche. di Manolo Lanaro
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6 thoughts on “Grande Sud, Caldoro: “Mastella candidato? Chi ci sta ci sta” (04/01/13)

  1. Ciao ragazzi come sapete l’esame di maturità si sta avvecinando…xro volevo un consiglio che autore italiano posso collegarci con il tema della fotografia? io avevo pensato verga… se avete qualche consiglio li accetto grazie mille a tutti!
    Be + che fotografo ho intezione di portare la storia della fotografia da quando è nata fino ai tempi nostri…ho pensato al Verga per il suo realismo!!

  2. Ciao a tutti. Visto che su emule non riesco a scaricarli e altrove non li riesco a reperire, conoscete siti o negozi (a Roma) che vendano dvd di film d’autore e rarità? (non ditemi Bol o ibs)

  3. Dobbiamo realizzare una piccola opera multimediale scolastica a scopo didattico. Vorremmo utilizzare brani o parti di brani che logicamente sono coperte da diritto d’ autore. Come ci dobbiamo comportare? Esiste un modo per evitare di dover pagare i diritti SIAE senza che la cosa sia illegale?. Abbiamo sentito dire che è sufficiente non superare un tot secondi di durata del brano per non essere perseguibili, è vero e se si qualcuno sa quanto deve essere la durata?
    Grazie a cho ci vorrà rispondere

  4. aiuto devo fare sintesi discorsiva e skema del contenuto di qst editoriale d gg!!!
    vi prego aiutatemi!!!

    Una promessa da mantenere
    ETICA PUBBLICA E NUOVE REGOLE

    Una promessa da mantenere

    Ieri ci hanno promesso che la corruzione verrà colpita senza esitazione e che i parlamentari condannati non potranno essere candidati. Una promessa è una promessa e anche se i nostri politici non sono famosi per mantenerle, stavolta vogliamo crederci. Nel comunicato stampa di palazzo Chigi c’è una frase chiara: le iniziative contenute nel disegno di legge contro la corruzione «rispondono alla domanda di trasparenza e controllo proveniente dai cittadini». Pare di capire che senza gli scandali a ripetizione di queste settimane che hanno indignato l’opinione pubblica e riesumato il fantasma di Tangentopoli non si sarebbe fatto nulla. La credibilità del sistema politico non è mai stata così bassa dalla fine della cosiddetta prima repubblica. E l’unica cosa che può forse evitarle di precipitare definitivamente sotto i piedi è una legge che mostri in modo inequivocabile la volontà di rialzare il livello morale. Per questo la promessa merita attenzione. Ma l’istinto di sopravvivenza dei politici riuscirà a fare il miracolo? Purtroppo la strada è ancora molto lunga. Come è lunga quella dei disegni di legge che al pari di questo devono superare nell’identico testo l’esame della Camera e del Senato. Dove i parlamentari nei guai con la giustizia non mancano, e questo non è un presupposto ideale per immaginare un percorso in discesa. Ma soprattutto dove è passato il concetto che si possano pacificamente aggirare tutte le regole di ineleggibilità e incompatibilità semplicemente interpretando le leggi. E questo è un problema forse ancora più difficile da risolvere.

    Roberto Calderoli avrà dunque il suo da fare per convincere molti colleghi a votare l’emendamento che equipara le regole per le candidature a Camera e Senato a quelle previste per gli amministratori locali. Qualcuno, è vero, avrebbe voluto misure ancora più drastiche. Come l’ineleggibilità perpetua per i corrotti. «Era troppo», ha ammesso il ministro della Semplificazione. Si tratta comunque di paletti molto più rigidi rispetto a quelli (praticamente inesistenti) che finora devono superare gli onorevoli, visto che vietano l’elezione ai condannati in via definitiva per una serie di gravi reati, quali sono quelli contro la pubblica amministrazione. Ma che nemmeno ora, proprio mentre la politica italiana è alle prese con uno dei passaggi più difficili dalle inchieste di Mani pulite, hanno potuto evitare il solito brutto spettacolo. Basta dare un’occhiata alle liste per le elezioni regionali chiuse poche ore prima che il Consiglio dei ministri approvasse il disegno di legge. Dalla Campania, dove la capolista del Pdl Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunità, si è battuta con impegno («applicheremo il codice etico in maniera diffusa»), arriva purtroppo una lezione assai istruttiva. Lì si è presentato, questa volta con il centrodestra, un consigliere regionale ex centrosinistra condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa già sospeso dall’incarico a maggio per decreto della presidenza del Consiglio. La sua candidatura è stata addirittura sconfessata dal possibile futuro governatore del suo schieramento, Stefano Caldoro, che ha pubblicamente dichiarato: «Non voglio i suoi voti».
    guarda ke t sbaji.. io nn sn affatto comunista, anzi a cs mia mio zio mi ha insegnato ad essere fascita.. ma ho una prof d ita ke lo è, e x qst dobbiamo pure fare sti compiti!!!

  5. Assistenza specialistica: Nuove disposizioni regionali in materia di spesa sanitaria.

    Il commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro del settore sanitario (deliberazione del consiglio dei ministri 24/04/2010) della Regione Campania, governatore Stefano Caldoro, con decreto commissariale n.53 del 27 settembre 2010 ad oggetto “Misure di compartecipazione alla spesa per assistenza specialistica” pubblicato sul BURC (Bollettino Ufficiale Regione Campania) n. 66 del 04/10/2010, ha previsto come categorie esenti dal pagamento della quota fissa di € 5,00 sulla ricetta SSN contenente prescrizioni di assistenza specialistica ambulatoriale i soggetti appartenenti ad un nucleo familiare con reddito ISEE non superiore a euro 10.000, indicati con codice esenzione E (per condizioni economiche e reddito) e subcodice 05 (“E05″); e i soggetti disoccupati (iscritti alle liste di collocamento) e loro familiari a carico con reddito familiare lordo riferito all’anno precedente non superiore ad € 8.263,31 aumentato a € 11.362,05 in presenza di coniuge non legalmente ed effettivamente separato, ulteriormente incrementato di € 516,46 per ogni figlio a carico, indicati con codice esenzione E (per condizioni economiche e reddito) e subcodice 02 (“E02″). La condizione di disoccupato deve risultare al momento della fruizione della prestazione. I soggetti collocati in Cassa Integrazione Guadagni, sia essa ordinaria che straordinaria, sono considerati occupati e pertanto non possono godere dell’esenzione dal ticket.

    Ora l’ASL SA 2 con un documento interpretativo interno che fa circolare redatto da un suo dirigente (e non dall’Assessorato Regionale alla Sanità o dal commissario ad acta) precisa che i soggetti indicati con codice E05 sono sì esentati dal pagamento della quota fissa di € 5,00 ma devono comunque pagare la prestazione, cosa non prevista nel sopracitato decreto; invece i soggetti indicati con codice E02 sono esentati sia dal pagamento della quota fissa di di € 5,00 sia dal pagamento della prestazione.

    La mia domanda è: “Può un’ ASL, (ente pubblico economico locale, con personalità giuridica pubblica centro di imputazione di autonomia imprenditoriale, dotata di autonomia organizzativa, gestionale, tecnica, amministrativa, patrimoniale, contabile, non più ente strumentale e organo della Regione, alla quale (quest’ultima) compete invece l’organizzazione finanziaria e gestionale delle prestazioni sanitarie, dal 1993, secondo prevalente giurisprudenza (Tar Toscana sentenza 17 settembre 2003 n. 5101) , perdendo il carattere di organo della Regione), adottare un simile provvedimento o atto amministrativo?

    Perché i soggetti appartenenti ad un nucleo familiare con reddito ISEE non superiore a euro 10.000 devono pagare la prestazione mentre i soggetti disoccupati (iscritti alle liste di collocamento) e loro familiari a carico invece no?

    Non sarebbe stato meglio accomunare le due categorie?

    Per non parlare poi di certi (non tutti) impiegati amministrativi dell’ufficio ticket del distretto (*) che fanno pagare il ticket anche a chi è esente per legge salvo poi correggersi col senno di poi dichiarando di non aver letto bene il codice di esenzione sulle ricette del SSN a fattura già emessa e annullata successivamente. In gergo tecnico-giuridico questo si chiama peculato mediante profitto dell’errore altrui, art. 316 del Codice Penale, la pena è la reclusione da 6 mesi a 2 anni. Ho dimenticato di aggiungere l’assenteismo ma di questo reato si dovrebbe occupare il capo del personale, nel caso specifico il dirigente responsabile all’appropriatezza dell’assistenza ambulatoriale e di ricovero.

    Uno di questi voleva venire addirittura alle mani fuori dal suo ufficio all’esterno dell’edificio e allontanandosi dal suo luogo di lavoro; siamo molto lontani dall’applicazione della riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione valida ma solo sulla carta.

    Mi riservo di adire le vie legali nei confronti di tale soggetto. Potevo reagire ma non ho voluto. Anche se lo avessi fatto non si sarebbe prefigurato il reato di interruzione di pubblico servizio in quanto il suddetto individuo sì è allontanato volontariamente dal luogo di lavoro in orario di servizio. La colluttazione in tal caso non sarebbe avvenuta neanche sulla strada o via che il suddetto fa per andare a lavorare in quanto a quell’ora costui era già in servizio e lontano dal suo posto di lavoro.

    Per l’esattezza il distretto sanitario in questione è quello F.
    Secondo il mio modesto parere gli impiegati dovrebbero portare sempre il cartellino durante gli orari di ufficio, senza esclusioni di sorta, evitando casi come quello documentato da Striscia la Notizia sull’impiegato ‘abusivo’ nella puntata di mercoledì 22 settembre 2010.

    Occorrono altre iniziative sul tipo di quella lanciate dal ministro Brunetta con il sito http://www.superfannulloni.it
    Diciamo basta all’assenteismo e alla fannullonaggine. Sì al licenziamento per giusta causa.
    Se fossi stato io il commissario dell’Asl li avrei già cacciati a calci!…

    Fonti: http://www.superfannulloni.it

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