Scambio sul posto: l’AEEG definisce le nove regole

Autore: Rinnovabili

(Rinnovabili.it) – Con l’obiettivo di semplificare le modalità di erogazione del servizio di scambio sul posto e renderne più agevole l’applicazione, l’Authorithy ha approvato la nuova regolazione del meccanismo che consente di compensare le partite di energia elettrica immessa in rete in un’ora con quella prelevata dalla rete in un’ora diversa da quella in cui avviene l’immissione.

 

La delibera, approvata il 20 dicembre 2012 ed entrata in vigore il 1 gennaio di quest’anno, introduce  nuove modalità per l’erogazione del servizio  di scambio sul posto a partire da  un limite massimo per la restituzione degli oneri generali di sistema ai titolari degli impianti rinnovabili, da applicarsi negli anni successivi al 2013 e tenendo conto dell’impatto complessivo di questi stessi sulle bollette elettriche. Questo vorrà dire che il cap potrà venir modificato  a seconda del peso complessivo sulle fatture e per il primo anno è stato definito solo per gli impianti di potenza compresa tra i 20 kW e i 200 kW.

 

Le modifiche riguardano inoltre la semplificazione delle condizioni procedurali sottostanti all’erogazione del servizio di scambio sul posto, tramite l’eliminazione dei dati relativi alle singole bollette e la standardizzazione del corrispettivo unitario di scambio forfetario, espresso in c€/kWh, pari alla somma delle componenti tariffarie variabili “rimborsabili”.

5 thoughts on “Scambio sul posto: l’AEEG definisce le nove regole

  1. mi servirebbero un po di dritte e aiutini per il tema che devo fare per domani sulle elezioni del nuovo presidente degli usa.come dovrei iniziare a scrivere xfavore iniziatemi il tema..!!U.U ne desidero un disperato aiuto

  2. Buongiorno! Sono alla ricerca disperata di un libro di cui mi ha parlato un amico: si tratta della storia autobiografica di un autore americano che si è trovato a fare un giro di presentazioni del suo romanzo in tutta l’America più rurale, con risultati tragicomici. Il titolo dovrebbe essere qualcosa come “alle umiliazioni non c’è mai fine” (così mi è stato erroneamente citato), ma non riesco a trovarlo. Datemi notizie, vi preeeeego!

  3. non riesco a capire come mai i tram non hanno gli scambi simili a quelli delle ferrovie. Come fanno a svoltare senza incastrarsi nelle altre linee?

  4. Circolare Ministeriale 14 maggio 1969, n. 177
    MAI ABBROGATA

    Prot. n. 4600
    Oggetto: Riposo festivo degli alunni. Compiti scolastici da svolgere a casa

    Con circ. 20 febbraio 1964, n. 62, avente per oggetto: “Compiti scolastici da svolgere a casa e in classe”, venne richiamata l’attenzione dei Capi d’istituto e degli insegnanti sulla necessità di non sottoporre gli alunni ad un carico eccessivo di lavoro per compiti scolastici da svolgere a casa.

    In quella occasione, fu posto in evidenza che alla formazione culturale dell’alunno concorre non soltanto “l’azione didattica, attuata nella più viva collaborazione tra docenti e discenti”, ma anche “il ripensamento individuale realizzato con il lavoro personale dell’alunno a casa”.

    La ricerca da parte dei giovani di nuove conquiste, di nuovi ideali, in uno sforzo continuo di superamento di sistemi e di schemi di vita non più aderenti alle esigenze sempre nuove e mutevoli della odierna società, una sempre più approfondita valutazione dell’importanza dei problemi del tempo libero, l’incidenza sempre più viva ed efficace sui giovani delle manifestazioni collaterali non proprie della scuola ma pur sempre riconducibili alle sue finalità e alla sua azione educativa, quali le attività sportive, ricreative e artistiche, inducono a considerare da un angolo visuale più ampio tutti i fattori e le componenti che concorrono, insieme e ad integrazione della tradizionale preparazione culturale dei giovani ai fini meramente scolastici, alla crescita e al completamento della personalità in vista dei successivi traguardi che la vita porrà dinanzi a ciascuno di essi.

    Anche la consapevolezza e la comprensione al di fuori dell’ambito dell’attività prettamente scolastica di alcuni aspetti della dinamica della vita del nostro paese, quali la sua affermazione nel contesto del mondo civile, il suo progresso economico, lo sviluppo delle istituzioni democratiche, la partecipazione attiva a tutte le manifestazioni volte ad esaltare nelle coscienze gli ideali della democrazia, della libertà, della patria, della famiglia, postulando in maniera non meno sentita l’esigenza di nuove aperture in tema di processo formativo dei giovani.

    In questa prospettiva acquista particolare rilievo l’interessamento e la partecipazione dei giovani alla pratica degli sport (nuoto, sci, tennis, calcio, ecc.), specie se promananti dalla scuola medesima o da istituzioni aventi fini educativi, alle manifestazioni artistiche (concerti, teatro, mostre dibattiti, ecc.), alla visita dei monumenti, dei musei, delle gallerie, attività tutte che quasi sempre si svolgono nelle giornate domenicali e in altri giorni festivi.

    Si risolverebbero, tuttavia, in una vuota affermazione di principio la individuazione e la valorizzazione di un tale interessamento dei giovani alle anzidette manifestazioni, se la scuola non si preoccupasse di porre gli alunni nella condizione di poterne effettivamente fruire.

    Nell’impegno di garantire agli alunni ogni possibilità e ogni componente di sviluppo della loro personalità, la scuola non può non preoccuparsi di rendere praticamente possibile questa più ampia e varia forma extrascolastica di arricchimento culturale e formativo.

    Inoltre, va considerato che nelle giornate festive e, in genere, anche nel pomeriggio del sabato, moltissime famiglie italiane, in cui entrambi i genitori svolgono un’attività lavorativa, trovano l’unica occasione di un incontro dei propri membri – innanzi tutto genitori e figli – più disteso nel tempo e, quando possibile, in ambiente diverso da quello dell’abituale dimora cittadina, più sereno nel riposo dal lavoro, di un incontro nel quale trovano alimento il rafforzarsi dei rapporti affettivi, lo scambio delle esperienze, il confronto dei comportamenti tra giovani e adulti; in una parola, si ricompone l’unità della famiglia, e questa attua la pienezza della sua essenza di primo e fondamentale nucleo sociale e della sua primaria funzione educativa.

    In considerazione del duplice ordine di esigenze finora prospettate, questo Ministero è venuto nella determinazione di disporre che agli alunni delle scuole elementari e secondarie di ogni grado e tipo non vengano assegnati compiti scolastici da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo, di guisa che nel predetto giorno non abbiano luogo, in linea di massima, interrogazioni degli alunni, almeno che non si tratti, ovviamente, di materia, il cui orario cada soltanto in detto giorno.

    Si potrà del pari far luogo ad interrogazioni quando ciò sia richiesto dallo stesso interesse degli alunni, in vista di scrutini o di esami imminenti, ad esempio per poter riparare in caso di precedenti valutazioni sfavorevoli.

    Si pregano le SS.VV. di comunicare la presente ai Capi d’istituto, agli Ispettori scolastici, ai Direttori didattici, agli insegnanti delle scuole elementari e secondarie. Si confida che il personale docente coglierà appieno il senso delle disposizioni impartite

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