ReeferMadness

“Reefer madness” il film del 1936 che criminalizzò la canapa

Autore: nocensura.com

ReeferMadness
1936 – Film propaganda Reefer Madness – canapa e marijuana


Reefer Madness è il film propaganda americano che nel 1936 presentava la marijuana come droga killer.

Girato inizialmente con il titolo di “Tell Your Children” aveva un evidente intento propagandistico riguardo ai pericoli di una presunta o forse simulata diffusione tra i giovani della pratica di fumare marijuana.
Il film prima della distribuzione fu rieditato dal produttore, convinto nelle maggiori possibilità commerciali del genere “exploitation”. Col nuovo titolo Reefer Madness la pellicola fu distribuita nelle sale statunitensi mostrando situazioni allora scandalose, quali sesso gratuito, scene di nudo parziale, promiscuità sessuale ed efferati omicidi e suicidi causati dal consumo di droghe.

Tuttavia, neanche così il film riuscì a trovare un successo commerciale. Negli anni settanta ci fu come una riscoperta della pellicola, che divenne presto un film culto, duplice icona di un proibizionismo bigotto degli americani e dell’exploitation fine a se stessa. Il film infatti risulta palesemente inaccurato e iperbolico nello stigmatizzare la marijuana come causa di ogni male della società, inclusi omicidio e stupro. Nella sua totale ignoranza, vera o simulata, dell’improbabilità degli argomenti trattati, il film sprigiona un’involontaria comicità amplificata da situazioni artefatte, dialoghi irreali, ruoli stereotipati e recitazione ostentata.
Il termine reefer era un neologismo usato dalle forze di polizia dell’epoca, e che avrebbe dovuto diventare di largo uso per indicare uno spinello. Tuttavia il termine non attecchì mai nel tessuto socio-culturale statunitense, facendo oggi risultare ridicoli gli intenti del film fin dai titoli di testa.

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2 thoughts on ““Reefer madness” il film del 1936 che criminalizzò la canapa

  1. Moglie e marito assumono una ragazza che faccia da baby-sitter alla loro bambina quando di sera escono, ma lei scopre che in realtà è tutta una finzione perché la bambina è morta circa un anno prima. L’autore dovrebbe essere italiano.

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