US officials blame Iran for cyber assault

Autore: Welcome to Fudzilla

Dozens of banking sites affected


US officials believe Iran is behind a series of cyber attacks carried out against dozens of American banks.

The attacks were coordinated and staged by networks of hijacked computers in data center, prompting security researches to conclude that they were carried out by a foreign government rather than a few bored hackers.

“There is no doubt within the U.S. government that Iran is behind these attacks,” security expert James A. Lewis told the New York Times. Lewis said the volume of traffic flooding the sites pointed to a massive attack, much bigger than Russia’s cyber attack against Estonia in 2007.

The attacks started in September and they targeted numerous banks, including Bank of America, Citigroup, Wells Fargo, Capital One, HSBC and others. The method of choice was DDoS attacks carried out by data centers in an effort to disturb cloud operations.

However, there was not much public outcry over the attacks, probably because average Americans hate bankers quite a bit more than Iranian mullahs.

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3 thoughts on “US officials blame Iran for cyber assault

  1. Ieri la prof di Italiano ci ha assegnato di fare il commento ad un articolo di giornale del corriere della sera dell’11/10 che ora vi scrivo qui sotto . Parla di una ragazza iraniana che è stata condannata a 90 frustate e 1 anno di carcere per aver recitato in un film che fa vedere come vengono trattate le ragazze in iran :
    Eccolo:
    Iran, 90 frustate per aver recitato in un film
    L’ attrice Vafamehr condannata a un anno di carcere e alla pena corporale Le sanzioni Ue Ieri l’ Europa ha inasprito le sanzioni nei confronti del regime iraniano per le violazioni dei diritti umani

    Ragazze che ballano in una discoteca, con il capo scoperto, flirtando e fumando, come accade ovunque in Occidente. Solo che qui siamo in Iran e la festa è clandestina. La polizia irrompe all’ improvviso: «Pensate che questa sia l’ Europa? – gridano gli agenti ai giovani -. Copritevi! Gli uomini divisi dalle donne. Subito!». Comincia così il film My Tehran for sale (La mia Teheran in vendita) che è costato all’ attrice Marzieh Vafamehr una condanna a un anno di prigione e 90 frustate. La donna era stata arrestata nel luglio scorso con l’ accusa di aver recitato senza autorizzazione e di essere comparsa col capo scoperto o, peggio, con la testa rasata. Il suo legale ha annunciato il ricorso in appello. Ma se la sentenza sarà confermata per l’ attrice si aprirà un lungo calvario che culminerà con l’ umiliazione della pena corporale. Proprio domenica scorsa uno studente di legge è stato rilasciato dal carcere di Evin a Teheran dopo essere stato colpito a sangue da 70 frustate. Per il dolore non riusciva nemmeno a stare in piedi. La pellicola, che è vietata nella Repubblica islamica ma gira comunque illegalmente, racconta la storia di una ragazza il cui teatro viene chiuso d’ autorità e che si trova costretta a vivere una vita segreta per potersi esprimere artisticamente. Ma soprattutto narra la quotidianità delle donne iraniane che appaiono molto più libere e disinibite di quanto le vorrebbero il presidente Ahmadinejad e l’ ayatollah Khamenei. Un fatto insopportabile per i conservatori iraniani che, da un anno a questa parte, hanno deciso un giro di vite su chiunque sia percepito come una minaccia alla teocrazia. E così, oltre a quelle di attivisti e politici, sono iniziate anche le retate di artisti. Basti pensare al regista Jafar Panahi condannato a sei anni di carcere o all’ attrice iraniana più conosciuta, Golshifeth Farahani, scappata in extremis a Parigi per evitare l’ arresto. Nel luglio scorso sono finite in carcere le registe Mahmaz Mohammadi e Pegah Ahangarani e la fotogiornalista Maryam Majd, poi scarcerate dietro il pagamento di una cauzione. Qualche giorno fa Amnesty International ha diramato un comunicato dal titolo «Le autorità iraniane si accaniscono contro l’ industria cinematografica» in cui si chiedeva il rilascio immediato di sei documentaristi arrestati a settembre con l’ accusa di «aver fornito a Bbc Persian informazioni, immagini filmate e documenti segreti allo scopo di descrivere in modo negativo l’ Iran e gli iraniani». Ieri Teheran ha liberato su cauzione due di loro: Naser Saffarian e Mohsen Shahrnazdar. Gli altri, però, rimangono rinchiusi nel carcere di Evin, la famigerata prigione diretta dai servizi segreti. Da gennaio del 2010 in Iran sono vietati i contatti con oltre 60 enti stranieri, tra cui la Bbc e altri organi d’ informazione. E a molti registi viene impedito di andare all’ estero a presentare i propri lavori. Così è accaduto a Mojtaba Mir Tahmasb che ha girato This is not a film , un documentario che descrive la vita in carcere del collega Jafar Panahi. E a Sahand Samadian, autore di Io amo Teheran , che era atteso ieri al Festival di Beirut dove non è mai arrivato. Ieri la Ue ha rafforzato le sanzioni contro l’ Iran a causa del continuo deterioramento della situazione dei diritti umani, aggiungendo 29 nuovi nomi alla lista di persone colpite dal blocco dei visti e dal congelamento dei beni, tra cui tre ministri.

  2. Per le cacchiate che Berlusconi ha dichiarato in Israele….
    Da notare che con l’ Iran abbiamo in corso importantissimi appalti
    che con Israele non abbiamo…
    Ci giochiamo centinaia di milioni di euro….
    E’ mai possibile che Berlusconi ci metta sempre nei casini con le stupidate che va a dire in giro per il mondo?
    ALLA TIPA CON IL PUNTO DI DOMANDA: TI RICORDO CHE AI TEMPI DELLO SCIA’ I MAGGIORI AMICI DELL’ IRAN ERANO L’ AMERICA E GLI EUROPEI…..

  3. Salve,
    ho un’ amica persiana, la scorsa settimana è venuta in italia e mi ha portato questi limoni dell’ iran.
    Lei mi ha spiegato come usarli, ma sinceramente non ho capito molto e mi ricordo poco, chi mi sa spiegare come impiegarli in cucina dato che adoro mangiare con questa “spezia”?
    5 stelle a chi mi salva!!!!!

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