Oggi al via il centro europeo contro i crimini informatici
Autore: IlSoftware.it
A partire quest’oggi 11 gennaio inizia ad essere operativo, presso l’Ufficio europeo di polizia dell’Aia (Olanda), il nuovo Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica (EC3), con lo scopo di proteggere cittadini e imprese.
Ad inaugurarlo sarà Cecilia Malmström, Commissaria UE per gli Affari interni, e sarà diretto da Troels Oerting.
L’EC3 riunirà competenze ed informazioni, verrà fornito sostegno alle indagini penali e verranno promosse soluzioni a livello UE. Si concentrerà sulle attività illegali online compiute dalla criminalità organizzata, in particolare gli attacchi diretti contro l’e-banking e altre attività finanziarie online, reati contro la persona, contro i minori e quelli che colpiscono i sistemi di informazione e delle infrastrutture critiche dell’Unione.
Il Centro, inoltre, contribuirà a promuovere la ricerca e lo sviluppo, ad assicurare lo sviluppo di capacità da parte delle autorità incaricate dell’applicazione della legge, dei giudici e dei pubblici ministeri e a effettuare valutazioni delle minacce, compresi analisi delle tendenze, previsioni e allarmi rapidi.
Per smantellare un numero maggiore di reti criminali informatiche e perseguire più indiziati, l’EC3 dovrà raccogliere e trattare dati relativi alla criminalità informatica e fungere da help desk per le unità di contrasto dei paesi dell’UE.
Il Centro offrirà sostegno operativo ai paesi Ue e fornirà competenze tecniche, analitiche e forensi di alto livello nelle indagini congiunte.



Nel senso che riesce a guadagnare abbastanza con i suoi romanzi da poterne fare una professione?
Da profana di questo genere, ma sentendone spesso parlare, mi domando a chi e a cosa serva un romanzo che prende i personaggi inventati da un altro autore per inserirli in nuove storie, spesso scritte male e prive di originalità.
Capisco che per il fan sia un modo di esternare la sua passione per un certo “universo” e relativi personaggi, ma non capisco chi le legge. Non vi pare che il solo fatto che dietro a quelle storie non ci sia l’autore originale renda il tutto un esercizio sterile, una pallida copia dell’immaginario altrui?