Autore: Il Fatto Quotidiano

Alla faccia dei social network rivoluzionari, assassini degli old media, portatori di una nuova visione orizzontale della comunicazione. Alla faccia della tv in crisi di fronte alla potenza travolgente del web. A passare il proprio tempo libero su internet sembrerebbe il contrario. Soprattutto in quella piazzetta chic che è diventato Twitter.

Un ritrovo tipo Capri o Portofino per una compagnia di giro che è sempre la stessa, fatta di giornalisti e operatori della comunicazione che stanno lì, per ore, a parlare di politica, televisione e soprattutto di se stessi. La sudditanza di Twitter nei confronti della tv, poi, è un fenomeno dalle proporzioni mastodontiche e rappresenta senza dubbio alcuno il vizio principale dell’uso che facciamo del servizio di microblogging più frequentato della Rete. Stiamo lì, h24, a commentare ogni immagine che trasmettono i canali televisivi, da quelli generalisti (che abbiamo dato per morti già un centinaio di volte, sbagliando) a quelli tematici, da Porta a Porta a MasterChef, da Ballarò a Xfactor.

Sembra che non riusciamo a parlare d’altro, sui new media. E quando in tv non c’è niente di ‘twittabile’, andiamo in paranoia, sembriamo zombie in crisi d’astinenza che vagano senza vita retwittando compulsivamente qualsiasi cosa passi sotto i nostri occhi. Questo post, beninteso, non è un atto d’accusa ma una confessione, un atto di pentimento e un proposito di cambiamento.

Riusciremo ad affrancare Twitter (e noi stessi) dalla schiavitù televisiva? C’è vita su Twitter, reality e talk show a parte? 

Non ci sono più le mezze stagioni, signora mia, e nemmeno le mezze misure sui social network.
Da un lato i bimbominkia, seguaci fanatici di Justin Bieber o degli One Direction, e i bulletti digitali, che permettono a un hastag vergognoso come #le*****dellamiascuola di arrivare in testa ai TT; dall’altro noi, i fighetti, quelli che si sentono intellettualmente superiori, che schifano la tv ma poi ne parlano vita natural durante, quelli che “Sanremo è il simbolo della mediocrità nazionalpopolare” ma già organizzano, con un mese di anticipo, estenuanti livetweet sulla kermesse.
Ecco, io sono colpevole di fighettismo da twitter. Lo ammetto e prometto di cambiare registro. E tutti gli altri? Ce la fanno a dimostrare, finalmente, che c’è davvero vita su Twitter?