Annuncio di lavoro: Apple ricerca una nuova personalità per Siri !

Autore: APPLE – HDblog.it
Un annuncio di lavoro è apparso ieri sul sito Apple ( per poi essere rimosso poco tempo dopo ) , dove l’azienda offriva un’ opportunità d’assunzione focalizzata su Siri, il famoso assistente vocale presente in iOS. L’intento dichiarato era quello di trovare un individuo che potesse aiutare ad evolvere e dare nuova personalità al servizio vocale.
Appare chiaro l’intento di migliorare la personalità della voce, donando maggior carattere all’assistente vocale e offrendo una collaborazione con il Team Apple a tal proposito. A seguire la traduzione parziale dell’inserzione.
“Siamo alla ricerca di un individuo creativo che possa aiutarci ad evolvere e arricchire Siri, il nostro assistente personale virtuale. Siri è noto per il suo ingegno, la conoscenza culturale e lo zelo nel spiegare le cose in maniera coninvolgente, divertente e pratica. Il candidato ideale è una persona che unisca l’amore per la lingua, giochi di parole, e la conversazione con esperienza dimostrata nel portare contenuti creativi per la vita all’interno di un ambiente tecnico intenso “.
Come gia anticipato, l’annuncio è stato rimosso ma questo dimostra come Apple stia lavorando per migliorare il servizio e modificarlo in maniera drastica con modifiche per le quali non conosciamo tempistiche ma che potrebbero riguardare il corrente anno e forse ipotizziamo noi, una delle novità presenti in iOS 7.
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Nel senso che riesce a guadagnare abbastanza con i suoi romanzi da poterne fare una professione?
Da profana di questo genere, ma sentendone spesso parlare, mi domando a chi e a cosa serva un romanzo che prende i personaggi inventati da un altro autore per inserirli in nuove storie, spesso scritte male e prive di originalità.
Capisco che per il fan sia un modo di esternare la sua passione per un certo “universo” e relativi personaggi, ma non capisco chi le legge. Non vi pare che il solo fatto che dietro a quelle storie non ci sia l’autore originale renda il tutto un esercizio sterile, una pallida copia dell’immaginario altrui?