Ma quale Corona!? occupatevi dei latitanti veri!

Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

Fabrizio Corona Latitanti

 Sul sito del Ministero degli Interi c’è l’elenco dei latitanti italiani di massima pericolosità. Si va da Matteo Messina Denaro a Giovanni Motisi, di Cosa Nostra, passando per Giuseppe Giorgi e Michele Antonio Varano, esponenti ‘ndranghetisti, per arrivare ai camorristi Marco Di Lauro e Pasquale Scotti. E sono solo i ricercati speciali, ma i latitanti in Italia non si contano. Riusciamo a dare ospitalità perfino a quelli degli altri paesi: il 40% dei latitanti romeni girovaga entro i nostri confini. Nonostante questo, l’attenzione è tutta per Fabrizio Corona e per la sua fuga, non si sa se rocambolesca o fantozziana (nascosto a casa di qualcuno, con la parrucca e i baffi finti).

 Personalmente non me ne può fregare di meno. Corona ha fatto quello che nel mondo perverso e pseudo-delinquenziale del gossip fanno in molti: ha chiesto soldi in cambio di scatti compromettenti. Solo, lo ha fatto in maniera quasi scientifica e tayloriana. Una pratica chiaramente estorsiva, giocata sulla pelle delle vittime, che molti giustificano in nome del "così fan tutti". Del resto siamo in Italia, dove i più furbi sono eroi e i poveri cristi che si limitano a fare il loro dovere nel rispetto degli altri e delle leggi sono semplici e anonimi sfigati. Un eroe di cartone per teenagers e bambinoni mai cresciuti, alimentato dai media che gli consentono di distruggere gli studi televisivi a pugni – manco fosse Rocky – per qualche punto di share in più, e in questo modo si dimostrano non solo corresponsabili, ma meno socialmente maturi di lui. Un latitante come le centinaia o migliaia di altri, neppure il più pericoloso, cui ora si vuole cucire addosso il ruolo di novello Fantomius, maestro dell’ombra e inacciuffabile paladino di se stesso, che sfida governi ed eserciti pur di sfuggire a una condanna immeritata.

 Giuridicamente la questione si pone in termini semplici. Immagino che non ci fosse nessuna ordinanza di custodia cautelare, altrimenti sarebbe stato dentro già da un po’. Non è stato cioè ritenuto che vi fosse pericolo di fuga. Trattandosi di uno come Corona, un notorio fautore della legalità a tutti i costi, sarebbe come lasciare i Bassotti nel deposito di zio Paperone, sicuri che non toccheranno un centesimo. Dunque se, come dicono, Corona si trova a Santo Domingo, era anche prevedibile. Del resto non è una novità: da Lavitola a Briatore, darsi alla macchia per sfuggire alla giustizia è una prassi consueta, anche se resta un privilegio per ricchi, che l’esercito vero – quello dei poveracci come noi – non ha.

 
 Bisogna però sfangare da un’aura di eccessiva moralità la questione. Uno Stato è un ordinamento giuridico, cioè un complesso di norme legate da rapporti di reciproca dipendenza che valgono su un determinato territorio in un determinato contesto temporale. Il concetto di territorio è fondamentale: se vi trovate all’estero, siete sottoposti ad un differente ordinamento giuridico, il quale può o meno riconoscere l’uso del monopolio legittimo della forza da parte dello Stato di cui siete cittadini. Per risolvere la questione dei rapporti reciproci esistono i trattati internazionali. Se due stati hanno siglato un accordo di estradizione, allora la faccenda è risolta. Se non lo hanno siglato, un mandato di cattura dell’uno può non essere applicato nell’altro. Ed è perfettamente legale. In altri termini: per uscire dal Medio Evo ci siamo dotati di un approccio meno "divino" alla questione delle leggi e del loro rispetto, intessendo una complessa struttura di normative nazionali e internazionali che garantiscono a chi vi è soggetto di avere un comportamento prevedibile da parte delle istituzioni, in quanto all’utilizzo della forza e alla diminuzione dei dirtti personali. Questa garanzia è una conquista fondamentale: è quella che fa sì che a un sovrano capriccioso non sia consentito imprigionarvi a suo piacimento, come accadeva negli ancien regime.

 Corona, se è vero che si trova a Santo Domingo – in un Paese che non ha accordi di estradizione con l’Italia – può dunque risiedervi legittimamente, proprio in virtù del nostro ordinamento giuridico che riconosce i suoi confini di applicazione e il diritto internazionale. Non sfugge alla legge: la legge ha già aggravato la sua posizione, passando dai cinque anni di condanna agli otto anni, e tale pena gli sarà inflitta quando, prima o poi, verrà individuato e arrestato entro i confini italiani. La sua scelta di latitanza ha già avuto, come contropartita, un inasprimento della sanzione. Se vuole starsene a Santo Domingo a vita, pagherà con l’esilio, e con la costante paura di essere ricondotto in Italia, il suo debito con la società. Se vuole tornare, invece, pagherà con la detenzione. In ogni caso pagherà, dunque non fatene un eroe e non fatene neppure un mostro. 

 Piuttosto, cari media, occupatevi di Matteo Messina Denaro e dell’elenco del Ministero dell’Interno, se volete parlare di latitanti. Anche se fa meno audience.

6 thoughts on “Ma quale Corona!? occupatevi dei latitanti veri!

  1. Molti anni fa ho letto un libro, od un racconto, di cui non ricordo né titolo né autore. Parlava di due innamorati che si ritrovavano nel corso dei secoli ma ad un certo punto lui o lei muoinono precocemente e quando si re-incarnano le età sono sfalsate allora decidono di morire insieme per rinascere insieme… Qualcuno può aiutarmi???

  2. Quando leggi un libro del tuo autore preferito riesci a giudicarlo in modo obiettivo o ti senti condizionato e tendi quindi a difenderlo ad ogni costo o a non vederne i difetti?
    C’è un libro del vostro autore preferito che non vi è piaciuto?

    Buona serata.

  3. qui su answer? ditemi il perchè odiate cosi tanto il bravo e dolce Fabrizio Corona..buona notte e un saluto all’ acidume che c è in giro..

  4. Aoh… avessi mai sentito una persona dire che è ingiusto che chi ruba per fame se lo fanno subito, mentre i politici rubano per professione. In questo paese solo quando il Fabrizio Corona di turno rivece una condanna (tra l’altro giusta, ma vabe…) tutti si scatenano e fanno paragoni con i politici.
    Non vedo l’ora di fare soldi, e andarmene in qualche bel posto dall’altra parte del mondo… e tornare solo di tanto in tanto nella mia Roma e Viterbo.

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