“Respingimenti sommari di bambini migranti”. L’allarme di Human rights watch

Autore: Il Fatto Quotidiano
”L’Italia respinge sommariamente bambini migranti non accompagnati e adulti richiedenti asilo in Grecia”, dove questi “affrontano un sistema d’asilo non funzionante e condizioni detentive offensive” dei loro diritti. E’ quanto denuncia l’Ong Human rights watch in un rapporto pubblicato oggi e documentato con interviste a “29 bambini e adulti respinti sommariamente dai porti italiani”, venti dei quali nel 2012. Respingimenti che – sottolinea Hrw – “sono proibiti dal diritto italiano e internazionale”.
Il rapporto, dal titolo ”Respinti al mittente: le riconsegne sommarie dell’Italia di bambini migranti non accompagnati e adulti richiedenti asilo alla Grecia”, si denuncia “il fallimento della polizia di frontiera italiana nei porti di Ancona, Bari, Brindisi e Venezia nell’identificare adeguatamente persone che hanno bisogno di protezione, in violazione degli obblighi giuridici dell’Italia”, spiega Human rights watch sottolineando come “il diritto italiano e internazionale proibisce l’allontanamento di bambini migranti non accompagnati senza aver determinato che ciò sia nel loro migliore interesse”.
Una volta tornati in Grecia, “i minori non accompagnati e gli adulti richiedenti asilo – come tutti i migranti – sono esposti ad abusi delle forze dell’ordine, condizioni detentive degradanti e ad un ambiente ostile, segnato da violenze xenofobe”, sottolinea quindi il rapporto, lungo 45 pagine e arricchito da interviste effettuate a “13 bambini, di un’età compresa tra i 13 e i 17 anni”, tutti “respinti sommariamente in Grecia”.
“A nessuno di loro è stato affidato un tutore o l’accesso ai servizi sociali, come richiesto dalle leggi italiane o internazionali”, afferma Human rights watch evidenziando come gran parte delle persone incontrate “erano afghani, in fuga da pericolo, conflitto, povertà”.



Nel senso che riesce a guadagnare abbastanza con i suoi romanzi da poterne fare una professione?
Da profana di questo genere, ma sentendone spesso parlare, mi domando a chi e a cosa serva un romanzo che prende i personaggi inventati da un altro autore per inserirli in nuove storie, spesso scritte male e prive di originalità.
Capisco che per il fan sia un modo di esternare la sua passione per un certo “universo” e relativi personaggi, ma non capisco chi le legge. Non vi pare che il solo fatto che dietro a quelle storie non ci sia l’autore originale renda il tutto un esercizio sterile, una pallida copia dell’immaginario altrui?