Un mlione di italiani senza voto, ma negli altri paesi si può fare anche per email

Un mlione di italiani senza voto, ma negli altri paesi si può fare anche per email

Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

Un milione di italiani senza voto

di Valerio Valentini

Sei giorni fa, su questo blog, ho lanciato un tema che è stato ripreso da tutti i media, poi dai candidati alle politiche e infine è entrato nell’agenda di discussione istituzionale, quello del voto degli studenti Erasmus. Mi auguro che si possa trovare una soluzione, ma non sono soltanto gli studenti Erasmus ad essere discriminati nei loro diritti politici. In Italia ci sono almeno 800 mila persone che, ad ogni tornata elettorale, sono costrette a sacrifici spesso insostenibili per recarsi alle urne ad esprimere la propria preferenza. Cittadini di serie B a causa di una classe parlamentare incompetente e di una legislazione in materia ferma al mesolitico.

 I numeri li fornisce il MIUR, che parla di oltre 350 mila universitari fuori sede; a questi vanno aggiunti quanti lavorano in città diverse da quelle in cui hanno la residenza. Ed è così che la cifra, arrotondata per difetto, rischia di sfiorare il milione di cittadini.

 Certo, ci sono gli sconti: chi è costretto a viaggiare in treno o in bus per tornare a votare nella propria sezione elettorale può usufruire di agevolazioni tariffarie che arrivano al 70%. Soltanto un pretesto per alzare il polverone ed organizzare una protesta strumentale, dunque? Tutt’altro. Innanzitutto, c’è il problema del tempo: uno studente palermitano iscritto all’Università di Torino può impiegare fino a 40 ore per fare un viaggio di andata e ritorno; tempo prezioso, soprattutto quando gli esami sono vicini. Poi c’è la questione legata ai soldi: risparmiare il 70% non significa comunque non pagare nulla, e in ogni caso non è previsto alcuno sconto per i viaggi aerei. C’è chi dirà che questi studenti italiani sono davvero esigenti (la Fornero sicuramente li definirebbe “choosy”): prima vanno via di casa per studiare, e poi si lamentano soltanto perché devono fare qualche centinaio di chilometri. In realtà non si tratta di pigrizia. Il punto vero è che, ancora una volta, sono i cittadini (e spesso quelli più giovani) a scontare le colpe di chi, negli ultimi decenni, non ha fatto nulla per rendere più efficiente e progredito il nostro Paese. Le leggi italiane che regolano le modalità di voto sono vecchissime: 1957 per la Camera, 1993 per il Senato. Ci sono stati, di tanto in tanto, degli aggiornamenti, ma nessuno che abbia introdotto la votazione per corrispondenza. Se confrontata con altri Paesi, la nostra situazione è ancor più paradossale. Siamo la ruota del carro non solo d’Europa, ma di una buona parte del mondo che pretende di definirsi civile.

 A seguito di una ricerca personale, dunque forse non del tutto esaustiva, ho scoperto che il cosiddetto voto per corrispondenza, in diverse forme, è previsto negli Stati Uniti, in Francia, Regno Unito, Svizzera, Germania, Olanda, Belgio, Irlanda, Spagna, Finlandia, Polonia, Svezia, Slovacchia, Estonia, Israele, Filippine e in Thailandia. In molti di questi Paesi, infatti, chi è impossibilitato a recarsi nel proprio comune di residenza può votare tramite delega, per posta, via mail o addirittura tramite sms. Sono moltissimi, poi, i Paesi in cui è possibile votare in anticipo rispetto al giorno delle elezioni, cosa che in alcuni casi può risultare utile a chi studia o lavora lontano da casa. Ci arrabattiamo tanto per tener basso lo spread in economia; ma di quello democratico non interessa a nessuno?

 E dire che il comitato “IOVOTOFUORISEDE” ha anche cercato di rendere più facile il compito, forse troppo gravoso per i nostri parlamentari, di realizzare una legge ad hoc. Ha infatti lanciato una petizione online che ha raccolto, ad oggi, oltre 11 mila adesioni. Dopodiché ha scritto una bozza per un’eventuale disegno di legge. Tutto questo nell’aprile del 2008. Da allora, i nostri sonnacchiosi onorevoli, cosa hanno fatto? Ben poco: quattro proposte di legge (due da parte del PD, una dal PDL e una dall’UDC) che si sono risolte in un nulla di fatto. Poi, nell’ottobre scorso, ecco che sembra arrivare la svolta: il Senatore IDV Pardi garantisce che nel giro di un mese il disegno di legge 3054 (quello scritto a partire dalle proposte del comitato degli studenti fuori sede) sarà approvato. “Prima – chiarisce – c’è da stabilire la nuova legge elettorale. Dopodiché lo approveremo”. Poi in realtà la legge elettorale non è stata cambiata – e sì che era la priorità per tutti i partiti – ,il PDL ha abbandonato la “strana maggioranza” e Monti s’è sfiduciato da solo, bloccando dunque qualunque eventuale discussione del ddl 3054. Risultato: a febbraio si voterà ancora col Porcellum, con tanti saluti per studenti e lavoratori fuori sede. Sarà per la prossima volta, forse.

 Nel frattempo, dopo la nostra denuncia sullo scandalo degli studenti Erasmus, gli esponenti di quasi tutti i partiti si sono lanciati nella corsa alla dichiarazione. A sentirli oggi, sono tutti vicini ai (ggg)giovani: tutti ne comprendono i problemi e le esigenze. "Sono loro la punta di diamante della nostra società", continuano a ripetere all’unisono, "e quindi dobbiamo tutelarli". In realtà, tanto la vicenda degli studenti Erasmus, quanto quella di lavoratori e studenti fuori sede, rendono bene l’idea di quella che è, fatte salve alcune rarissime eccezioni, la nostra classe dirigente: un manipolo di ottusi incompetenti, indaffarati nella tutela dei loro privilegi e del tutto all’oscuro di quelle che sono le necessità della società.

4 thoughts on “Un mlione di italiani senza voto, ma negli altri paesi si può fare anche per email

  1. Premetto che non intendo lanciare un’invettiva contro qualcuno, tantomeno con le persone che con me condividono questa malasorte nè contro chi qui in answer mi ha dato aiuto e che ringrazio. Sarà che la recente ( 4 mesi) diagnosi ancora non mi consente di sentirmi realmente parte della categoria, sarà che ancora non ho metabolizzato fino in fondo la mia condizione, ma a volte mi sento di non essere fino in fondo compresa neppure dagli altri diabetici.
    Perdonatemi ma in questo periodo mi prende spesso lo sconforto, mi sento una sventurata messa di fronte ad un ineluttabile destino da dover accettare della serie mangia la minestra o salti la finestra.
    Mi dispiace per il mio cuore che sembra non riconoscermi più e rispondermi in modo convulso e indecifrabile.
    Senza un’apparente ragione mi trovo con tachicardie improvvise oppure il cuore inizia a battere con tonfi sordi e potenti, come mai mi era accaduto prima. Inizio ad avvertire sensazioni di ipo o pressione bassa. Mi faccio uno stick e la glicemia è perfetta. Perché mi accade questo? Ultimamente mi succede spesso di ascoltarmi e di non riconoscermi più. Confondo le sensazioni, mi sembra di essere in ipo e invece non lo sono, quando meno me lo aspetto invece vado giù di brutto e improvvisamente, ho paura di diventare paranoica.
    Per favore non ditemi di andare da uno psicologo come altri diabetici mi ripetono quando faccio presenti questi miei stati d’animo.
    Vorrei semplicemente sentire che è una cosa normale, che accade anche agli altri o che passerà con il tempo. Grazie.

  2. un mio carissimo amico spagnolo questo semestre è venuto in italia per l’erasmus e l’ho ospitato a casa mia rimanendo d’accordo che avrebbe pagato solo l’intero importo delle bollette e non l’affitto.non facendo cosi alcun contratto di affitto. ora mi ha chiesto di fare una lettera con un fotocopia di un mio documento dove devo scrivere che lui paga l’affitto e cosi avrà un rimborso. ma questa cosa mi puzza un po, vado incontro a qualche genere di problema?nel senso potrebbero essere fatti dei controlli su di me? lui dice di no..lo conosco da tempo, però mi sembra un po strano..non vorrei avere alcun tipo di problema..

  3. Io sono un ragazzo abbastanza introverso e taciturno, ma allo stesso tempo socievole e disponibile, che si sa adattare..Ho voglia di fare qualcosa di nuovo e di cambiare un pò aria. Dite che andare in Erasmus potrebbe aiutarmi, o al contrario avrei molte difficoltà?
    volevo solo sapere se magari può anche aiutarmi a diventare più espansivo!!

  4. Ciao a tutti! Sono uno studente del primo anno di Economia Europea a Milano e ho sempre visto con interesse il programma Erasmus. Ho deciso però poi di escluderlo anche perchè me la cavo solo con l’inglese e dovrei andare in un paese dove si parla questa lingua. Ho sentito poi che se uno non si gestisce bene va a finire che non pensa molto allo studio ma più al divertimento. Se ci fosse la possibilità di studiare negli USA o in Canada o magari in Australia col programma Erasmus proverei di sicuro ad andarci. Che voi sappiate si può fare?
    @comemenessuno: Per esempio quali? :)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


+ quattro = 12

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>