Autore: Rinnovabili

(Rinnovabili.it) – Agricoltori, supermercati e consumatori sono stati chiamati dall’Onu a partecipare alla campagna “Think. Eat. Save. Reduce Your Foodprint” studiata per aiutare a capire come ridurre gli sprechi alimentari.

Grazie alla collaborazione dell’Organizzazione Mondiale per la Fame (FAO) e di una serie di agenzie nazionali l’UNEP ha lanciato oggi il programma che ha come obiettivo la riduzione dello spreco, partendo dalla consapevolezza che ogni anno nel mondo si gettano via 1,3 miliardi di tonnellate di cibo.

 

“In un mondo abitato da sette miliardi di persone, numero destinato a crescere fino a nove miliardi entro il 2050, lo spreco di cibo non ha senso nè economico, nè ambientale, nè etico”, ha dichiarato il sottosegretario generale e direttore esecutivo dell’UNEP Achim Steiner. “A parte le implicazioni relative al costo, anche la terra, l’acqua, i fertilizzanti e la manodopera necessari per far crescere il cibo vengono sprecati – per non parlare della produzione di emissioni di gas serra rilasciate dal cibo in decomposizione in discarica e il relativo trasporto.”

 

La campagna, che sarà supportata da un portale di informazione on-line, promuoverà pratiche alimentari di riduzione dei rifiuti per i consumatori, i rivenditori e gli agricoltori, e aiuterà le agenzie nazionali e lei ONG offrendo suggerimenti su come organizzare campagne efficaci incentrate sui rifiuti alimentari.

UNEP e FAO hanno informato che la campagna cercherà di promuovere approcci diversi sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo, dove le cause dello spreco di rifiuti alimentari variano notevolmente.

La causa primaria dello spreco nei paesi poveri è nella mancanza di sistemi di stoccaggio alimentare, come i frigoriferi, che si traduce in un deperimento veloce del cibo. Al contrario nei paesi industrializzati il consumismo causa le perdite maggiori.

Secondo i dati della FAO, la quota pro-capite di rifiuti da parte dei consumatori è pari a 95-115 kg all’anno in Europa e Nord America, rispetto ad appena i 6-11 kg nell’Africa sub-sahariana, e sud e sud-est asiatico.

 

“Nell’Unione europea ci siamo posti l’obiettivo di dimezzare i rifiuti commestibili entro il 2020 per eliminare virtualmente la discarica entro il 2020″, ha dichiarato Janez Potočnik, commissario europeo per l’Ambiente, aggiungendo che la Commissione “intende presentare idee il prossimo anno in relazione alla sostenibilità del sistema alimentare ponendo un forte accento sulla rifiuti alimentari “.