Capitalismo…

Autore: nocensura.com


Uno dei casi più eclatanti è la criminalizzazione della CANAPA INDIANA, pianta dai mille usi… Un’altra “piccola” sparizione recente è il SUGHERO: me ne ha parlato un amico che si occupa di mobili, arredamento, etc: il sughero è un’ottimo materiale isolante, veniva utilizzato in diversi ambiti, ma era troppo economico: è stato soppiantato e sostituito da materiali SINTETICI …

 AB

3 thoughts on “Capitalismo…

  1. La sovrappopalzione mondiale é voluta dal Capitalismo?

    Vediamo un po’ :
    Il Signor Rossi ha una fabbrica tessile e produce canottiere. Il suo paese ha bisogno di 10 canottiere ma lui ne produce 1000.
    A questo punto, organizzazioni « umanitarie » varie, partono in Africa e molti bambini vengono strappati dalla morte grazie a cure (oltre che esser entrati in contatto con l’uomo bianco).
    Quei bambini diventeranno dei potenziali acquirenti delle canottiere del signor Rossi. Il Signor Rossi avrà meno difficoltà quindi a vendere le 990 canottiere (1000 – 10) rimanenti (solo 10 erano state comprate/prese dalla gente del suo paese).

    La vita e la morte equilibrano. Nessuno vuole la morte di nessuno. In Africa c’é/c’era un suo equilibrio ; cosi’ come in Europa.
    Detto questo non voglio affrontare (e non ho la pretesa di poterlo fare) il problema della sovrappopolazione nel Mondo MA ho la netta impressione che le missioni « umanitarie » siano una vera e propria maschera.

    Commenti ?

  2. Un tempo, il mantenimento e lo sviluppo della cultura e dell’educazione era un aspetto essenziale del progetto capitalistico. Le scuole, le università, pur con forti connotazioni di classe, avevano il compito di formare individui – soprattutto della classe dirigente egemone – colti, preparati, con spirito critico e in grado di apprezzare e ragionare sulla Bellezza e il suo significato. Producevano, cioè, persone con un proprio “orizzonte estetico”.

    Occorre precisare cosa si intende per “orizzonte estetico”(1). Questo esiste quando si presentano contemporaneamente questi quattro elementi:
    dipende dall’esistenza simultanea di quattro elementi:
    •il bello,
    •l’arte,
    •la filosofia e
    •lo stile di vita esemplare.

    Persino il Fascismo e il Nazismo avevano un proprio “orizzonte estetico”.

    Ma per il Capitalismo finanziario di oggi pare che non sia più necessario o opportuno garantire all’intera società un medio livello di istruzione e di sapere critico in grado di permettere l’elaborazione di un orizzonte estetico individuale.

    Per l’industria dell’intrattenimento (il veicolo del patrimonio culturale dell’Occidente) che ha le sue massime realizzazioni nell’arte, nella scienza e nella filosofia, è qualcosa di troppo dispendioso, perché presuppone la formazione di un pubblico capace di comprenderlo e di apprezzarlo.

    Si procede perciò in modo molto più spedito e redditizio trasformando le mostre d’arte in luna park, le conquiste della conoscenza in fantascienza (vedi Mimmo Giacobbo), il pensiero critico in edificazione new age, le scuole e le università in esamifici, per non parlare del cinema e della televisione….

    Oggi tutti si dicono in grado di saper definire cosa è la Bellezza (cosa che già è difficile fare visto che sono 2000 anni che se ne discute senza essere arrivati a definirla). In realtà, scambiano l’ estetizzazione della propria persona e della propria vita (narcisismo) con la Bellezza della quale non si pongono nemmeno una curiosità intorno a cosa sia.

    Ma il narcisismo è l’amplificazione iperbolica dell’immagine dell’io a detrimento della sua realtà che conduce a un totale appiattimento sui modelli proposti dalla pubblicità, dalla televisione e dalla moda, che ha impoverito il panorama culturale e degradato quello delle masse. Oggi ci si proclama fieri di non aver letto un libro!

    E dunque, come diceva Gramsci, la degradazione culturale produce oscurantismo e rende le masse più malleabili e strumentalizzabili, pronte a credere a qualsiasi “professore” e alle sue lezioni-ricette.

    (1) cfr. Mario Perniola, “La Battaglia per la Bellezza” articolo su L’Unità del 15 settembre 2002.
    @Bibi. Ma infatti parlavo del Capitalismo di oggi. Tu citi Huges ma dimentichi Guggheneim e tanti altri.
    Esempi di estetica comunista? Limitandomi al preiodo rivoluzionario russo vorrei ricordarti il Suprematismo in arte e architettura, il cinema di Esentein, la poesia di Majakowski, Pasternak, ecc. ecc .
    @Bibi. E vorrei, per equanimità anche farti esempi di estetica del fascismo: l’architettura del periodo, il cinema, c’era un orrizonte culturale, non degenerato come quello politico.

    @FDD. Vale per te quello che ho detto a Bibi. Per quanto riguarda le citazioni di Deluze e Guattari, vale la pena che tu le capisca prima di citarle.
    Quando si dice: ” la caduta è forse questo, il non poter più essere un destino personale, ma la sorte di ciascuno in tutti.” … si intende proprio quello che dico, e cioè che è l’omologazione del consumo imposta da questo sistema a rendere impossibile la costruzione di un destino personale, laddove la necessità di essere conforme al modello imposto – tramite l’instupidimento narcisistico – impedisce a ciascuno di esprimere sè stesso. E ti dirò di più citandoti Nietsche che distingueva tra Moda e Stile, la prima essendo la conformità banale a cui si assoggetta il servo e il secondo il tratto distintivo di un uomo consapevole di s
    @Bibi. Non sto qui a ricordarti ancora una volta che il capitalismo di stato NON è il socialismo, tant’è che nazismo, fascismo, stalinismo l’applicavano e si applicato anche se limitatamente nell’Italia della DC.
    Ma proprio non ti vuole entrare in testa che sto parlando del periodo che va dalla metà degli anni ’80 a oggi?
    Oggi c’è forse un orizzonte estetico nella iper-liberista America del Nord? eppure non c’è capitalismo di stato. E non c’è nemmeno nella Cina.

    In quanto al fatto che mi citi progressi tecnologici – e mi fa sorridere che citi il Progetto Genoma quando sappiamo che si vogliono brevettare sequenze di DNA a fini di lucro, altro che benefici dell’umanità – è proprio la deriva tecnologica che ha ammazzato la capacità critica ed estetica, come aveva già previsto Heidegger nel secolo scorso (leggiti gli scritti sulla Techné). E NON E’ un atteggiamento antiprogresso il mio! perché una cosa è la Scienza e la sua applicazione tecnologica
    ……e un’altra è la Tecnologia presa come unico motore del progresso umano.
    Ma è ovvio che considerando tu Mario Perniola (di cui non conosci l’intensa attività nel campo filosofico e dell’estetica) un cagat@re, non sei al corrente di questo dibattito ed esci fuori tema.
    E comunque lode a te perché dibatti con fierezza e argomenti.

    @FDD. Mi spiace averti offeso in qualche modo e mi scuso per la mia battuta nella controrisposta (“capisci prima di citare”) che mi potevo risparmiare ed è pure ingiusta, dacché quando argomenti, citi link preziosissimi e coerenti col tema il che vuol dire che il loro contenuto l’hai capito benissimo.

    @Tutti. Grazie per avermi dato il vostro parere – ci devo riflettere su.

    0 secondi fa

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