Rinnovabili, la leadership cinese e gli impegni di Europa e Usa


Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Alcuni fatti sembrano delineare un contesto positivo per le fonti rinnovabili a livello mondiale. Rinnovabili che si apprestano a consolidare la propria presenza nel sistema energetico grazie anche al calo dei prezzi e con fonti convenzionali con prezzi tendenti al rialzo. L’opinione di Gianni Silvestrini a Ecoradio. Ascolta il podcast.

Ascolta audio (mp3 – durata 2’44’’)

Obama, nel discorso inaugurale del suo secondo mandato alla Presidenza degli Stati Uniti, ha lanciato anche un messaggio sul clima, che fa sperare che nei prossimi anni gli States adotteranno una posizione ben più decisa del recente passato. Definendo irrinunciabile la scelta delle rinnovabili, rimarca inoltre il ritardo che gli USA hanno avuto in questo settore. Ricordiamo poi che nel 2015 si dovrebbe siglare un accordo globale per definire gli obiettivi di contenimento delle emissioni di CO2.

Notizie interessanti intanto arrivano dalla Cina che ha preso ormai il comando nel settore delle rinnovabili, rafforzando il suo primato nella produzione e installazione dell’eolico e poi nella produzione del fotovoltaico. Dieci giorni fa Pechino, con il nuovo obiettivo per quest’anno di 10mila MW di solare da installare, si appresta a strappare anche la leadership delle installazioni fotovoltaiche.

Tutto ciò potrà pesare anche sui negoziati per il clima, dal momento che il colosso asiatico avrà maggior interesse a diffondere le tecnologie della green economy e, quindi, a stipulare un accordo sul clima.

L’Europa che ha sempre mantenuto una sua leadership, dovrà però procedere con un innalzamento degli obiettivi per le rinnovabili al 2030 e un ulteriore taglio delle emissioni di CO2.

Nonostante la crisi si profila dunque un contesto positivo per le rinnovabili che si apprestano a consolidare la propria presenza nel sistema energetico soprattutto per il rapido calo dei prezzi, mentre quelli delle fonti convenzionali tenderanno certamente a salire.

L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a Ecoradio.

4 thoughts on “Rinnovabili, la leadership cinese e gli impegni di Europa e Usa

  1. Io di cinesi dove vivo io ne vedo parecchi però mi chiedevo come si fa a riconoscere un cinese da un giapponese ? ci sono delle differenze fisiche per esempio come ci sono tra un italiano o un tedesco ?

  2. L’Italia è dipendente per circa l’85% del suo fabbisogno energetico nazionale dall’estero.
    Ora le nostre maggiori fonti di energia sono i combustibili fossili e il gas, che insieme forniscono i 3/4 del nostro consumo energetico.

    Il fatto di essere totalmente dipendenti dall’estero ha ovviamente costi economici e ancor più politici non da poco. Un paese che voglia proseguire una politica economica e interna coerente e favorevole ai suoi interessi deve avere le spalle coperte. Un paese che importa l’85% della sua energia è inevitabilmente debole e ricattabile, e in questo momento storico rafforzare lo stato nazionale è invece fondamentale.

    Ora vediamo perché la scelta del nucleare sarebbe una buona scelta.

    1.
    Le energie rinnovabili coprono solo l’11% del fabbisogno nazionale, ed è impossibile al momento pensare una loro applicazione su vasta scala.
    La più grande produzione di energia eolica in Spagna produce 1/600 di una centrale nucleare media.
    E’ giustissimo investire sulle energie rinnovabili, ma al momento nonostante la ricerca sia al culmine, non si riesce a conciliare il loro impiego più che per un supporto.
    Il nucleare non è il contrario delle energie rinnovabili, ma dovrebbe fare da pilastro centrale, mentre le energie pulite continuerebbero ad essere sviluppate.
    L’energia atomica dovrebbe servire a coprire circa il 30% del fabbisogno, non come unica fonte, e per questo non si dovrebbe certo tappezzare l’Italia di centrali. Questo 30% sarebbe comunque importante perché riequilibrerebbe lo squilibrio verso le importazioni energetiche e ridurrebbe la produzione da combustibili fossili.

    2.
    La produzione di energia nucleare di centrali EPR, ultima generazione che si prevede non sarà superata fino al 2030/2040, presenta costi, e in questi costi è compreso TUTTO, costruzione, costi di produzione, smantellamento, sicurezza,…, quasi pari a quelli del carbon fossile, e con ciò si smentisce la bufala del nucleare antieconomico.
    In più l’uranio non influisce che sul 6% dei costi complessivi, quindi anche forti sbalzi di costo non hanno una grossa influenza.
    Vedete il documento: dueotrecosenondipiu. myblog.it/media/01/ 02/1620104117. pdf
    L’uranio non è in esaurimento e le stime più pessimistiche lo vedono finire verso la fine del secolo, ma considerando anche i precedenti allarmismi sulla fine petrolifera, possiamo stare tranquilli per 150/200 anni. E 200 anni sono un’eternità, pensate a come era il mondo 200 anni fa.

    3.
    Una centrale nucleare di grandi dimensioni produce circa 3 tonnellate l’anno di scorie. Una a carbone rilascia circa 3000 tonnellate l’anno di gas tossici in atmosfera.
    Il nucleare produce un’energia pulita, e le scorie si possono riarricchire fino a diminuire il volume del 50%, e sono stoccate da moltissimi paesi del mondo senza grosse difficoltà.
    La sicurezza di una centrale di nuova generazione ben costruita è pressoché totale, e il disastro in Giappone invece di negarlo ce lo conferma, dato che una centrale probabilmente costruita male e senza le dovute precauzioni, sottoposta al quinto terremoto più devastante del pianeta da quando vengono registrati, ha avuto problemi e perdite seppur gravi sempre contenute e non paragonabili ai vecchi disastri nucleari.
    Una centrale ben costruita e al riparo da disastri colossali (e seppur l’Italia sia zona sismica, non è certo paragonabile al Giappone), è quindi sicurissima.
    Basta col considerare l’Italia alla stregua del Burundi. E’ vero che abbiamo molti problemi, ma abbiamo anche molti settori all’avanguardia. L’Eni ha continuato anche in questi anni a fare ricerca sull’energia atomica, e quindi siamo tutt’altro che impreparati, e sicuramente nonostante la corruzione e il clientelismo del nostro ceto politico ci sono i margini di costruire centrali nucleari all’avanguardia e in tutta sicurezza.

    In definitiva il nucleare è una scelta vincente per il nostro paese, ma per esserla deve essere fatto bene e attentamente. Perciò le forze politiche che veramente tenessero all’Italia al posto di dare uno sterile e sbagliato parere negativo, dovrebbe invece applicarsi e premere perché il nucleare venga fatto bene e correttamente nell’interesse della comunità.

    [Scusate avevo già postato la domanda ma evidentemente yahoo non funziona bene, dato che me la fa scomparire, quindi la ripropongo]
    @zapatero: L’uranio si compra come compri il petrolio, e non si esaurirà prima di 1 o 2 secoli minimo. In più il costo non conta quasi nulla sul prezzo dell’energia.

    @Kwaku: in Giappone è successo un evento epocale che in Italia non può semplicemente accadere, poichè non siamo sismici a quei livelli.

    @Taso L’energia che compriamo dall’estero ha all’incirca lo stesso costo di quella che produrremmo col nucleare (per il calcolo dei costi rimando al pdf sopra), ma essere indipendenti energeticamente è una cosa mica da poco per la sovranità nazionale! Se devi comprare energia all’estero, sei più soggetto alle variazioni del mercato, sei assolutamente ricattabile e in posizione di debolezza, visto che una chiusura degli approvvigionamenti ti manderebbe in tilt.
    Se vuoi perseguire una politica coerente e indipendente devi avere le spalle coperte.
    Sulle montagne di scorie manco ti rispondo visto che forse non sai che meno di 3 tonnellate di scorie, la produzione annua di una centrale, ci stanno in un container.
    La centrale spagnola è la più grande d’Europa ma ce ne vorrebbero più di 500 per pareggiare la produzione di una centrale nucleare. Tappezzi tutta Italia di pannelli?
    Guarda che mica ho detto di non usare le energie rinnovabili. Anzi sono favorevolissimo al loro potenziamento e alla ricerca, e ovviamente sono migliori del nucleare. Ma ora come ora non possono essere usate su vasta scala e quindi ci si deve accontentare di usarle come appoggio, e pensare a un’altra soluzione al momento per pareggiare lo sbilanciamento verso l’importazione.

    Se voi pensate veramente che al giorno d’oggi si possano utilizzare le energie rinnovabili per far andare avanti un paese allora siete ignoranti, e semplicemente dovreste informarvi meglio.
    @jeanne. Ovviamente le centrali come detto vanno costruite bene e in zone sicure. Ci sono zone d’Italia a rischio frane. Ma ce ne sono altrettante sicurissime dalle frane. Non è come un terremoto che colpisce ovunque.

    @doctor Jimmy. Si parla di circa 3 miliardi di euro per la costruzione di una centrale EPR, soldi in comune tra privato e pubblico, che verrebbero ammortizzati nel tempo col risparmio sui costi variabili dell’energia atomica.
    Non so se hai visto ma i costi della produzione dell’energia nucleare risultano secondi solo al carbone e in questi costi è compreso tutto, dalla costruzione alla dismissione.
    @jeanne la tua salute è maggiormente minacciata da 3000 tonnellate di gas tossici liberi di girare per l’aria che respiri più che per 3 di scorie, che vengono diminuite in media di più del 50% dato che si può riarricchire fino al 90% e utilizzare nella centrale stessa, che possono venire stoccate in sicurezza, prova ne è che più di 20 paesi utilizzano l’energia nucleare, e di queste tutte le 10 nazioni col PIL maggiore tranne l’Italia. Se le smaltiscono loro non vedo perchè noi non potremmo.

  3. Secondo te andrebbero tagliati
    1 – per il lungo?
    2 – per traverso?
    e cosa facciamo della metà che avanza?
    Staderoli: non puoi darli da mangiare ai maiali. Quando facevo consulenza al Consorzio del Prosciutto di San Daniele ho imparato che ai maiali non devi dar da mangiare scarti velenosi.

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