Autore: Il Fatto Quotidiano

“Il Governo ha fatto sull’Ilva una legge ad aziendam, che si colloca nella scia delle leggi ad personam inaugurata in Italia negli ultimi venti anni, una legge che riconsegna lo stabilimento a coloro che fingevano di rispettare le regole di giorno e continuavano a inquinare di notte”. L’attacco durissimo, nei confronti del decreto legge per l’Ilva varato alcune settimane fa dal governo, è del presidente della Corte d’appello di Lecce, Mario Buffa. Parole che risuonano durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario per giunta pronunciate alla presenza di Vitaliano Esposito, già procuratore generale della Cassazione, incaricato dal Consiglio dei ministri di verificare l’osservanza da parte dell’Ilva delle prescrizioni Aia.

Buffa ha manifestato vicinanza ai giudici di Taranto, “che certo con grande sofferenza sono venuti nella determinazione di sequestrare” ricordando nel contempo che “il danno irreparabile si è già verificato e sono i morti, i malati di tumore e di leucemia”, lanciando un appello alla comunità di Taranto, “affinché sappia trovare la sua unità e rendersi conto di quanto sia assurdo contrapporre il diritto al lavoro al diritto alla salute”. “Per questo – ha detto ancora – la politica fin qui praticata del ricatto occupazionale deve essere contrastata con forza, con l’unità di tutti i cittadini di Taranto. Ci vuole unità perché l’avversario è forte ed è riuscito a farsi fare in tempo brevissimo una legge che ha bloccato per ora l’azione dei giudici”.