I candidati di Ingroia

I candidati di Ingroia

Autore: Blog di Beppe Grillo

ingroia_candidati.jpg “Prima ho trovato questa dichiarazione di Ingroia su Grillo ed il M5S: “Grillo invece va in giro per l’Italia a lanciare una serie di battute e portando in Parlamento non si sa chi, persone selezionate con delle primarie apparenti“. Poi ho trovato un indagato tra le liste di Rivoluzione Civile di Ingroia, leggendo il Fatto Quotidiano di oggi: “… il pediatra Marino Andolina, capolista di Rivoluzione Civile per il Senato in Friuli Venezia Giulia, è indagato dalla procura di Torino per associazione per delinquere finalizzata alla somministrazione di medicinali guasti e pericolosi per la salute pubblica e truffa.” Aggiunge Ingroia: “Io l’ho appreso leggendo Libero. Andolina mi è stato indicato da uno dei partiti della lista, Rifondazione Comunista, non ci ho mai neppure parlato. Abbiamo preparato liste con oltre 900 candidati in 15 giorni,non potevo certo incontrare ogni persona. Così abbiamo delegato la scelte di diversi nomi ai partiti”. Ora, ci sono varie cose al limite del vergognoso in queste dichiarazioni: Il fatto che Ingroia consideri le persone votate nel M5S degli sconosciuti, quando già due mesi prima delle elezioni sono disponibili i nomi; che insinui che siano persone messe in lista dai vertici usando l’espressione “primarie apparenti”, quando lui stesso dichiara che non conosce nemmeno i suoi; che dia inconsciamente ragione a Grillo quando lo paragona ad una foglia di fico, quando si giustifica schermendosi dietro la scelta effettuata da Rifondazione Comunista.” Cristiano Marinelli

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6 thoughts on “I candidati di Ingroia

  1. Sto cercando il nome di un autore che per le traduzioni delle sue opere in lingue straniere ha fatto tutto da solo, senza ricorrere all’aiuto di traduttori esterni.

  2. Ciao, sapete per caso il titolo e autore del pezzo rock, fishiettato nel ritornello che si sente come musica di fondo nell’applicazione fiat 500 video configurator del sito della fiat 500 (quando costruisci la tua 500 come vuoi)?

    10 punti a chi mi risponde giusto!

  3. opposti inseriscono nelle proprie liste un giudice dell’antimafia cosa dobbiamo dedurre?
    Che bisogna appoggiare il simbolo che rappresenta, ma se tutti hanno un rappresentante chi di questi dobbiamo appoggiare?

    Allora a che serve…

    Una persona è garantita dal mestiere che fa?
    Scotti e Martelli chiamarono pool di Falcone ma non si può dire che chi rappresentasse era limpido nella schiera del Psi a quei tempi, così le vicende del sisde e manipulite…sebbene allora Borsellino e Falcone conoscevano il sistema e volevano pur con contraddizione lavorare “male” ma dall’interno di un certo sistema, ma quì sono garanti, come dire “nel mio partito c’è l’antimafia votateci” !

    Forse i magistrati dovrebbero una volta abbandonata l’attività di legge, candidarsi come diritto che sia ma con liste proprie.

  4. I partiti copiano in modo spudorato il MoVimento 5 Stelle. Sono persino imbarazzanti quando dicono che “vogliono uscire dal buio” (Gargamella 17 febbraio in piazza del Duomo) o proclamano che “nessuno resterà indietro” (pdmenoelle). Slogan presi pari pari dai manifesti del M5S. Oltre agli slogan copiano pure il programma, come lo psiconano che ha detto (tenetevi forte) che la politica si fa per passione e non per soldi, che i suoi parlamentari (suoi in quanto scelti da lui personalmente) si ridurranno lo stipendio e faranno solo due legislature.
    I partiti “copia e incolla” non hanno però aderito al punto del M5S “Mandiamoli tutti a casa” perché è molto difficile prendersi a calci nel culo da soli. La parola “antipolitica” è stata cancellata, inglobata punto per punto dai partiti e quindi ora è diventata politica nobile, nella più alta accezione del termine. I marchettari alla riscossa usano parole per loro sconosciute come onestà, partecipazione, società civile. Le masticano in pubblico come una gomma americana, poi in privato le sputano. Quando si tratta di soldi però non transigono. Nessuno li rifiuta. I contributi elettorali li vogliono tutti, ma proprio tutti, il Pdl, il Pdmenoelle, Rigor Montis o Ingroia aspiratutto.
    Sui soldi non ci copiano proprio. Di quanto si tratta? 91 milioni di euro annui per Camera, Senato, consigli regionali e Parlamento europeo, pari a 455 milioni se conteggiati nell’arco i cinque anni. Il M5S ha già rifiutato i rimborsi elettorali per le elezioni regionali in cui si è presentato (unico a farlo), l’ultima in Sicilia, e come più volte anticipato non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Le spese sono state integralmente sostenute con i contributi volontari raccolti ad oggi per circa 516.000 euro da parte di 12.593 donatori (grazie!) e una media di 41 euro, e verranno comunque rendicontate. Il M5S svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti siano trattenuti all’erario.
    Il M5S con le attuali previsioni avrebbe diritto a circa 100 milioni di euro per il Parlamento, vi rinuncia. Questa è vera “spending review”.
    Il M5S rinuncia inoltre ai milioni di euro di contributi regionali per Lombardia, Lazio e Molise. Ambrosoli e Zingaretti hanno invece deciso di tenersi i contributi al contrario di Carcano, Barillari e Federico candidati portavoce del M5S in Lombardia, in Lazio e in Molise.
    Partiti, copiate anche questo!

    CI VEDIAMO A ROMA!

  5. Antonio Ingroia ha sciolto la riserva per la candidatura in Parlamento. In una conferenza stampa ha presentato il simbolo che è dominato dal colore arancione e con il suo nome in forte evidenza al centro.

    Ingroia interviene pesantemente contro il leader del PD:

    “Bersani si e’ impantanano in una linea politica ambigua e contraddittoria nei confronti del governo Monti dimenticando storie come quelle di Pio La Torre e del suo impegno contro la mafia”.

    “Ha ignorato il mio appello a lui rivolto. Lo abbiamo cercato, non certo perche’ abbiamo bisogno di lui e abbiamo ricevuto risposte stravaganti. Evidentemente si sente il Padreterno, mentre Falcone e Borsellino mi rispondevano al primo squillo. Bersani in ogni caso una risposta politica l’ha data, non vuole una politica antimafia nuova e rivoluzionaria che sarebbe in grado di eliminare la criminalita’. Il silenzio di Bersani e’ inequivoco, perche’ non vuole questa nostra scelta di eliminare mafia e corruzione”.

    “Conquisteremo Palazzo Chigi – ha detto Ingroia – e avremo milioni di consensi perche’ vogliamo fare una rivoluzione pacifica dei cittadini, una rivoluzione civile”.

    Ce l’hanno tutti col PD? Monti e Berlusconi ne possono approfittare per rosicchiare qualche punto?

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