Autore: Gadgetblog.it

Il Pebble smartwatch non uscirà a settembre
I primi pezzi, cinquecento per l’esattezza, sono partiti solo pochi giorni fa dal centro di gestione degli ordini ed ormai il Pebble ha cominciato a raggiungere le mani di coloro che ne hanno supportato la creazione con un’offerta su kickstarter.

Uno dei reporter di TheVerge, Nilay Patel, ce ne offre una prima recensione, permettendoci da vedere più da vicino questo piccolo accessorio che punta a cambiare il modo in cui gli utenti vivono la connettività dei propri smartphone.

Innanzitutto va ricordato che il proposito di Pebble è quello di ridurre la necessità di maneggiare il proprio terminale per le azioni più comuni come controllare le e-mail, monitorare le chiamate e gestire contenuti come ad esempio quelli musicali.

Il Pebble si presenta come un gadget semplice e diretto sia nell’aspetto che nell’utilizzo. Esteticamente, al di fuori dell’utilizzo diretto, appare come un modesto orologio dalla linea semplice e poco evidente, cosa buona visto il suo scopo. Lo schermo LCD retroilluminato è forse l’unica caratteristica che meriterebbe un miglioramento.

Quanto a funzionamento Pebble fa quello che deve. Nella sua versione per iOS, secondo il reporter, si trova qualche carenza. Quello che succede connettendo lo smartwatch ad un iPhone è che il primo diventa uno schermo secondario del secondo e l’app dedicata del Pebble è il canale che permette questa transazione. Le notifiche arrivano, è possibile gestire la musica ma, al di là di questo, si tratta di un flusso trasferito da un oggetto all’altro. Nonostante il supporto, insomma, mancano tutte le opzioni di personalizzazione che si potrebbero desiderare.

Dal lato Android la situazione sembra decisamente migliore, in quanto l’app di Pebble funziona perfettamente con l’OS di Google e permette di impostare e personalizzare quali notifiche far arrivare allo smartwatch e come gestirle. La carenza in questo caso è il limite imposto nell’utilizzo delle sole app che sono state integrate con quella di Pebble prima della sua uscita.

Entrambi questi problemi sono, ovviamente, risolvibili con delle future migliorie da parte dei creatori di Pebble.
Quanto ad alimentazione il Pebble ha naturalmente un impatto negativo sulla vita della batteria del proprio smartphone mentre, per quanto riguarda quella del gadget stesso, una settimana di funzionamento dovrebbe essere garantita.

Sembra quindi che Pebble abbia fatto centro coi propri propositi. L’impatto è positivo ed il gadget sembra davvero essere in grado di dare un altro sapore alla connettività ed all’esperienza d’utilizzo del proprio smartphone sebbene ci sia un ampio spazio di miglioramento.

Via | TheVerge.com