EnergyMed: riciclo, mobilità sostenible ed energia in fiera a Napoli

Autore: Rinnovabili

(Rinnovabili.it) – Prenderà il via ad aprile la sesta edizione dell’EnergyMed l’evento internazionale sull’Energia, la Mobilità Sostenibile e il Riciclo più atteso del Centro Sud Italia, che si svolgerà a Napoli dall’11 al 13 aprile 2013.

Alla fiera si potranno confrontare professionalità differenti, che avranno occasione di visibilità e aggiornamento professionale oltre che di stringere nuovi accordi e coinvolgere le diverse realtà a livello nazionale sfruttando, all’interno dell’evento, la prima edizione del Salone Mediterraneo della Responsabilità Sociale Condivisa.

Il salone non sarà l’unica novità della sesta edizione della fiera, che darà maggior spazio alle fonti rinnovabili, l’efficienza energetica, l’edilizia sostenibile (con il Salone “Ecobuilding“), il recupero di materia ed energia dai rifiuti (con il Salone “Recycle”), la mobilità sostenibile (con il Salone “MobilityMed“).

 

Accanto alla presenza di esperti e aziende anche la possibilità di assistere ad un’ampia sessione convegnistica che riunirà i maggiori esperti italiani di green economy che si soffermeranno sui settori maggiormente innovativi del comparto verde come la Cogenerazione, il Fotovoltaico innovativo, il Solare termico, le Smart cities, il Bike world, l’Elettrico in fiera e il Riciclo.

 

6 thoughts on “EnergyMed: riciclo, mobilità sostenible ed energia in fiera a Napoli

  1. Ragazzi, sto cercando un brano molto in voga nell’estate 2002; ovviamente non ricordo autore nè titolo, ma il testo è il concept del video ufficiale riguardava una mamma in spiaggia col figlio piccolo, che puntualmente si dileguava. Insomma, un video dal sapore drammatico/ansiogeno. A voi la parola! Si tratta di un brano di grande successo!!!

  2. Ciao, ma se uno scrive un libro e l’editore, da contratto, gli deve una % x i diritti d’autore, come si fa a sapere se la cifra che l’editore corrisponde è reale? Mica è tenuto a mostrarci il suo 740 delle ricevute?
    E quindi? Non si andrà mica a fiducia!
    Ciao ciao

  3. Buon anno a tutti,answerini e answerine! Sono una lavoratrice e,come milioni di italiani e tantissimi/e di voi, domani riprendo il lavoro (sigh!). Stavo giusto riflettendo,in questi giorni,su quest’anomala crisi mondiale che,dall’ottobre scorso,partendo dall’America si è propagata in Europa e in tutto il mondo, mettendo in grossa difficoltà le banche,le Borse e l’industria in genere (E OVVIAMENTE I LAVORATORI); tuttavia,a ben pensarci, quello che non mi quadra è il fatto che LA MAGGIOR PARTE DEI GOVERNI (NON solo il nostro!) ha pensato per prima cosa NON a tutelare il potere d’acquisto, gli stipendi e salari dei lavoratori, le pensioni e a salvaguardare adeguatamente i ceti meno abbienti, BENSI’ solo a rafforzare il capitale delle banche e degli industriali (tant’è vero che in Italia, i problemi di una grande azienda in fallimento come “ALITALIA” verranno risolti A SPESE dei contribuenti, quindi principalmente dei lavoratori!)…E la logica conseguenza è stata che ormai le aziende in crisi mandano i dipendenti soprattutto in mobilità (= licenziamento), e che i consumatori italiani stanno stringendo ancor di più la cinghia RIDUCENDO I CONSUMI (strozzando certe attività produttive e,quindi,l’economia) e cercando di risparmiare qualcosa (pia illusione,perchè i risparmi vengono erosi da un’INFLAZIONE GALOPPANTE!), e dunque l’economia NON RIPARTE e la crisi s’inasprisce sempre più (insomma, un cane che si morde la coda) !

    Ma ciò che oggi mi ha colpito come una folgorazione è una profetica frase (che mi è capitato di leggere) di un famoso economista politico, filosofo e pensatore della metà dell’Ottocento (non vi dico chi sia, perchè l’avrete sicuramente già capito!), frase che oggi E’ PIU’ CHE MAI ATTUALE: “Con quale mezzo riesce la borghesia capitalista a superare le crisi? Per un verso,distruggendo una grande quantità di forze produttive; per un altro verso, conquistando nuovi mercati e sfruttando più intensamente i mercati già esistenti. Con quale mezzo, dunque? PREPARANDO CRISI PIU’ ESTESE E VIOLENTE.” Accidenti, gente, ma guardiamoci attorno, in Europa e nel mondo…sta succedendo PROPRIO questo! I “nuovi mercati” di cui parla quell’economista si chiamano, al giorno d’oggi, CINA e INDIA…Non avevo MAI dato importanza a quel pensatore e filosofo pensando che fosse un fanatico…ma dobbiamo ammettere che aveva ragione, e l’aveva preconizzato UN SECOLO E MEZZO FA’!! Infine, ho trovato molto veridiche le parole del seguente articolo della settimana scorsa:
    “Per l’economia, il 2009 si profila un anno nero, certamente il più duro degli ultimi decenni, forse il peggiore dal dopoguerra in poi. L’ideologia dominante, negli ultimi 30 anni, aveva cercato di far credere che il vecchio mondo della lotta delle classi e degli Stati fosse alla fine, o fosse stato superato dalla “globalizzazione”; infatti, nell’ideologia del liberismo, se l’economia globale era divenuta un unico mondo, ogni divisione era destinata a cadere, in quanto in un mercato senza confini, a chiunque era data la possibilità di riscatto. I legami di classe, quindi, non avevano più significato se ogni individuo poteva affermarsi e mutare alla radice le proprie condizioni di vita, nel corso della propria esistenza; il ruolo degli Stati era dunque destinato a ridursi, SE LA CHIAVE DELLO SVILUPPO ERA IL MASSIMO DI LIBERTA’ PER GLI SCAMBI E PER I CAPITALI.
    Ma la crisi attuale sta facendo piazza pulita di quelle illusioni: gli Stati non hanno mai cessato di difendere il capitale, e oggi tornano in scena con giganteschi piani di salvataggio per BANCHIERI e INDUSTRIALI! Ciò dimostra che lo sfruttamento di classe è sempre stato il motore della produzione sociale, E LO E’ ANCOR OGGI, perchè oggi SONO I SALARIATI A PAGARE, IN TUTTO IL MONDO, IL PREZZO PIU’ DURO PER LA RECESSIONE. Occorre dunque una profonda riflessione e presa di coscienza in merito da parte di tutti….ed urge organizzare un mondo sociale diverso, prima che il capitalismo ci strozzi tutti!”

    Da parte mia, sono sempre stata convinta che ci sia qualcosa di molto sbagliato e perverso nel sistema economico chiamato CAPITALISMO…qualcosa che, nel corso dei secoli e dell’evoluzione del mondo, si sarebbe dovuto senz’altro correggere o modificare, ma che NESSUNO ha avuto l’interesse di correggere nel debito modo, con un’organizzazione del mondo più “sociale”: del resto questa crisi mondiale improvvisa, con relativa “recessione”, ne è la maggior riprova!!
    CHE COSA NE PENSATE di quella frase, e di quell’articolo, che vi ho riferito? Corrispondono alla realtà attuale, o sono tutte baggianate? E se corrispondono, QUALE SOLUZIONE PIU’ “SOCIALE” POTREBBERO ADOTTARE I GOVERNI MONDIALI, SE VOLESSERO? Mi rivolgo solo a chi se ne intende di ECONOMIA, non di politica o di idelogie varie: queste ultime non mi interessano, ne ho le scatole piene! Mi interessano i FATTI, e il FUTURO ECONOMICO NOSTRO e DEL MONDO INTERO….Quali proposte costruttive in senso “sociale” voi suggerireste ai governi mondiali p
    SCUSATE, SONO STATA INTERROTTA: concludo…Quali proposte costruttive in senso “sociale” voi suggerireste ai governi mondiali per adattare il capitalismo alle reali esigenze della classe lavoratrice (e dei pensionati) in tutto il mondo ?
    Per favore, risposte SERIE e FATTIVE perchè questo argomento, al momento attuale, per alcune persone è quasi tragico (mi auguro inoltre che vi possa anche interessare, dato che riguarda il futuro di tutti noi)!…Astenersi i perditempo e risposte sciocche, perchè non li prenderò neanche in considerazione…ed ora, LA PAROLA A VOI!
    Posso commentare qualcosa alle risposte di PLAYBOY900 e di COMPIX? Dunque, vediamo…la risposta di Playboy è proprio buona, e suggerisce delle proposte nuove e ben precise…però bisogna verificare se sono fattibili,soprattutto in Italia: lo SAREBBERO se ci fosse la VOLONTA’, ed una COSCIENZA, POLITICA dei ns. governanti! Comunque, complimenti per le idee innovative e interessanti…con le quali sono d’accordo. Quanto a te,Compix,la tua risposta è GRANDIOSA…analisi perfetta come sempre, e ben dettagliata; ma, purtroppo, non sono d’accordo con le tue conclusioni…e sai perchè? Perchè hai dimenticato che ci sono i missionari,e i volontari laici,che vanno ad aiutare il terzo mondo rinunciando alla propria vita! E perchè pensi che NESSUNO rinuncerebbe all’80% di ciò che ha? Io lo farei,e forse tant’altra gente!! Ma se si cominciasse, qui IN ITALIA,ad attuare solo alcune idee proposte da Playboy…sarebbe già qlcosa per smuovere la ns.economia! Che ne pensi della sua risposta, COMPIX?

  4. Bialetti Industrie chiude lo stabilimento produttivo di Omegna, nei luoghi dove Alfonso Bialetti fondò il gruppo omonimo, per spostarsi nell’Est Europa. Il nuovo modello di business integrato, Italia-estero, scelto dal gruppo, spiega un comunicato, consente però «di mantenere nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola alcune parti ad alto valore aggiunto del processo produttivo attraverso fornitori strategici che già da tempo collaborano con la società». La fase di Ricerca e Sviluppo, lo studio del design e la definizione degli standard di qualità resteranno in capo a Bialetti e saranno centralizzati presso lo stabilimento di Coccaglio a Brescia. Bialetti ha avviato una procedura di mobilità per chiusura del sito, che coinvolgerà i circa 120 lavoratori tra impiegati ed operai. L’azienda si è detta disponibile ad aprire un tavolo con i sindacati per identificare il miglior percorso e le migliori soluzioni in termini di ammortizzatori sociali e piani di formazione, riqualificazione e ricollocamento.

    «Il perdurare della crisi congiunturale del mercato di riferimento e la crescita dei produttori dei Paesi low-cost, che hanno comportato un sensibile calo dei volumi del business delle caffettiere (-26% nell’ultimo biennio), hanno reso il modello produttivo utilizzato da Bialetti in passato per le caffettiere non più competitivo, né sostenibile, a causa dell’alta incidenza dei costi fissi e indiretti» spiega l’azienda in una nota.

    A fronte dei nuovi imprevisti e negativi sviluppi le organizzazione sindacali – respingendo i piani aziendali – hanno chiesto l’intervento della Provincia, della Regione e dei parlamentari del Vco. Anche la Provincia del Verbano-Cusio-Ossola ha annunciato che chiederà l’intervento del neo presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota. Per il presidente della Provincia, Massimo Nobili, «la posizione ferma e condivisa a tutti i livello provinciali è che non ci può essere negoziazione sulla chiusura della fabbrica».

    La Bialetti è una delle tante fabbriche che spostano la produzione all’estero
    Perchè per tutelare il lavoro in Italia, non spremono tasse l’azienda quando farà ritornare per la vendita il prodotto in Italia?

  5. chi mi sa dareuna risposta concreta? : ((
    o comunque indicare un qualche sito utile.. !!
    cosa si sta facendo per la mobilità sostenibile in italia oggi?

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