Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

Claudio Messora L'Ultima Parola Erasmus
Claudio Messora a L’Ultima Parola, venerdì sera, sul voto agli studenti Erasmus

di Valerio Valentini, studente Erasmus (Londra)

  Loro non ci lasciano votare. E noi lo facciamo lo stesso. Per dire che ci siamo, che abbiamo tutta la voglia di partecipare attivamente alla vita democratica del nostro Paese: la quale non si concretizza soltanto nell’esprimere un voto durante le elezioni, ma certo nel voto trova una delle sue espressioni più concrete.

 Come sapete, dopo tante manfrine e finte indignazioni, il governo ha rifiutato di prendere qualunque iniziativa per garantire il diritto di voto sia agli studenti Erasmus, sia ai lavoratori e agli studenti fuori sede, sia agli Italiani momentaneamente all’estero e non iscritti al registro AIRE. Le stime sono ovviamente difficili da fare, ma è indubbio che si tratti, nel complesso, di oltre un milione di elettori ai quali l’esercizio di un diritto costituzionale è reso ingiustamente difficile, spesso ai limiti dell’impossibile. Del resto la casta dei nostri onorevolissimi parlamentari, abbarbicati alle loro poltrone e barricati nei loro Consigli di Amministrazione, è completamente distaccata da quella che è la società reale: ne ignora esigenze e difficoltà. Talvolta persino l’esistenza.

 L’Erasmus esiste dal 1987, ma mai nessun Parlamento ha avvertito l’urgenza di aggiornare leggi, quelle che regolano le modalità di voto all’estero, vecchie di decenni.

 In decine e decine di Stati – anche quelli rispetto ai quali noi, Bel Paese, ci sentiamo così arrogantemente più evoluti e civili – sono previste forme alternative per votare, per garantire a tutti i cittadini pari opportunità di esercitare i loro diritti politici. In Italia no: o ti rechi nella tua sezione elettorale il giorno delle elezioni oppure, se ciò non ti è possibile, ti rassegni ad essere un cittadino di serie B.

 Ma stavolta abbiamo deciso di ribellarci. Di far sentire la nostra voce. Di far vedere quanto avrebbe pesato il nostro voto. Insieme agli amici del comitato IoVotoFuoriSede, abbiamo deciso di chiedere ad e-ligo, azienda che gestisce piattaforme di voto telematico, di organizzare delle votazioni parallele. In sostanza, negli stessi giorni in cui i seggi saranno aperti (24 e 25 febbraio), tutti i cittadini ai quali è stato reso impossibile votare fisicamente, potranno farlo on-line. Il nostro voto, è ovvio, non avrà valore legale. Ma avrà sicuramente un valore importantissimo. Al termine degli spogli, dimostreremo se e come avremmo potuto influire nell’esito delle elezioni. E chi ci ha impedito di farlo se ne assumerà le responsabilità.

 C’è però bisogno del vostro impegno: e-ligo richiede, come base minima, 5000 adesioni entro venerdì. Iscrivetevi subito e passate parola, invitando tutti quanti possano essere interessati (cioè chiunque abbia un po’ a cuore la democrazia) a fare altrettanto.

 Grazie,
 Valerio, uno studente Erasmus