Autore: IlSoftware.it

Anche i motori che indicizzano i contenuti pubblicati su MEGA devono rispettare le regole. Questa la posizione di Kim Dotcom, fondatore di MEGA, il nuovo servizio per l’upload di file “in the cloud” e per la loro condivisione. “Abbiamo accertato l’esistenza di alcuni piccoli motori di ricerca che stanno utilizzando i nostri loghi e marchi senza alcuna autorizzazione. Ciò che è più grave, è che tali siti web (…) non espongono la loro politica per l’eliminazione dei contenuti secondo quanto previsto nel DMCA“, si legge sul blog di MEGA. Il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) è una legge USA che è stata pensata, da un lato, per tutelare gli interessi dei detentori del diritto d’autore e, dall’altro, nel deresponsabilizzare quello che da noi viene chiamato l’”intermediario della comunicazione”, chi fornisce connettività o servizi.

Dopo il sequestro toccato al vecchio MegaUpload e ad altri servizi ideati da Dotcom (l’operazione culminò con l’arresto del 39enne dal riconoscibilissimo accento europeo), l’ideatore di MEGA ha sempre professato l’assoluta compatibilità della piattaforma con le leggi vigenti. Con MEGA, Dotcom – alias Kim Schmitz – vuole ribadire di aver fatto sempre da “intermediario della comunicazione” e conferma che i contenuti pubblicati online violando gli altrui diritti saranno rimossi, previa esplicita segnalazione. “Niente possibilità di agire aprioristicamente“, ha sempre ribadito Dotcom, “anche perché i contenuti sono crittografati” (gli esperti, comunque, hanno in proposito sollevato qualche critica: MEGA: dubbi sulla crittografia delle informazioni).

Dotcom sembra comunque voler sorvegliare in modo attento tutte le dinamiche con cui i dati fluiscono attraverso i server di MEGA. Con l’espressione “abbiamo accertato l’esistenza di alcuni piccoli motori di ricerca“, Dotcom ed il suo team si sono evidentemente voluti riferire a Mega-search.me, il discusso motore del quale si era parlato appena qualche giorno fa (La ricerca tra i file di MEGA: è una provocazione?). In realtà, quello che sembra avere matrice francese, non è un vero e proprio motore di ricerca di tutti i contenuti pubblicati su MEGA (ciò non sarebbe possibile e se fosse stato possibile arrivare a qualcosa del genere MEGA avrebbe sofferto di sicuro di qualche grosso “buco” di sicurezza…) quanto piuttosto un “contenitore” di link pubblicati spontaneamente da gruppi di utenti, con tanto di chiave crittografica per decifrare i contenuti.

MEGA ha quindi deciso di mettere immediatamente al tappeto Mega-search.me rimuovendo o rendendo inaccessibili tutti i contenuti “linkati” dal motore di ricerca non autorizzato. Secondo diverse fonti, l’azione di MEGA avrebbe interessato anche file pubblicati dagli utenti senza violare alcuna disposizione legislativa. “Ci scusiamo con quel ristretto numero di utenti che, a causa delle misure di tutela legale messe in atto da MEGA, si sono visti cancellare alcuni file autorizzati. Crediamo però che ignorando i nostri avvisi mediante la diffusione in pubblico delle chiavi crittografiche, specialmente attraverso siti che non implementano alcuna politica per la segnalazione e la rimozione di contenuti lesivi degli altrui diritti, questi utenti non potessero non essere preparati alle ovvie ripercussioni negative“. Così prosegue la nota di MEGA.