Autore: Il Fatto Quotidiano

Non risparmia nessuno, lo scandalo Mps. E, in pieno stile bipartisan, getta ombre anche sul Pdl. Secondo il Corriere della Sera, infatti, la Procura avrebbe puntato i riflettori su Andrea Pisaneschi, 54 anni, fiorentino ma senese di adozione, già consigliere del Monte dei Paschi. Nominato nel 2003 in quota Forza Italia, il professore ordinario di diritto costituzionale all’Università di Siena, era già finito nel mirino degli inquirenti in altre inchieste.

L’attenzione della Procura di Siena si concentra sul fatto che il 22 dicembre 2008, proprio lo stesso giorno in cui venne stipulato l’atto di fusione per incorporazione della Banca Antonveneta in Mps, Pisaneschi viene nominato presidente di Antonveneta, nel cui Cda arrivano Francesco Caltagirone jr ed Enrico Marchi come vicepresidenti, oltre a Giuseppe Menzi nel ruolo di direttore generale.

L’esponente del Pdl tra l’altro è finito tra l’altro nelle carte dell’inchiesta sui G8-Grandi Eventi della Procura di Firenze. Era il 20 febbraio 2009 quando Riccardo Fusi, scherzando al telefono con il coordinatore del Pdl Denis Verdini, parlava di lui. “Ho qui uno di fronte che c’ha la barba, che si chiama Pisaneschi, te lo conosci?” diceva. E Verdini: “Eh se lo conosco”. Fusi: “Ma com’è: una persona perbene o no?”. Verdini: “E’ molto perbene, molto perbene”. In quel dialogo Fusi chiede dei soldi: “Però, Denis, io chiedo i soldi e loro non me li danno”.

Il nome di Pisaneschi  poi ricorre in altre intercettazioni. Quelle dei Ros per l’inchiesta della Procura sul finanziamento di 150 milioni alla Btp di Riccardo Fusi, concessi anche in parte da Mps.  I 150 milioni vennero erogati il 14 ottobre 2008 dal Monte dei Paschi (per 60 milioni), Unipol Banca (50), Credito Cooperativo Fiorentino (10), Cariprato (20), Banca Mb (10). Durante le trattativePisaneschi, allora consigliere Mps e già presidente designato di Antonveneta, secondo la Procura “avrebbe offerto consigli e sostegno a Fusi” in conflitto di interessi. Questo per via del suo ruolo nell’istituto di credito.

“Lui è l’unica persona che ci s’ha veramente dentro la banca” dice Fusi il 17 giugno 2008 al suo socio Roberto Bartolomei riferendosi, secondo l’accusa, a Pisaneschi. In un’intercettazione di un anno dopo, il 18 giugno 2009, Fusi dice direttamente a Pisaneschi di non riuscire a pagare la rata e Pisaneschi lo rassicura: “Però io Riccardo, francamente, perché non ci vediamo un secondo una volta, si rifà il punto anche con me, ché c’avrei piacere (…) dopodiché io riacchiappo Pompei, riacchiappo Vigni (direttore generale Mps, ndr), riacchiappo tutti quelli che devo acchiappare. Per carità di Dio, non è che cambierò completamente le cose, però…”. L’aiuto, secondo la Procura, era stato dato in cambio di false consulenze. Consulenze per le quali, oltre a Verdini, finì indagato proprio lo stesso Pisaneschi.