Autore: Il Fatto Quotidiano

La settimana inizia con un’accelerazione nell’inchiesta sul Monte dei Paschi. I pm senesi interrogano oggi l’ex presidente Giuseppe Mussari. Ma a rispondere alle domande è stato chiamato anche Antonio Rizzo, funzionario della banca tedesca Dresdner Bank, che ha detto di avere in mano i nastri con le conversazioni che proverebbero l’esistenza di una “banda del cinque per cento”. Lo riporta il Corriere della Sera, ricordando che gli inquirenti potrebbero dunque avere presto a disposizione nuovi elementi per dimostrare come il vecchio management abbia lucrato sulle transazioni finanziarie. Rizzo, blogger del Fatto Quotidiano, è stato il primo ad accusare l’ex direttore dell’area finanziaria, Gianluca Baldassarri, e il responsabile delle filiali di Londra, Matteo Pontone, di avere preso una “stecca” su tutti gli affari gestiti dala banca senese. “L’ho fatto per tutelarmi quando ho capito quale fosse la situazione”, ha spiegato, “e a questo punto sono disponibile a consegnare i nastri ai magistrati di Siena”.

Nell’arco della settimana saranno sentiti anche gli altri principali protagonisti dello scandalo Mps. Mercoledì prossimo sarà il turno dell’ex direttore generale Antonio Vigni, fra gli indagati eccellenti della vicenda, mentre sempre nella prossima settimana dovrebbero essere sentiti – tra gli altri indagati – anche gli ex revisori dei conti, Tommaso Di Tanno, ex presidente del collegio, e gli ex sindaci effettivi, Pietro Fabbretti e Leonardo Pizzichi. Da Mussari, Vigni e gli altri i pm senesi si attendono risposte utili a circostanziare la fase delle indagini condotta fin qui dalla guardia di finanza su due filoni diversi e complementari: l’operazione per l’acquisto di Antonveneta e le operazioni sui cosiddetti derivati. L’attenzione degli inquirenti per il capitolo derivati si incrocia con un appuntamento della banca il prossimo 6 febbraio, cioè mercoledì, quando si terrà un Cda dedicato proprio a esaminare questi contratti finanziari – tra cui Santorinì e Alexandrià – e i loro riflessi sul bilancio.

Gli investigatori starebbero esaminando anche alcuni conti correnti aperti allo Ior e intestati a dirigenti della banca senese. Conti dove potrebbero esser transitato denaro a premio delle operazioni finanziarie finite sotto inchiesta. Su questo filone verrebbe contestato il reato di associazione per delinquere. In generale, l’inchiesta prende in esame a vario titolo le accuse di truffa, turbativa, ostacolo agli organi di vigilanza, false comunicazioni, aggiotaggio.