Autore: Il Fatto Quotidiano

Sono passati più di trent’anni da quel tragico 7 dicembre 1981, quando l’auto guidata da Beppe Grillo precipitò in burrone nei pressi di Limone Piemonte causando la morte di tre persone. Lui riuscì a salvarsi, saltando fuori dalla vettura all’ultimo momento. Renzo Gilberti, la moglie Rossana e loro figlio Francesco, di 9 anni, non ce la fecero. L’unica superstite della famiglia è la piccola Cristina, 7 anni all’epoca, che aveva preferito restare in casa a guardare i cartoni animati, invece che accompagnare genitori e fratellino nella gita con Grillo alla baita Duemila.

In tutto questo tempo, Cristina Gilberti non ha mai parlato. Ora, dopo aver tentato invano di contattare il comico genovese, sceglie di raccontare la sua verità al settimanale Vanity Fair. ”Non cerco nulla, se non la verità – dichiara – e mi rifiuto di essere strumentalizzata da una politica in cui non mi riconosco. Dopo questa intervista non intendo tornare sull’argomento”. L’unica cosa che vuole, Cristina, è “incontrare il signor Grillo. E’ un gesto che devo a me stessa, ma anche ai miei genitori e a mio fratello, che non possono più parlare”.

“Non amo parlare di me, forse la vita mi ha resa introversa. Ma oggi – racconta – sono matura, ho fatto i conti con il passato e ho trovato il coraggio di guardare indietro”. Cristina spiega anche perché ha deciso di rompere il silenzio proprio ora, alla vigilia delle elezioni: “La mia non è certo l’unica vita segnata da un lutto, mi guardo intorno e ne vedo tante di storie simili. La differenza è che nel mio caso – con i media che parlano continuamente di lui e del perché non si candida, e ogni tanto fanno anche vaghi riferimenti alla morte dei miei cari – dimenticare è impossibile. Tutte le domande che ho cercato di seppellire sono tornate a galla. Ora ho bisogno delle risposte, una volta per tutte, per guardare avanti”.

La ragazza spiega di aver provato a contattare privatamente il comico genovese, ma senza successo: “Mi ha richiamato un nipote di Grillo: mi ha spiegato che tutta la sua famiglia aveva sofferto per l’incidente, che non era il momento di ritornare sull’argomento”. Solo dopo quel “no”, Cristina ha scelto di parlare alla stampa. “Non ho mai avuto occasione di sentirmi raccontare come sono andate le cose direttamente da lui, l’unico che possa davvero farlo. Mi conosceva bene – racconta – era amico dei miei, frequentava la nostra casa: come è possibile che in tutti questi anni non abbia mai sentito l’esigenza di vedermi, di chiedermi scusa, almeno di telefonare ai miei genitori adottivi per sapere come stavo?”.

Grillo non ha mai nascosto l’accaduto. Anzi, ha più volte ricordato che proprio la condanna per omicidio colposo inflittagli in seguito all’incidente gli impone di non candidarsi in Parlamento. La redazione di Vanity Fair ha provato a contattarlo prima che il numero andasse in stampa, nel caso il comico avesse voluto commentare in qualsiasi modo la vicenda. Ma, anche in questo caso, Grillo ha preferito non parlare.