Il Partito Dinamitardo

Il Partito Dinamitardo

Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

Partito Dinamitardo Bersani Sud Tirolo

 di Valerio Valentini

 Le elezioni sono vicine e dunque, come al solito, pur di imbarcare chiunque possa portare in dote lo zerovirgolazerozerozerozeropurchésia, il PD si esibisce in contorsionismi logico-politico-sintattici da far quasi invidia all’Aldo Moro descritto da Rino Gaetano. Dopo aver stipulato l’alleanza con Sel, ma aver anche strizzato l’occhio a Monti e Casini, dopo aver calamitato il redivivo PSI (ancora tu?) e aver teso la mano anche al compagno Tabacci, Bersani non s’è voluto far mancare proprio nulla. E ha stretto un accordo anche con la Südtiroler Volkspartei.

 Si tratta del partito altoatesino che si batte per l’autonomia della provincia di Bolzano, che di tanto in tanto minaccia la secessione e che elogia, come “combattenti per la libertà”, i terroristi sudtirolesi che dagli anni ’50 agli anni ’80 hanno organizzato decine di attentati, costati la vita a 21 persone, per ottenere l’annessione all’Austria. Se il Movimento Cinque Stelle è fascista perché Grillo ha detto che qualunque cittadino, purché abbia i requisiti, può iscriversi al MoVimento, il PD è allora da considerarsi un partito di terroristi, visto che addirittura stringe con chi elogiava i bombaroli? Applicando la stessa logica, Pd starebbe dunque per Partito Dinamitardo?  Che poi il Svp è quello stesso partito che, nelle fasi convulse del dicembre 2010, in vista del voto di fiducia al governo Berlusconi, offrì i voti dei suoi due deputati al miglior offerente. Cioè, ovviamente, a Berlusconi, che in cambio regalò alla Svp la gestione della parte altoatesina del Parco dello Stelvio e rimandò la chiusura dell’aeroporto di Bolzano. Con tanti saluti al caro PD, nelle cui liste i candidati Svp erano stati eletti nel 2008.

 Uno dice: dopo questa fregatura, col cavolo che il PD ci ricasca a stringere l’alleanza. Ma è evidente che l’autolesionismo del PD non ha limiti, e infatti nel dicembre scorso l’accordo è arrivato. “Un patto di ferro – è stato definito dai dirigenti della Svp – volto a rafforzare l’autonomia”. Tra i tanti impegni indicati nel testo sottoscritto da Bersani, ce n’è uno molto importante, che serve a garantire e a rafforzare uno dei privilegi concessi oggi alla provincia autonoma di Bolzano: mantenere il 90% delle tasse sul territorio locale, mandando a Roma soltanto il rimanente. Ovviamente quest’accordo ha suscitato le dure reazioni di molti elettori del PD veneto, soprattutto quelli residenti nella provincia di Belluno, che da anni denunciano una vera e propria concorrenza sleale, soprattutto per quanto riguarda il settore turistico, da parte dei commercianti trentini e altoatesini, agevolati proprio dall’autonomia.

 E così il 29 gennaio scorso Bersani, nell’intento costante di non tradire la logica veltroniana del “ma anche”, ormai assurta a linea programmatica del PD, ha rassicurato i suoi elettori veneti durante un incontro elettorale a Padova, dicendosi “convinto che sia giunto il tempo di ridiscutere certi privilegi e riequilibrare la bilancia: si deve aprire un confronto vero tra le regioni e stabilire fin dove quelle speciali possono rinunciare e fin dove quelle ordinarie possono arrivare, grazie a nuove forme di autonomia”. È probabile che qualcuno dei presenti avrà applaudito bevendosi la balla. È sicuro invece che subito gli elettori del PD trentini e altoatesini si sono arrabbiati, e non poco.

 E infatti hanno preteso che Bersani chiarisse a chiare lettere. “L’autonomia dell’Alto Adige non si tocca – ha dichiarato allora, col piglio deciso, il segretario del PD – e del resto io sono un grande amico dell’Alto Adige”. E riguardo all’autonomia considerata un privilegio? “Non credo di aver mai pronunciato quella parola – si giustifica Bersani – Non so come è venuta fuori”. Polemica chiusa? Apparentemente sì.

 Ma ora entriamo nel merito: l’autonomia. Uno degli studi più accurati sulla spesa delle regioni è contenuto in un rapporto del 2010 della CGIA di Mestre. I dati mostrano come i cittadini residenti nelle regioni a statuto speciale godano di enormi benefici: nel 2010, infatti, la spesa pro-capite media in Italia è stata di 3.454 euro; in Val d’Aosta, però, la stessa spesa pro-capite media è stata di 13.139, nella Provincia Autonoma di Bolzano 9.544 euro, in quella di Trento 8.860 euro. È un caso che ai primi tre posti ci siano tre enti a statuto speciale? Ed è un caso che nei primi 7 posti di questa graduatoria figurino proprio le 6 regioni e province autonome (l’unica intrusa è la Basilicata al 4° posto)?

 Questa realtà trova un riscontro anche nei dati (a pag. 15) della Ragioneria Generale dello Stato, secondo cui, a conti fatti, la spesa pro-capite in Val d’Aosta (12.171 euro) e Trentino-Alto Adige (10.861 euro) è quasi il triplo rispetto alla media nazionale (4.167). Discorso analogo per la spesa sul Pil: se in Italia la media è poco superiore al 15%, in Trentino-Alto Adige è pari al 33% e in Val d’Aosta sfiora il 36% (Sicilia e Sardegna non sono molto lontane da quelle cifre).

 Di solito si obietta che le autonomie sono riconosciute a livello costituzionale, e questo è vero; e che erano nate con scopi nobili, e anche questo, in massima parte, è vero (forse un po’ meno vero per quanto riguarda la Sicilia). Di solito, poi, si dice anche che non si deve fare di tutta l’erba un fascio: ché l’autonomia in Trentino-Alto Adige ha rappresentato un opportunità di sviluppo e in Sicilia un incentivo alla corruzione. Resta il fatto che, nella situazione attuale, non c’è nessuna necessità economica – se non per la Sardegna, dove forse l’autonomia andrebbe addirittura rafforzata – che giustifica la permanenza degli statuti speciali; e che una riforma costituzionale non è necessariamente un attentato alla democrazia.

 E poi, soprattutto, resta una responsabilità politica imputabile a Bersani. Come può, il segretario del PD, parlare tanto di equità e di riequilibrio se poi, di fatto, non solo giustifica, ma intende addirittura rafforzare uno strumento che, seppur legalmente, mette alcuni cittadini in condizioni privilegiate rispetto al resto della nazione?

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9 thoughts on “Il Partito Dinamitardo

  1. Ho da poco aperto un’account sulla piattaforma blogger e vorrei creare un blog…. Come mi consigliate di chiamarlo? (vorrei che centrassero i dolci o la freschezza) E avete qualche dritta per farlo diventare famoso?

  2. Come posso scaricare i video da youtube in un formato compatibile con windows movie maker?
    Aiutatemi !
    Ah, possibilmente da usare online senza scaricarlo!
    Ah e devo scaricare il video non la canzone in mp3
    Il formato mp4 nn lo legge windows media player o movie maker!

  3. intendo: so che quando si fa l’embending per postare il video nel blog, c’è un punto del codice in cui si inserisce il colore. Ora io mi chiedo, qual’è questo punto?
    Qualcuno lo sa fare? E se si mi sa spiegare in passaggi elementari come si fa? E dove trovo i codici colore?

    Non so se mi sono spiegata.

  4. SE FACCIO INCORPORA VIDEO, VA TROVANDO IL CODICE….
    il codice un video ce l’ha anche se ce l’hai solo nel pc? o lo devi mettere per forza su internet?
    se non ho quel codice non mi fa pubblicare il video sul blog.. come faccio??

  5. Ciao a tutti, chi saprebbe gentilmente darmi le istruzioni necessarie, passo passo, per inserire un video che illustri il prodotto in vendita in asta?
    Sarebbe sufficiente un video di 10-15 sec , non so con flash player o altri, purchè chi apra l’inserzione lo veda partire in automatico.
    Non so che programma usare, se sia poi possibile opzione per chi non sia powerseller e se richieda un costo.
    In ultimo, se qualcuno da darmi tali indicazioni potrebbe spiegarmi anche come fare in modo che non possa essere copiato, cioè inserirlo con una sorta di protezione?
    Grazie, spero di essermi spiegato con sufficiente chiarezza, grazie a tutti, ciao

  6. Mi sembra che questa sia un’opinione molto diffusa tra gli elettori del PD.
    Navigando in rete ho letto le opinioni di molti commentatori (palesemente orientati verso il centro-sinistra) che criticano Monti e lodano Bersani, a detta di questi un economista competente e preparato quanto e forse anche più di Monti. Qualcuno addirittura dice, senza troppi giri di parole, che Bersani è stato il miglior ministro dell’economia degli ultimi 20 anni (anche migliore di Monti).

    Ora, io non sono un economista, quindi tra Bersani e Monti scegliere non saprei.
    Voi che dite?

  7. Sono da anni assicurato in prima classe, non ho fatto mai incidenti.
    Un familiare convivente neopatentato vorrebbe assicurarsi acquisendo la mia classe di merito.
    Per me non ci sono problemi, solo vorrei non avere problemi.
    Se il familiare aderisce alla legge bersani, io pagherò di piu con l’assicurazione?
    Se il familiare fa un incidente, io pagherò di piu con l’assicurazione?
    Se un secondo familiare volesse utilizzare anch’egli la legge bersani prendendo la prima classe, potrà farlo?
    C’è qualche altro aspetto negativo che potrebbe sfuggirmi?
    Grazie

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