Terremoto di magnitudo 3.5 tra Ravenna e Bologna


Autore: Il Fatto Quotidiano

Trema la terra in Romagna. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 2.36 tra le province di Bologna e Ravenna. Secondo i rilievi dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), il sisma ha avuto ipocentro a 53,7 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Brisighella, Castel Bolognese e Riolo Terme, e di quello bolognese di Imola. Un minuto prima, alle 2.35, un’altra scossa più leggera di magnitudo 2.7, sempre nello stesso punto, ma con ipocentro 26,6 km di profondità. Nessun danno a persone o cose segnalato. Diverse telefonate al comando dei vigili del fuoco di Ravenna per richieste di informazioni ma nessun intervento. Anche da Imola i pompieri non hanno registrato richieste da parte dei cittadini. 

 

6 thoughts on “Terremoto di magnitudo 3.5 tra Ravenna e Bologna

  1. Cerco titolo e autore di un libro per ragazzi, letto parecchi anni fa, edito da Salani nelle edizioni Gl’Istrici. Era la storia di un ragazzino in uno strano collegio, enorme e labirintico, con migliaia di stanze. Mentre esplora questi infiniti corridoi incontra un ragazzo che vive sotto una campana di vetro…. lo stile è quello surreale di Roald Dahl, ma non credo sia lui l’autore.
    Grazie a chiunque saprà aiutarmi!
    mi rendo conto di non avere molte informazioni… posso solo aggiungere di averlo letto alla fine degli anni ottanta…

  2. non vorrei essere paranoica, ne tanto meno credo alla fine del mondo..ma andate mai sul sito INGV(istituto nazionale di geofisica e vulcanologia)?.sulla lista degli ultimi terremoti?sulla cartina che seganala le scosse???..perchè in tv nn se ne parla? x nn creare allarmismo???..è VERGOGNOSO…dovremmo essere informati su questo TUTTI, per poter essere pronti..e non aspettare che ci siano morti e crolli per fare qualcosa…e se realmente ci sarà un terremoto forte al sud??noi siamo pronti x affrontarlo..???!!! NON CREDO…

  3. Quella di stanotte è stata solo la scossa più forte di uno sciame sismico che si perpetua da mesi. La magmercalli registrata alle 3.32 di questa notte dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è di 9 gradi della scala Richter, a cui sono seguite diverse repliche, la prima di 4,7 gradi alle 4.37. Numerose le avvisaglie nelle ultime settimane. Una scossa violenta il 16 gennaio, poi quella di magnitudo 4.0 che aveva fatto tremare l’Abruzzo già il 30 marzo: molte persone si erano già riversate in strada allora. Dall’inizio dello sciame sismico, qualche mese fa, sono decine gli eventi di magnitudo superiore a 2.0 registrati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel distretto aquilano e nel bacino di Sulmona.

  4. «Le scosse dureranno 5 mesi»
    Parla il sismologo Braun: ecco perché il sisma ha distrutto l’Abruzzo: «L’Appennino centrale sta cambiando la sua struttura»
    di Andrea Bene
    PESCARA. «Mi dispiace doverlo dire, ma le scosse continueranno ancora, almeno per altri 4-5 mesi». L’avvertimento arriva da un esperto di terremoti, il sismologo Thomas Braun, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Braun, insieme ai suoi colleghi dell’istituto, tiene costantemente sotto controllo la situazione del territorio aquilano. «Questo sisma così violento in Abruzzo» dice in questa intervista al Centro «è causato dal movimento della crosta terrestre, che dall’Adriatico si allunga verso il Tirreno». «L’Appennino centrale si sta modificando», spiega.

    Secondo il sismologo, il terremoto nel territorio aquilano non è destinato a concludersi tanto presto.

    Dottor Braun, che cosa sta accadendo in Abruzzo?
    «La faglia dell’Appennino centrale si è attivata. Le zolle della crosta terrestre si stanno muovendo e quando due enormi blocchi creano un attrito l’energia accumulata si scarica tutta insieme e genera il terremoto».

    Lei sostiene che è destinato a durare ancora a lungo.
    «Sì, perché noi sappiamo dalla nostra esperienza che ad una scossa di magnitudo 6 ne seguono solitamente altre 6 o 7 di intensità 5. Poi, ne arriveranno altre con intensità inferiore. Ma questo processo non seguirà questo ordine. In pratica, a una scossa più o meno violenta, ne seguiranno altre meno forti e così via. Tutto questo potrebbe andare avanti per altri 4-5 mesi. Ma non tutte le scosse potranno essere avvertite dalla popolazione».

    Ma c’è il rischio che possano essere colpite anche altre zone dell’Abruzzo?
    «Attualmente no. Ma nessuno può escludere che si possa attivare un’altra faglia e dare via a un secondo terremoto in una zona diversa. Speriamo che non accada. Nessuno è in grado di prevederlo».

    C’è, però, chi sostiene che è in grado di prevedere l’arrivo di un evento sismico con la misurazione del Radon.
    «La verità sta nel mezzo. Ho lavorato per anni a uno studio in Turchia sulla previsione dei sismi, tramite la misurazione del Radon. Questo sistema di previsione, però, non è ancora pronto e, attualmente, non è in grado di fare previsioni esatte, ossia di stabilire la data e il luogo esatti in cui avverrà un terremoto. In Turchia, il terremoto era stato previsto molto più ad Est, rispetto alla zona colpita dal disastroso sisma del ’99».

    Non si poteva prevedere nemmeno con lo sciame sismico in atto dall’inizio dell’anno e più intenso nella settimana scorsa?
    «Non poteva essere interpretato come indizio inequivocabile dell’arrivo di una forte scossa, come quella registrata nella notte tra domenica e lunedì scorsi. Noi segnaliamo decine di terremoti di lieve entità durante l’anno in tutta Italia e con la registrazione dei singoli eventi siamo in grado di stabilire l’entità e l’estensione di una faglia della crosta terrestre».

    Bisogna rassegnarsi a convivere con i terremoti?
    «Purtroppo sì. Ma il vero problema sono le costruzioni non adeguate agli eventi sismici. Una cosa che ho notato in questi giorni è la grande solidarietà giunta da tutto il mondo per aiutare gli abruzzesi colpiti dalla tragedia. In altri eventi sismici non era accaduto altrettanto».

    FONTE:IL CENTRO
    http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/«le-scosse-dureranno-5-mesi»/1616125?edizione=EdRegionale

  5. Ciao!
    Conoscete un locale carino a Roma tra piazza Bologna, San Lorenzo e Termini (zona universitaria) aperto a pranzo, carino, a prezzi ragionevoli e soprattutto dove si mangia bene?
    Grazie!!!

  6. Basta. Sono ormai due settimane che la paura del terremoto si sparge in tutta Italia. Previsto terremoto a Siracusa, previsto terremoto a Catania, previsto terremoto in Calabria…non è vero! Se non vi fidate di me, comprate un libro e studiatelo ma perfavore non credete ai primi “furbi” che vengono a raccontarvi delle immani sciocchezze.

    Lo so anche io che sarebbe bello prevedere il terremoto e salvare migiaia di vita ma purtroppo non si può fare. Questo Giuliani, sicuramente in buona fede, non ha previsto assolutamente nulla. Lui ha solo detto, come lo avevo pensato anche io e molti altri, che la situazione di attività in Abruzzo avrebbe potuto essere indicativa di un sisma imminente, sisma che, sarebbe potuto anche NON arrivare e comunque non si sarebbe potuto conoscere nè il luogo esatto, nè l’intensità, nè la profondità. Infatti, Giuliani si è spinto oltre: ha fatto una predizione: ha detto che a Sulmona (100km da l’Aquila) ci sarebbe stato un terremoto una settimana prima di quello di L’Aquila. Ma cosa sarebbe accaduto se avessero evacuato Sulmona portando gli sfollati a l’Aquila? Tante volte, non è il terremoto ad uccidere ma la paura. Purtroppo di paura ne vedo tanta su fatti assolutamenti infondati.

    I terremoti non si prevedono! Volete sapere cosa si può fare invece?

    1)identificare aree a rischio sismico maggiore o minore.
    http://zonesismiche.mi.ingv.it/
    2)Costruire in modo antisismico
    3)Farsi istruire e istruirsi sulle norme di comportamento in caso di terremoto.

    Solo così si salvano le vite. Non gridando allarmi senza alcun motivo mettendo solo paura in quelle persone che non hanno la cultura specifica in geologia e quelle che non si pongono nemmeno il problema che ciò sia vero o no, ma si spaventano solo, come gli anziani. L’unica cosa che si può fare è dire che in tale area, essendo essa a rischio sismico, in futuro, un terremoto ha determinate probabilità di avvenire. Nessuno, nessuno, può dire che il 25 aprile ci sarà un terremoto: è una menzogna.

    http://www.gravita-zero.org/2009/04/si-possono-prevedere-i-terremoti.html

    http://emergenza.ingv.it/faq/terremoti/e-possibile-prevedere-i-terremoti
    E qui c’è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

    Rispondete e supportatemi. Userò questa domanda per rispondere a chi si preoccuperà di eventuali predizioni di terremoti nella loro città.

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