Un cadavere tenuto venti metri sotto terra

Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

Cultura

 di Alfonso Liguori, attore-giornalista

 Fosse un fantasma che si aggira per la campagna elettorale in corso, almeno di tanto in tanto se ne avvertirebbe la presenza. Invece è un cadavere, tenuto a venti metri sotto terra. È la cultura, grande assente della contesa partitica, assente cui nessuno schieramento politico sente il bisogno di far riferimento, nonostante ci siano da parte di operatori e studiosi del settore, italiani e stranieri, ripetuti richiami all’attenzione. È forse il segno dei tempi ed anche, probabilmente, il segno del peso intellettuale della classe politica che si propone per la prossima guida del Paese. A scorrere i programmi, nessuno si salva. Nemmeno i nuovi, nemmeno i piccoli. A meno che tra i cento, duecento, trecento simboli presentati non ce ne sia uno da 0,0001 % alle urne che ci sia sfuggito.

 Eppure, la Cultura, intesa come produzione di idee e come beni culturali, è il vero petrolio dell’Italia. Non soltanto per ciò che l’adeguato “sfruttamento” di questi beni può portare alle casse dalla nazione, ma anche per il numero enorme di persone che ci lavorano. Basti pensare che soltanto nel settore Prosa sono attive circa trecentomila persone, tra attori, tecnici di teatro, amministrativi, addetti ai trasporti e alla creazione di scene e costumi. Forse la cifra è anche in difetto, ma ci piacerebbe che qualcuno comprendesse che stiamo praticamente parlando di un’altra Fiat.

 Collegati al settore Prosa, ci sono tutti i lavoratori di cinema e tv. E poi coloro che operano nella musica, lirica, sinfonica, pop, e quelli che lavorano nella danza… E ancora, quelli impiegati nei musei e nei siti archeologici, nelle biblioteche, negli archivi. E quindi restauratori, liutai, accordatori, docenti di conservatori e accademie… E i custodi e gli impiegati di conservatori e accademie e di cento altre scuole di formazione… Ed i librai, e tutti coloro che alla preparazione di un libro lavorano, dai correttori di bozze ai tipografi, fino ai fabbricanti di carta o ai disegnatori di copertine…
E poi c’è l’indotto, non soltanto quello grande prodotto dai turisti, ma anche quello, piccolo e quotidiano, che muovono tutti gli operatori dello spettacolo che vanno di giorno in giorno per città e paesini d’Italia: entrano in alberghi, in bar, in ristoranti, in negozi, in farmacie, fanno benzina, pagano pedaggi autostradali, biglietti di treno… Non ci vuole un genio per comprendere quanta ricchezza, morale ed economica, può portare ad un paese il giusto “sfruttamento” dell’intero suo mondo culturale. E questo senza nemmeno considerare la potenziale combinazione del settore Cultura con il settore Turismo.

 Eppure, c’è un cadavere in questa campagna elettorale, e si chiama Cultura. Nemmeno una parola, nemmeno un sospiro, neanche uno sguardo.
Non c’è più nemmeno da chiedersi il percome e il perché. È così. Come è così per i morti, ai quali tocca solo il dignitoso silenzio.

4 thoughts on “Un cadavere tenuto venti metri sotto terra

  1. Ciao a tutti!Mi servirebbe un consiglio su un libro da leggere per le vacanze…la mia prof di francese ci ha assegnato la lettura di un romanzo di un autore del romanticismo e non so quale scegliere!Avevo pensato a Madame Bovary di Flaubert…voi che mi consigliate??Grazie in anticipo

  2. Ciao a tutti! Sono autore in un blog di wordpresss che non ho creato io e mi chiedevo come faccio a togliermi da questo ruolo. Grazie in anticipo!

  3. Se aprissi la finestra non potrei avere la certezza di averla uccisa, potrebbe fuggire, io invece voglio vedere il cadavere!
    Però se spruzzo ed esco dalla stanza, non la vedrò cadere…quindi poi trovarne il cadavere sarebbe un’ardua impresa.

    Maschere antigas non ne ho a portata di mano, quindi mi tocca rischiare la morte.
    Francesca se hai qualche altra idea sarò lieto di leggere.
    waniaL cos’è il bergamotto?!?

  4. È quello che ha chiesto per iscritto una cittadina di un quartiere della mia città, ma dopo tre mesi (!) non ha ancora ricevuto altro che le ire del presidente e di alcuni consiglieri, ma nessuna risposta chiara.
    La ragazza, che si presenta ogni volta con la telecamera, si chiede se lo può fare loro malgrado.
    Il suo intento non è politico ma civile: molte persone non riescono a parteciparvi per impegni inderogabili e sarebbero ben contente di seguirne lo svolgimento collegandosi a internet.
    “che cosa hanno da nascondere? Forse non vogliono che si vedano certi loro comportamenti non proprio democratici e ortodossi?
    Forse il loro operato si discosta da quanto annunciato in campagna elettorale?”
    Va detto che un ex-sindaco, ora presidente di quartiere anche lui, ha dato il suo assenso, ma nel suo consiglio però.
    Quindi ?????

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