Dimissioni di Ratzinger: il commento di Gianni Lannes

Autore: nocensura.com


di Gianni Lannes


Non era mai accaduto negli ultimi 7 secoli. In Vaticano adesso si va al Conclave. Angelo Scola, arcivescovo di Milano è il favorito. Gli anglo-americani lo volevano Papa già nel 2002. Cosa ha indotto il capo della "Santa Sede" a mollare in un amen il suo potere?

"Lascerò il pontificato entro il 28 febbraio". L'annuncio choc è stato dato direttamente dal pontefice, in latino, durante il Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. "Sento il peso dell'incarico, consapevole della gravità del mio atto, ma è per il bene della Chiesa", ha dichiarato per giustificare il suo passo indietro.  
  

Ufficialmente le motivazioni che avrebbero spinto il Papa a questa decisione sono tre. Primo, la malattia che lo ha indebolito. Secondo, la volontà di ritirarsi per meditare, restando però in un piccolo monastero all'interno della Città del Vaticano. Infine perché non è più in grado di esercitare il magistero papale.  
La Chiesa, in quel preciso momento, si ritroverà senza un pontefice. Joseph Ratzinger si ritira prima a Castelgandolfo, poi entrerà nel monastero di clausura in Vaticano. Potrà continuare a scrivere. E Angelo Scola viene già indicato come papabile numero uno. Il nome? Paolo VII.  

Alle ore 20 del 28 febbraio 2012 l'Appartamento papale sarà ormai sgombro. A quell'ora Benedetto XVI avrà terminato il suo pontificato e toccherà al camerlengo, cardinale Tarcisio Bertone, sigillare la porta dell'appartamento. Il Decano, cardinale Angelo Sodano, dovrà invece avvisare tutti i cardinali e convocarli a Roma. La Chiesa, in quel preciso momento, si ritroverà senza un pontefice. Con una sottile differenza rispetto al passato, almeno agli ultimi 717 anni dalle dimissioni (1296) di Celestino V: stavolta Joseph Ratzinger tornerà ad essere cardinale e, sull'esempio del predecessore, si chiuderà probabilmente in clausura.

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4 thoughts on “Dimissioni di Ratzinger: il commento di Gianni Lannes

  1. Riporto qui un articolo, tratto da un blog:
    “Lo Stato laico mette a rischio la libertà religiosa”.
    C’ho riflettuto. Tanto, a lungo. Qualcuno potrà anche non credermi, ma non è questo il problema; io non ho dormito due notti per cercare di capire il senso di questa frase; mi sono scervellato pur di provare, anche solo per sbaglio, a trovare un nesso logico, una giustificazione, insomma: qualcosa che potesse costituire un’attenuante alla dichiarazione succitata, fatta da un signor cardinale, tale Scola, arcivescovo di Milano.

    Una dichiarazione del genere può anche sfuggire, ovviamente. Come quando sbatti il mignolo nello stipite della porta e l’unica cosa che riesci a dire ha un livello di blasfemia talmente alto che non esiste pentimento: è inferno. In eterno. Poi ci rifletti, e sai che, se anche sarai costretto a marcire in un luogo ostile, un po’ ti penti comunque, ma solo quando il dito avrà smesso di pulsare dolore, per una questione semplice: il male ti impedisce di concepire pensieri astratti, e- checché se ne dica- non esiste nessuna sofferenza in grado di eguagliare un mignolo emaciato.
    Non essendoci una giustificazione logica alle parole del cardinale Scola, sono arrivato alla conclusione che per i vescovi ed i clericali funziona diversamente. Quando si incastrano la mano in una portiera, quando si spappolano qualche dito, anziché bestemmiare, dicono frasi senza senso. Magari il signor Cardinale aveva sbattuto la testa poco prima, o aveva sbattuto il ginocchio nel pulpito, nel bel mezzo di una predica. Ed allora è scappata una frase non voluta. “LoStatolaicomettearischiolalibertàrelig… che sarebbe come dire: “Supercalifragilistichespiralidoso”; non ha un senso, ma ti entra in testa come quegli stupidi jingle infantili, o- peggio- quelli natalizi.

    Voglio pensare, appunto, che sia capitata, così, per sbaglio, che non sia stata una frase voluta, che sia stata solo un’imprecazione. Perché sennò sarei costretto a pensare che il Cardinale abbia attaccato volutamente la Costituzione. E, se così fosse, sarebbe una cosa gravissima. Sarebbe gravissima per due motivi: il primo è dato da una serie di caratteri giuridici, il secondo mi riservo di dirlo alla fine di quest’articolo.
    Perché- al contrario delle imprecazioni cui prima facevo riferimento- il concetto di laicità non è scritto o sancito per sbaglio. No. E’ uno dei cardini fondamentali degli stati moderni, una pietra miliare di ogni paese libero che si rispetti. Vediamo, in breve, una rassegna di tutti gli articoli costituzionali che sono stati messi in discussione dall’arcivescovo:
    Art. 8
    Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

    Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
    I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
    Art. 19.
    Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
    E, se vogliamo essere fiscali, visto che ciò che non va giù al signor Scola, probabilmente, è il pluralismo di pensiero ed espressione, citiamo anche parte del seguente articolo:
    Art. 21.
    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    A primo acchito sembrerebbe proprio una sferrata, un attacco, alla Carta Costituzionale. Un fatto pericoloso, pericolosissimo.
    Per questo mi àuguro che- in realtà- nel terzo millennio, nessuno possa avere l’ardire di sproloquiare liberamente la prima cosa che passa per la testa, nessun essere capace di intendere e volere, almeno. Specie se questa appare un anacronismo anche agli occhi dei peggior bigotti.
    Ma la cosa che appare assai più grave è che nessuno, NESSUNO- né un’autorità politica, né qualcuno che, per puro sbaglio, si ritrovi a possedere un minimo di amore per le Istituzioni dello Stato- abbia anche solo provato a richiamare l’arcivescovo Scola. “Eminenza, si faccia gli affaracci propri, ché a quelli dello Stato ci pensa chi di dovere”. E’ questo che avrei voluto sentire al telegiornale, questo è quello che avrei voluto leggere sui giornali. Invece, nulla. Niente. Silenzio. Come se fosse normale che un uomo in tonaca, che- per sfortuna nostra- si trova ad esercitare un potere ed un’influenza pericolosa, attacchi in così vile maniera l’unica cosa che, per lo Stato, dovrebbe essere sacra: la Costituzione.

    Ora, mi chiedo, come mai, effettivamente, nessuna voce s’è sollevata a difendere le Istituzioni dello Stato?
    Fonte dell’articolo: irriverenzaacolazione.blogspot.it

  2. Con l’aggiornamento del nuovo facebook non riesco piu ad inserire un commento sulla pagina ad esempio sicilia che avevo non mi compare più lo spazio per inserire un commento come faccio?

    10 punti!

  3. Posto l’articolo odierno del Corriere della Sera senza ulteriori commenti..
    Diventerei davvero sgradevole..

    – Le gerarchie ecclesiastiche non presero le misure necessarie contro un religioso del Wisconsin che aveva molestato almeno 200 ragazzini di un prestigioso istituto per sordi; e questo nonostante i vescovi americani avessero ripetutamente avvertito la Santa Sede che la vicenda avrebbe potuto creare grave imbarazzo alla Chiesa. È quanto emerge da vari documenti ecclesiastici in possesso del New York Times. Dalla corrispondenza interna dei vescovi del Wisconsin al cardinale Joseph Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI, risulta – scrive il quotidiano – che le autorità ecclesiastiche, mentre discutevano se il sacerdote dovesse essere sconsacrato, avevano come «principale preoccupazione quella di proteggere la Chiesa dalla scandalo»

    Il caso è quello di un sacerdote americano, padre Lawrence C. Murphy, che lavorò in una rinomata scuola per sordi tra il 1950 e il 1974. Nel 1996 il cardinale Ratzinger, alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, non rispose a due lettere sulla vicenda inviate dall’arcivescovo di Milwaukee Rembert G. Weakland. Dopo otto mesi il suo vice, cardinale Tarcisio Bertone, oggi segretario di Stato vaticano, incaricò i vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all’allontanamento di padre Murphy. Ma Bertone, secondo il quotidiano, fermò il processo dopo che padre Murphy scrisse personalmente al cardinale Ratzinger spiegando che non avrebbe dovuto essere messo sotto processo perché pentito e in cattive condizioni di salute.

    Padre Murphy non ricevette mai punizioni o sanzioni, ma fu trasferito in segreto in varie parrocchie e scuole cattoliche ed è morto nel 1998.
    …………..

    MI VIENE IL VOMITO..

  4. La Sueddeutsche Zeitung ha, nei giorni scorsi, rivelato i contenuti di una lettera riservata inviata nel 1970 da nove teologi alla Conferenza episcopale tedesca, con cui chiedevano di prendere in considerazione l’ipotesi di permettere ai preti una normale vita sessuale e la costruzione d’una famiglia. La diffusione della missiva ha provocato un certo imbarazzo nel mondo cattolico, perché tra i sottoscrittori del documenti compare anche la firma di Joseph Ratzinger, ora pontefice con il nome di Benedetto XVI.
    X Elsi: già….
    X Gianfrando D: eh eh eh… direi che casca proprio a pennello….

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