Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

 RETE DEI CITTADINI per la democrazia diretta e la sovranità

 di RETE DEI CITTADINI

 La nostra democrazia non so perché dovrebbe ancora chiamarsi così. Nel corso del tempo i processi di trasformazione dei partiti, delle istituzioni, delle leggi elettorali e la conseguente concentrazione/personalizzazione del potere, hanno reso il nostro sistema democratico qualcosa di molto lontano dal concetto di “potere del popolo”. L’illegalità istituzionalizzata aggiunge un altro tocco di ipocrisia alla situazione.

 Della democrazia ci è rimasto solo il voto.

 Ora se questo voto viene determinato in condizioni di fortissima diseguaglianza comunicativa cosa resta?

 Noi nasciamo dal basso. Non abbiamo soldi, tv, giornali, e rifiutiamo gli apparentamenti strumentali. E proprio perché nasciamo dal basso e rifiutiamo la logica della personalizzazione, dentro questo sistema siamo afoni, anzi proprio muti. Possiamo anche gridare, ma siamo chiusi nella gabbia sistema. Che impone le sue regole. Che vincolano e obbligano anche chi si vuole opporre. Se vuoi esistere, anche come opposizione, devi sottometterti alle regole non scritte. Che dicono o hai mezzi o non esisti. O hai la visibilità di un capo che tutti acclamano o non esisti. O usi mezzi illegali anche tu, o non esisti. O pratichi la censura e zittisci gli avversari e usi qualsiasi mezzo immorale per diffondere la tua politica o non esisti. O ti sottometti alle leggi del sistema o niente.

 Noi che rifiutiamo tutto questo, siamo un corpo estraneo. Non dobbiamo esistere. Siamo i “matti” chiusi nella stanza di isolamento acustico del sistema. I meccanismi di censura implicita, ma anche esplicita, ci imbavagliano.

 Non facciamo piangina, ma queste verità vanno dette. Noi continueremo, perché sappiamo di essere nel giusto. Perché o il popolo si salva da sé o non ha speranza. O si vince con metodi nuovi o chi vince è in realtà sempre il nemico, perché vincono i metodi del nemico.

 Chi crede che la presa del palazzo d’inverno, possa giustificare le mille incongruenze e incoerenze, perché quella è una precondizione che condurrà poi a un mondo migliore, si illude. Sempre nella storia, quello si è tradotto nel semplice cambiamento delle facce di chi sta ai vertici del potere e non in un cambiamento della struttura piramidale del potere.

 I fini non giustificano i mezzi. I mezzi determinano invece la qualità del risultato finale.

 O costruiamo democrazia vera da subito, o la presa del palazzo d’inverno ha un altissimo rischio che si risolva in un assorbimento e travisamento e alla fine strumentalizzazione delle spinte positive.

 Certo, è molto più difficile. Lo sappiamo benissimo. Ma la strada apparentemente più breve non conduce alla meta. Te ne allontana. Ritarda il momento in cui si percorrerà quella giusta.