Parole guerriere
Autore: Blog di Beppe Grillo
Beppe Grillo, intervento in piazza San Giovanni, Roma – 22 febbraio 2013
(1:32:00)
Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva unuscita. Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove. Da fuori. Da dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti, verso noi stessi. E ora siamo fuori, siamo usciti nella luce e non ci siamo ancora del tutto abituati. Stringiamo gli occhi e, anche se sappiamo che stiamo percorrendo lunica via possibile, abbiamo qualche timore, ed è normale. Quello che sta succedendo ora in Italia non è mai successo prima nella storia delle democrazie moderne. Una rivoluzione democratica, non violenta, che sradica i poteri, che rovescia le piramidi. Il cittadino che si fa Stato ed entra in Parlamento in soli tre anni. Abbiamo capito che eravamo noi quella porta chiusa, che le parole guerriere erano da tempo dentro di noi, ma non volevano venire fuori, pensavamo di essere soli e invece eravamo moltitudine. E adesso siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze, le nostre angosce. Ci siamo finalmente riconosciuti uno nellaltro e abbiamo condiviso parole guerriere. Parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia. Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità si sono propagate come unonda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica. Siamo diventati consapevoli della realtà. Sappiamo che possiamo contare solo sulle nostre forze, che il Paese è in macerie e che quello che ci aspetta sarà un periodo molto difficile, ci saranno tensioni, problemi, conflitti, ma la via è tracciata. Labbiamo trovata questa via e ci porta verso il futuro, un futuro forse più povero, ma vero, concreto, solidale e felice. Cè una nuova Italia che ci aspetta. Sarà bellissimo farne parte.

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I Credenti di Answers invitano a leggere la Bibbia per capirla, cosa che a mia volta suggerisco a loro.
La tesi di noi atei (e mia in primis) è che Gesù sia un santone di 2000 anni fà, portatore di una banale (in termini di innovazione storico-filosofica), scarna e scialba visione moralizzante. Era in definitiva un santone ribelle che ce l’aveva contro le istituzioni religiose dell’epoca e sostenitore di un imminente fine del mondo, che poi appunto non si è mai avverata.
Soprattuto fu San Paolo prima e poi gli evangelisti Luca e Matteo a ideare una falsificazione romanzesca della vita di Gesù, deificando questo semplice personaggio. Per dimostrare in maniera sistematica, chiara e inoppunabile questo faccio degli esempi pratici e concreti:
1° FALSIFICAZIONE IN MATTEO: “La Vergine concepira’ e partorira’ un figlio che chiamera’ Emmanuele”(Is7:14)
- Le Bibbie moderne traducono scorrettamente la parola ebraica “Almah” che significa semplicemente “giovane donna” e non vergine (vergine in ebraico infatti e’ Betulah).
La giovane donna a cui si riferisce la profezia in realtà non era che la moglie di Isaia ed Emmanuele il figlio stesso (Is8:1-8)
Oltremodo Gesu’ che non verra’ mai chiamato Emmanuele se non quando Matteo cita la profezia stessa (Mt1:23).
2° FALSIFICAZIONE IN MATTEO Matteo 2:16.18 cita Geremia 31:15, suggerendo che il profeta avvesse predetto la strage degli innocenti in Israele (tra l’altro non riportata da nessuno storico dell’epoca), dopo la nascita di Gesu’.(Mt2:16-18)
Ma il verso di Matteo oltre ad essere ripreso e “copiato” da tradizioni religiose di diversa matrice non ha nulla a che vedere con il passo di Geremia che invece si riferisce alla Cattività Babilonese come risulta chiaro leggendo tutto il testo.
Anche in questo passo vediamo il chiaro intento di mitizzare Gesù.
3° FALSIFICAZIONE IN MATTEO – Dall’Egitto ho chiamato mio figlio (Mt2:15). Matteo inscerisce questo passo di Osea, e palesemente si inventa una romanzata carovana della famiglia di Gesù in Egitto, questo per dare riscontro alla profezia dello stesso Osea, che diversamente è riferita solamente all’esodo degli Ebrei in Egitto, cosa che plateamente emerge dalla citazione completa della frase: “Quando Israele era un fanciullo, l’ho amato, e lo chiamai fuori dall’Egitto”
4° FALSIFICAZIONE IN MATTEO- Il Vangelo di Matteo, è scritto ricordiamolo in funzione della comunità ebraica. Esso è pieno di citazioni bibliche tra cui comprare anche quella di Michea. In Michea vi è la profezia di un futro arrivo di un Messia guerriero che libererà la terra di Isreale e sconfiggere l’Assiria. Matteo cità della profezia di Michea 5:1 solo il passo in cui il messia sarebbe dovuto nascere nella città di Betlemme. In realtà questa è una doppia storpiatura della profezia di Michea:
a) perchè Michea parla di Betlemme Efrata, e questa non è una città, bensì uno dei clan di Israle cfr. 1Cr2:18,50-52;4:4. Inoltre Matteo riporta “E tu Betlemme, Terra di Giuda”(Mt2:5-6), anzichè riportare la frase corretta :Betlemme Efrata”
b) La profezia di Michea sostiene appunto che il Messia avrebbe dovuto sconfiggere militarmente i popoli occupanti, ma ovviamente questa parte (la più rilevante della profezia) viene appositamente sottaciuta:
Michea 5:3 “Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra.”
5° FALSIFICAZIONE IN MATTEO: -”Sara’ chiamato Nazareno”.(Mt2:23). Matteo usa questa citazione per indicare che questo è il compimento delle profezie dei profeti. In verità in nessuna parte della Bibbia ritroviamo un solo profeta che compie una simile dichiarazione. Ancora una volta Matteo distorce a suo piacimente la realtà per realizzare quella figura mitizzata di Gesù che tanto sta a suo cuore.
E adesso arriva il bello. Vediamo le scioc…ehm…interessanti contro deduzioni dei credenti. A voi la parola!
X Giovanni: io ritengo che il vangelo più affidabile sia il Vangelo di Tommaso, in cui emerge la figura nuda e cruda di Gesù, appunto un Santone di 2000 anni fà. Ricordiamo che Tommaso infatti negava la divinità di Gesù, e proprio per questo motivo quel figlio di buona donna di Giovanni inserì, solo a scopo di screditarlo il famoso detto “se non vedo non credo”. I vangeli succesivi a partire da marco e via via tutti gli altri, soprattutto quelli degli gnostici, sono solo una creazione deliberata e romanzata della vita di Gesù. Qualche sprovveduto mi dirrà che ciò non è possibile: a tali suggerisco di leggere Eliade e Odissea oppure l’Epopea di Gilgamesh e a meno che non crederanno negli dei dovranno darmi ragione.
Che cosa ti consiglio di studiare, un testo tra gli altri “Breve storia delle religioni” di Donini. Ti spiega come l’umanità ha inventato dio. ciao
- Queste cose sono scritte nei libri CEI? Come no, pure che Gesù non è morto in croce e che tutto il vangelo è una storiella romanzata? Ma allora la vera domanda è: come fai ad essere talmente imbecille nel credere ancora in questa superstizione!