Autore: Il Fatto Quotidiano

Solo il prossimo Papa leggerà il dossier Vatileaks. Lo ha deciso oggi Benedetto XVI a tre giorni dalla fine del suo pontificato. Il testo redatto dai tre cardinali “007″, Julián Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi, ricevuti stamane da Benedetto XVI, è dal 17 dicembre nelle mani del Papa. “A conclusione dell’incarico, Sua Santità ha voluto ringraziare i tre cardinali per il proficuo lavoro svolto, esprimendo soddisfazione per gli esiti dell’indagine. Essa, infatti, – si legge ancora nel testo – ha consentito di rilevare, accanto a limiti e imperfezioni propri della componente umana di ogni istituzione, la generosità, rettitudine e dedizione di quanti lavorano nella Santa Sede a servizio della missione affidata da Cristo al Romano Pontefice”.

Pubblicato, sempre stamane, l’atteso motu proprio, documento di esclusiva decisione del Papa, che consente al collegio cardinalizio di anticipare l’inizio del conclave se tutti i porporati saranno già presenti a Roma prima dei quindici giorni richiesti, invece, nella costituzione Universi Dominici Gregis emanata nel 1996 da Giovanni Paolo II. Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha, inoltre, comunicato che stamane il Papa ha accettato le dimissioni del cardinale Keith Michael Patrick O’Brien dal governo dell’Arcidiocesi di Saint Andrews and Edinburgh in Scozia, presentata a pochi giorni dal compimento dei settantacinque anni di età, secondo quanto stabilito dal canone 401 del Codice di Diritto Canonico. Il nome di O’Brien, in questi giorni, è sui media di tutto il mondo per essere stato accusato di aver abusato di quattro sacerdoti.

Inoltre, stamane, è stata resa pubblica una lettera, datata 21 febbraio 2013, inviata dal cardinale Tarcisio Bertone a tutti i monasteri del mondo. Il porporato salesiano chiede ai contemplativi del pianeta di pregare “mentre – si legge nel testo – tutta la Chiesa segue con trepidazione gli ultimi giorni del luminoso pontificato di Sua Santità Benedetto XVI, e attende la venuta del Successore che gli Em.mi Cardinali riuniti in Conclave, guidati dall’azione dello Spirito Santo, sceglieranno, dopo aver scrutato insieme i segni dei tempi della Chiesa e del mondo”. In un altro passaggio il Segretario di Stato vaticano sottolinea che “l’esempio più significativo di questa elevazione spirituale, che manifesta la dimensione più vera e profonda di ogni atto ecclesiale, quella dello Spirito Santo che guida la Chiesa, ci viene offerto da Sua Santità Benedetto XVI che, dopo aver governato la Barca di Pietro tra i flutti della storia, ha scelto di dedicarsi soprattutto alla preghiera, alla contemplazione dell’Altissimo e alla riflessione”.

 

Il Papa “ha deciso che atti dell’indagine” su Vatileaks “di cui solo il Papa è a conoscenza, siano a disposizione del futuro pontefice”. Lo ha detto il portavoce vaticano padre Federico Lombardi nel corso del briefing con la stampa.  “Con questa decisone del Papa e l’udienza di oggi ai tre saggi, Herranz, Tomko De Giorgi, si è chiuso il mandato della Commssione, che è sciolta”, ha spiegato il portavoce. “Il Papa – ha aggiunto Lombardi – ha ringraziato i tre cardinali esprimendo soddisfazione per le indagini che hanno messo in luce, insieme ai limiti di alcuni anche la fedeltà della maggioranza dei prelati della Curia. Gli atti dell’indagine, al momento conosciuti solo dal Papa e dai tre cardinali, rimangono a disposizone del successore”.