Elezioni 2013, la grande impresa del Pd


Autore: Il Fatto Quotidiano

Il Partito democratico è riuscito nell’impresa e credo che per questo meriti di passare alla storia come la forza politica che, più di ogni altra, ha saputo contribuire a tenere viva la lunga stagione politica che stiamo vivendo e che, probabilmente, verrà ricordata negli annali col nome con cui già osiamo chiamarla: l’era del berlusconismo.

Ogni volta che Silvio Berlusconi è sembrato prossimo all’estinzione politica, la principale forza del centrosinistra italiano è sempre riuscita a trovare il modo di rinvigorirlo e favorirne uno spavaldo ritorno sulle scene. Anche stavolta che, onestamente, non sembrava davvero possibile.

Sì perché Berlusconi, stavolta, se n’era andato da solo. D’accordo, non proprio da solo. Si era dimesso cedendo alla pressione dell’Europa, dei mercati e della moral suasion esercitata dal Presidente della Repubblica, dopo che, con una maggioranza ridotta all’osso e affossato dagli scandali sessuali aveva condotto il paese, secondo i più, letteralmente sul lastrico.

Rimpiazzato da Monti, si era quasi ritirato a vita privata, restando un passo dietro ad Alfano (o forse, stando alle teorie marionettistiche più accreditate, un passo sopra) in attesa, accorto com’è, di vedere cosa combinavano gli altri prima di prendere una decisione definitiva sul suo futuro. Ma il Pd, non riuscendo a intuirne le intenzioni recondite, si è ritrovato gettato nell’imbarazzo di dover indire delle elezioni primarie al buio.

Berlusconi, che come tutti sanno è uomo generoso e non rifiuta mai un aiuto a nessuno, per sgombrare il tavolo da ogni equivoco dichiarò chiaro e tondo che, se alle primarie avesse vinto Renzi, non si sarebbe ricandidato. A quel punto, nel Pd e nel centrosinistra, con grande sollievo, tutti capirono cosa dovevano fare. O meglio, a voler essere precisi, non proprio tutti. Ma un buon 60% sì. E lo fecero.

Ciò nonostante, l’impresa appariva ancora disperata. Certo, la strada per la ricandidatura del Cavaliere era spianata, ma purtroppo l’opinione pubblica del Paese sembrava averlo abbandonato e il Popolo della Libertà, dilaniato dalle lotte intestine, nei sondaggi non veniva accreditato che di un misero 15%. Bisognava inventarsi qualcosa.

L’idea di appoggiare fedelmente il governo Monti e, contemporaneamente, allearsi con Vendola, che si opponeva con forza al Professore ritenendolo sovrapponibile a Berlusconi – pur buona – di per sé non garantiva il risultato sperato. Ci voleva una trovata geniale in campagna elettorale. Parlare soltanto di sacrifici, tasse e patrimoniali poteva anche andare bene, ma rischiava di suonare un po’ troppo già sentito. Come l’ostinazione a esprimersi attraverso colorite quanto enigmatiche metafore, abitudine però troppo sputtanata da Crozza. Nemmeno lasciare l’agenda della campagna elettorale in mano alle sparate surreali del Silvio nazionale, seppure sperimentato con successo nel passato, appariva risolutivo. C’era bisogno di altro, di qualcosa di più drastico. Come smettere di fare campagna elettorale, sparire, dileguarsi. Ma chi avrebbe notato la differenza?

No. Non poteva bastare. Berlusconi, malgrado avesse iniziato una bella rimonta, rimaneva ancora troppo lontano. Bisognava non solo dileguarsi, ma farlo con un certo stile. Bisognava dichiarare che, anche se il Pd avesse vinto con il 51%, avrebbe governato come se avesse ottenuto solo il 49%, chiedendo aiuto al centro di Monti. Poco importava che Monti continuasse a sbeffeggiare e insultare ogni giorno il Pd: il suo contributo era indispensabile per convincere i potenziali elettori borderline del centrosinistra – e chiunque avesse in mente un radicale rinnovamento – a rivolgersi altrove, tipo al Movimento 5 Stelle.

Io non l’ho fatto e ho votato lo stesso il Pd alla Camera, al Senato e alla Regione. Ma per fortuna del Partito Democratico, non tutti sono come me. Alla Camera la maggioranza è vinta, ma Berlusconi tiene in pugno il paese anche stavolta; è di nuovo lì, a una manciata di voti, a chiedere il riconteggio delle schede come nel 2006; poi, visto che il Senato è ingovernabile, proporrà una Grande Coalizione e tutto andrà a puttane, come piace a noi. Dirigenti, elettori e amici del Pd, coraggio, via quelle facce tristi. È vero, d’accordo: abbiamo quasi vinto le elezioni. Ma di poco!

3 thoughts on “Elezioni 2013, la grande impresa del Pd

  1. Che sia per difenderlo o per acclamarlo i sostenitori di silvio berlusconi non sanno farlo senza nominare la sinistra (o i comunisti), perchè?

  2. Sarebbe giustizia 3 giornate così salta la partita contro il napoli.Oppure silvio berlusconi farà in modo che non gli accada niente,in nome delle brasiliane che porta alle sue festicciole.Opinioni
    Quando gli hanno chiesto se l’aveva toccata con la mano ha detto “giuro sulla sincerità e l’onesta del premier berlusconi” quindi banti ha pensato dicesse il vero…

  3. Silvio Berlusconi è accusato di frequentare minorenni, ma ciò preoccupa solo pochi italiani. ’Il desiderio di essere lasciati in pace e di farsi gli affari propri ha chiaramente la meglio’, dice il politico di opposizione Furio Colombo. ”Non posso stare insieme ad un uomo che frequenta ragazzine minorenni”.
    La moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario, ne ha avuto abbastanza e adesso ha avviato le pratiche di divorzio.
    ”Ho cercato di aiutare mio marito, così come si deve fare con una persona che non sta bene, ma è stato tutto inutile”. Le ragioni dell’imminente separazione e divorzio del premier italiano non sono un mistero. Quando la moglie di Berlusconi un paio di anni fa chiese scuse pubbliche a suo marito per aver flirtato con una ex modella di nudo, poi nominata ministro delle Pari Opportunità, si parlava di un ultimatum. E la notizia che Berlusconi, la scorsa settimana, abbia partecipato alla festa di compleanno di una giovanissima ragazza, che ha poi raccontato di visitare spesso il premier nel suo ufficio di Roma, ha portato Veronica Lario a chiedere il divorzio. Berlusconi ha peraltro cercato di andare incontro alla moglie togliendo una serie di fotomodelle e attrici dalla lista dei candidati del suo partito alle prossime elezioni europee, ma non è servito a nulla. ”Mi chiedo in che paese viviamo, quando la gente accetta metodi politici come quelli visti in occasione della realizzazione delle liste dei candidati e poi un paio di commenti usciti dalla mia bocca sono sufficienti a provocare subito una ritirata”, dice Veronica Lario, che i più entusiasti osservatori ora definiscono leader dell’opposizione.
    Umiliazione
    Ma perché un uomo come Berlusconi continua a godere di un sostegno così massivo presso l’opinione pubblica italiana? Secondo Furio Colombo, ex capo redattore del quotidiano L’Unità e adesso membro del partito di opposizione Partito Democratico alla Camera dei deputati, molti italiani nutrono il desiderio nascosto di essere dichiarati politicamente incapaci di intendere e volere: ”Berlusconi è stato veramente abilissimo nel favorire una vecchia tendenza del popolo italiano, che per svariate ragioni e per diversi secoli si è abituato ad essere governato male e preferisce perciò concentrarsi sugli interessi privati. Berlusconi probabilmente ha rievocato un’eredità: l’idea che sia lui ad occuparsi della situazione ha sopito le preoccupazioni politiche di moltissime persone”, dice Furio Colombo. Dopo il terremoto di un mese fa in Abruzzo, questa tendenza è divenuta particolarmente evidente:
    ”Le immagini di persone anziane della zona colpita dal terremoto in Abruzzo che baciano la mano a Berlusconi sono profondamente umilianti. Mostrano però che si è riusciti a persuaderli del fatto che Berlusconi si prenda cura di loro come un dio o un sovrano assoluto. Insomma, funziona,” constata Colombo riferendosi agli ultimi sondaggi di opinione, che mostrano che quasi il 75% degli italiani ha fiducia nel premier.
    Rimozione
    È la terza volta che Berlusconi è al governo in Italia, e la questione del suo conflitto d’interessi e dei suoi legami con la mafia sembrano interessare solo una piccolissima parte della popolazione: ”Con il passare del tempo, diventa sempre più evidente che la manipolazione dell’opinione pubblica e l’occultamento della verità, che erano l’obiettivo principale all’inizio della carriera politica di Berlusconi, stiano diventando un elemento secondario. In effetti abbiamo piuttosto a che fare con un’opinione pubblica che non si sente umiliata quando la verità le viene negata.
    Al contrario, molti si sentono sollevati. Il desiderio di essere lasciati in pace e di farsi gli affari propri ha chiaramente la meglio”, dice Furio Colombo, che considera eccezionale l’impresa di Berlusconi:
    ”Berlusconi ha compiuto un capolavoro. È riuscito ad estromettere i cittadini dalla vita politica. Non è il primo che ha cercato di farlo. Lo si è visto in precedenza in altre parti del mondo con governi di destra più estremi, ma sempre con tumulti sociali come conseguenze. Berlusconi è invece il primo che riesce ad avere successo con questo operato e continua a tenere la situazione sotto controllo. Paradossalmente, i tentativi della sinistra di responsabilizzare i cittadini facendoli impegnare nella vita politi

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