Il Garante privacy italiano mette Whatsapp sotto la lente

Autore: IlSoftware.it

Esattamente un mese fa avevamo dato conto delle contestazioni inviate a Whatsapp, notissima applicazione per l’instant messaging compatibile con varie piattaforme mobili (Android; BlackBerry OS, iOS; Symbian S60; Windows Phone), da parte delle autorità per la protezione dei dati personali di Olanda e Canada.
Le eccezioni sollevate riguardavano essenzialmente l’accesso incondizionato, da parte dell’applicazione, alla rubrica telefonica, requisito considerato eccessivo dagli uffici dei garanti privacy (Whatsapp: beghe privacy e “canone di abbonamento”).

Il Garante per la protezione dei dati personali italiano, da parte sua, ha appena deciso di richiedere – in via ufficiale – alcuni chiarimenti a Whatsapp. L’autorità, presieduta dal 2012 da Antonello Soro, ha chiesto conto di una serie di aspetti: “quali tipi di dati personali degli utenti vengono raccolti e usati al momento dell’iscrizione e nel corso dell’erogazione dei servizi di messaggistica e condivisione file; come vengono conservati e protetti questi dati; le misure adottate (es. cifratura, generazione di credenziali etc.) per limitare il rischio di accesso da parte di soggetti diversi dagli interessati e, in particolare, se siano stati previsti sistemi contro gli attacchi tipo “man in the middle”, volti ad acquisire illecitamente il contenuto dei messaggi scambiati mediante l’applicazione“, si legge in una nota dell’ufficio del Garante.

L’autorità del nostro Paese ha invitato i responsabili di Whatsapp, inoltre, ad indicare per quanto tempo vengono conservati i dati degli utenti e il numero degli account riferibili a soggetti residenti in Italia.

2 thoughts on “Il Garante privacy italiano mette Whatsapp sotto la lente

  1. Stabilito chi ha vinto , si stabilisce a chi vanno gli incarichi . Il militonti al voto ci vanno per versare due euro ?

    Ignazio Marino, considerato dai piu’ l’outsider che domenica prossima non ha nessuna possibilita’ di ribaltare le previsioni che lo danno alle spalle di Pierluigi Bersani e Dario Franceschini, ha deciso di stuzzicare gli altri due candidati con nuove polemiche. In un forum promosso da ”l’Unita”’ parla di una spartizione dei posti di comando gia’ decisa. Per esempio, in caso di elezione a segretario di Bersani, il nuovo capogruppo a Montecitorio sarebbe Enrico Letta al posto di Antonello Soro. Le parole di Marino sono particolarmente ruvide: ”Leggo di accordi gia’ stretti tra Bersani e Franceschini su cosa fara’ chi arrivera’ secondo e chi dovra’ fare il capogruppo alla Camera, una figura che si elegge a scrutinio segreto. Spero che smentiscano: se fanno questo, la gente non lo tollerera”’. Franceschini e Bersani smentiscono accordi sottobanco. Ma Marino attacca pure sul fronte dei cosiddetti ”capibastone”: ripete il suo affondo contro Agazio Loiero e Antonio Bassolino, governatori di Calabria e Campania, che sostengono Bersani in due regioni dove il Pd ha decine di migliaia di tesserati. Loiero ha gia’ fatto sapere polemicamente, in un’intervista al ”Corriere della Sera”, che se lui non si ricandida il Pd rischia la debacle (”Se io me ne vado sbattendo la porta, non c’e’ Udc che tenga”). Franceschini rivolge un appello distensivo a Marino nella propria pagina su internet: ”Ignazio, smetti con dietrologie e sospetti. Nessun accordo per nessuna carica. Solo rispetto per la scelta del popolo delle primarie”. Marino gli risponde rilanciando: ”Felice che rifiuti accordi segreti: ci prometti quindi che se non sarai eletto segretario non accetterai posti di consolazione?”. Questa volta il segretario uscente del Pd non replica.

  2. Si può dire che nel pd ci sia un vero leader?
    A me sembra di no visto che il leader non riesce ne a far dimettere Villari ne ad esempio Bassolino.
    E le primarie? Che senso hanno?
    Forse quello di eleggere un leader che di fatto non lo è. Copiano le primarie dagli Usa molto male. Negli Usa votando un candidato voti la squadra di governo legata a quel candidato e promuovi il progetto politico di quel candidato (infatti i candidati dello stesso partito sono spesso in conflitto aspro tra loro). In Italia paghi, voti una persona appartenente al partito e il leader viene eletto. Poi chi governa sono sempre quelli e il leader deve assecondare le esigenze di radicali, ds e margherita perchè a quanto mi risulta il pd è un consorzio di partiti che di fatto non si sono mai sciolti per confluire nel nuovo partito.
    Poi non vi pare che piuttosto che fare opposizione Veltroni si metta a fare campagna elettorale per se stesso per evitare di essere destituito dal suo ruolo? Non vi pare che cerchi il consenso dei suoi elettori per essere rieletto alle prossime primarie?

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