Fame, debiti, emigrazione. Lo sfruttamento della pesca mette in ginocchio il Senegal

Autore: Uploads by antefattoblog

Fame, debiti, emigrazione. Lo sfruttamento della pesca mette in ginocchio il Senegal
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Fame, debiti, emigrazione. Lo sfruttamento della pesca mette in ginocchio il Senegal ultima modifica: 2013-03-02T12:36:21+00:00 da admin

6 opinioni su “Fame, debiti, emigrazione. Lo sfruttamento della pesca mette in ginocchio il Senegal

  1. Posso capire come in Europa vengano festeggiati i 100 anni del nostro eroe che combatte’ alla radice la piaga dell’emigrazione italiana nel mondo.
    Ma mi stupisco che vi siano degli italiani a festeggiarlo. Chi sono costoro?

  2. Riflettiamo per capire meglio. Talvolta una ragazza si fidanza e dice al ragazzo: ”Per amore tuo lascio mia madre, mio padre, i miei parenti e gli agi della mia casa. Per amore tuo vengo nei disagi di una vita di emigrazione e di disagi”. Nello stesso momento quella ragazza che pur dice al fidanzato: “Per amore tuo.” non dice poi a Dio “Per amore di Tuo, la mattina e la sera, prego: per amor Tuo vado a Messa, dove ogni giorno vieni dal Tuo paradiso fino a me, in questo mondo, per incontrarmi ed abbracciarmi. Se quella ragazza e il suo ragazzo fanno così, certamente vanificano il nome di Dio. Per un lavoro fanno sacrifici di denaro e di vicinanza ai loro affetti; fanno anche sacrifici di amore, accettando distanza e rinunce. Poi, per Dio che non chiede sacrifici, ma fede, non ci si impegna e si vanifica il nome. E si rompe il rapporto di amore e di comunione con Dio.

    Come ti comporti tu con Dio?

  3. ragazzi ho questo problema: sto scrivendo un topic su Bob Marley e volevo sapere se il genere Reggae (cantato appunto da Bob Marley) avesse dei collegamenti con l’emigrazione delle persone nere a causa della schiavitù. aiutate per favore non ho molto tempo.

  4. TITOLO III
    RAPPORTI ECONOMICI
    Art. 35.

    La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

    Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.

    Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

    Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

    Art. 36.

    Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

    La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

    Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

    Art. 37.

    La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.

    Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

    La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

    La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

    Art. 38.

    Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

    I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

    Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

    Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

    L’assistenza privata è libera.

    Art. 39.

    L’organizzazione sindacale è libera.

    Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.

    È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.

    I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

    Art. 40.

    Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano. [6]

    Art. 41.

    L’iniziativa economica privata è libera.

    Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

    La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

    Art. 42.

    La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.

    La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

    La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.

    La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

    Art. 43.

    A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

    Art. 44.

    Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà. La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

    Art. 45.

    La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.

    La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.

    La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.

    Art. 46.

    Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla g

  5. All’interno del Museo Narrante dell’Emigrazione sulla Sila Grande si possono ammirare le foto e gli scritti dell’Italia “da cui partivano”. Un’Italia povera e con una forte incidenza della mortalità, una nazione contadina dove vigeva il proverbio “peggio perdere una pecora che perdere un bambino”. Naturalmente il “nuovo mondo”, cioè l’America, presentato, prima della partenza, come un luogo dal fascino incredibile, si rivelava una realtà del tutto diversa, e molte illusioni venivano infrante già sulle navi d’imbarco dove si scopriva un’amara verità. Scrive padre Pietro Maldotti nella sua relazione sul porto di Genova a fine Ottocento: “Non era raro vedere centinaia di famiglie sdraiate sull’umido pavimento… le derrate vendute a prezzi favolosi non sfamavano gli infelici..”.
    Il viaggio fu spesso causa di sofferenze di ogni tipo fino alla morte. Pigiati come acciughe dentro dormitori che erano spesso “cucce per cani”, caricate all’inverosimile di “tonnellate umane” e spesso ridotte a sgangherate carrette le navi degli emigranti erano esposte a epidemie che potevano essere devastanti. Sempre dalla documentazione del porto di Genova, secondo Nicola Malnate, ispettore del porto, il trasporto dei nostri emigranti avveniva sui mercantili serviti per la tratta degli schiavi.

  6. Non credo di essere in grado di affrontare l’emigrazione da solo, cerco qualcuno (ragazzo o ragazza, preferibilmente mio coetaneo (non più di 24 anni), preferibilmente del NORD Italia, che voglia trasferirsi con me in Germania. Come minimo è necessario conoscere bene l’inglese.

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