Autore: Il Fatto Quotidiano

Quello che si evince, dalla nostra finestra, in queste ore, sulla scena politica, non sembrerebbe  poi così occulto:

- Il Movimento di Grillo pare volere una legge elettorale nuova e spinge Pd e Pdl a fare un governo che si occupi in prima battuta di questa nuova norma, dopo di che venendo meno ogni fiducia al neo governo inevitabilmente si tornerebbe a votare.

- Il Pd vuole naturalmente tutt’altra cosa, anzi due cose visto che i contendenti a singolar tenzone sono giusto due:

- il leader Bersani vorrebbe governare lui punto, lo ha detto ben chiaro ai suoi, solo ai suoi, radunati in un cinema per essere ringraziati di tutto il lavoro svolto in campagna elettorale.

- Renzi vorrebbe invece governare lui, con un passo indietro di Bersani e naturalmente, chissà, mettere a frutto quella sua andata ad Arcore di poco tempo fa quando  lui le porte le voleva aperte  non chiuse.

Sarebbe in questo caso un po’ una seconda “bicamerale” come quella del 1996 alla Massimo D’Alema, strada indubbiamente cara al leader Silvio Berlusconi.

Il Pdl, visto che un governo non può farlo da solo questa volta, non ci sono stati certo 61 seggi su 61 al Sud dell’Italia e nessun ordine pare uscito dal carcere, sembra lavorare lungo la strada di Matteo Renzi.

Ovvero Matteo Renzi Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica.

Matteo Renzi Presidente del Consiglio sembrerebbe però indispensabile, perché se con la presidenza della Repubblica dovesse andare male, un cavallo di ***** sarebbe sempre a disposizione.

Insomma chi di noi vittime del massacro del 1993, guarda in queste ore con sospetto al teatrino della politica, fa bene, molto bene, perché di mafia, di “cosa nostra”, di trattativa Stato mafia in queste ore nessuno ne parla e tanto meno ne tiene conto in un qualsiasi governo si vada ad ipotizzare.

In una sorta di paura di scoprire le carte la parola mafia in queste giorni è stata abolita da quanti si preparano a creare un nuovo governo, se ne deduce quindi che  la parola mafia, stragi di mafia, sarà abolita anche in futuro, qualunque compagine andrà a governare appena nominati i presidenti di Camera e Senato.

Infatti in ognuna delle ipotesi da noi valutate, a nessuno converrà dare spazio alla verità sulla trattativa Stato mafia iniziata nel 1992 e forse mai finita. Argomento trattato in queste ore in un processo a Palermo e scomparso da giornali e Tv.

Certo queste sono solo nostre modeste opinioni che di politica poco ci intendiamo e sempre l’abbiamo tenuta lontana dalla nostra Associazione di familiari di vittime massacrate da “cosa nostra” proprio a causa della politica.