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Nick Hayek CEO di Swatch, non crede in un prossima rivoluzione tecnologica targata iWatch


Autore: APPLE – HDblog.it

 

 Mentre media e investitori attendono con impazienza gli sviluppi su uno dei prossimi progetti di Cupertino, lo smartwatch le cui caratteristiche restano segrete, il CEO di Swatch mostra scetticismo verso il potenziale di un dispositivo simile in ottica “rivoluzione tecnologica “ .

Bloomberg riporta come durante la conferenza stampa sui risultati annuali tenutasi a Grenchen in Svizzera, l’amministratore delegato di Swatch Nick Hayek,  abbia rilasciato alcune dichiarazioni riguardanti il progetto iWatch di Apple.

” Personalmente, non credo che rappresenti la prossima rivoluzione tecnologica, la sostituzione di un iPhone con un terminale interattivo da polso è complessa, non è possibile utilizzare un display di grandi dimensioni “

Swatch, che possiede anche i marchi Tissot e Omega ha studiato per ani la possibilità di realizzare un orologio che includa funzionalità telefoniche, sostituendo i cellulari. Hayek ha ricordato come per anni ci siano stati contatti con Apple, focalizzati sullo studio di materiali e tecnologie sulla raccolta di energia generata dal movimento. Al pari di Swatch,  durante il 2011 Apple ha ottenuto una licenza per l’utilizzo di leghe realizzate da Liquidmetal Technologies Inc. che presentano caratteristiche di modellabilità simili a quelle della plastica, per un potenziale uso futuro. Hayek parla quindi di un terminale sostitutivo all’iPhone, ma siamo proprio sicuri che siano queste le intenzioni di Apple ? Si dice che sul progetto iWatch ci siano circa 100 progettisti attualmente al lavoro ma finora solo rumors sono emersi a riguardo e nessuna certezza sulle potenzialità di questo dispositivo.

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3 thoughts on “Nick Hayek CEO di Swatch, non crede in un prossima rivoluzione tecnologica targata iWatch

  1. Scrive E. Severino:
    “Con la progressiva dominazione della tecnica guidata dalla razionalità matematico-scientifica e, ancora più originariamente, dalla coscienza con cui il pensiero filosofico dell’ Occidente è giunto a tener ferma la parte nel divenir altro (isolandola astrattamente dal contesto in cui esiste concretamente inseparata), il mortale crede di ottenere ciò che egli vuole non perché constati l’ identità tra ciò che vuole e ciò che ottiene, ma perché è spinto sempre di più a credere che ciò che gli accade e che egli non aveva voluto è proprio quello che egli aveva voluto”.
    La potenza sul mondo che vuole realizzare il pensiero filosofico e religioso nato in Occidente basato sul divenire, ormai globale nella sua forma tecnico scientifica, può dunque essere solo una totale illusione che si deve voler credere con fede assoluta? E se questa potenza è solo fede assurda, non si rivelerà sempre e comunque estremamente fragile e impotente?
    Dsdfa, scusa la precisazione, ma Severino afferma che è la follia dell’ Occidente a pensare che tutto nasca dal nulla per tornare al nulla (non lui), identificando l’ essere con il nulla e che la tecnica sia il prodotto finale di questa follia che pensa di poter dominare l’ illusione dell’ entrata e dell’ uscita dal nulla, ossia la contraddizione suprema del poter diventare altro di ogni esistente.

  2. Mi chiedo se dipende dal mio computer io non me ne intendo di queste cose. Mi date una risposta urgente per cortesia, perché non posso leggere la mia mail. Grazie

  3. Oppure in una razza Aliena che ha creato il primo uomo? Se facciamo una statistica chi ha più credibilità? Perchè riusciamo a credere in un DIO creatore, invisibile e misterioso, e non possiamo credere ad una razza aliena che milioni di anni fà colonizzò il nostro amato Pianeta?

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