Autore: Gadgetblog.it

La prima applicazione per i Google Glass è molto interessante, anche se per certi versi fa davvero discutere: si chiama InSight e consente il riconoscimento delle persone attraverso l’analisi dei loro vestiti: come è possibile? Ce lo siamo chiesti anche noi, in realtà, visto che non tutti usano sempre con gli stessi colori né lo stesso abbigliamento: a nostro avviso, insomma, era impensabile che potesse esistere un programma del genere. E invece no: è possibile eccome, visto che il funzionamento di InSight è molto particolare.

Il sistema, infatti, crea uno spatiogram, nome che identifica la distribuzione di colori, texture e modelli in un determinato spazio; dopodiché, archivia i dati e li utilizza per il futuro, associando una determinata combinazione alle persone che si incontrano; il lavoro dell’applicazione, ovviamente, è in background: ciò significa che non rallenta né blocca il sistema. L’utilità di un programma del genere è alta, soprattutto per le forze dell’ordine e per chi lavora in determinati settori, quelli in cui il riconoscimento degli altri è indispensabile.

Efficiente al 93%, quindi piuttosto affidabile, InSight è il frutto del lavoro di alcuni studenti del North Carolina e sarà senz’altro fonte di ispirazione per chi ha acquistato i Google Glass a 1500 euro, al fine di realizzare progetti creativi e interessanti (sempre con la speranza che l’allarme privacy lanciato da The Guardian metta sul chivalà un bel po’ di cervelloni…).