Autore: Gadgetblog.it


Il viaggio dei Project Glass creati da Google continua attraverso una serie di anticipazioni e voci e soprattutto accompagnato da una serie di reazioni da parte del pubblico che contribuiscono a rendere questi dispositivi tra i più popolari nel mondo della tecnologia mobile, ancora prima della loro effettiva diffusione.

I Glass rappresentano perfettamente l’idea che la compagnia di Mountain View ha della tecnologia, o meglio, di come dovrebbe essere la tecnologia al giorno d’oggi, ovvero indossabile. Un altro perfetto esempio della direzione di pensiero di Big G è il progetto delle smart shoes che però non vedremo mai condotto ad un vero lancio nel mercato.

Sappiamo già bene quel che gli occhiali di Google ci permetteranno di fare: vivere i percorsi quotidiani attraverso la realtà aumentata e catturare immagini e video “on-the-go” senza il bisogno di interagire manualmente con un dispositivo.

Abbiamo avuto un chiaro assaggio dell’interfaccia, o almeno di come Google intende che sia, la quale privilegia semplicità di utilizzo e, ovviamente, immediatezza, tra scatti fotografici, registrazione video e informazioni in tempo reale. Grazie ad un team di sviluppatori della Duke University, poi, i Glass saranno anche in grado di riconoscere i nostri amici in mezzo ad una folla analizzando l’abbigliamento con l’app InSight.
Uno dei temi di discussione più importanti in materia dei Glass riguarda sicuramente i problemi che un simile dispositivo porta per la tutela della privacy. Qualcuno ha già pensato a come risolvere il problema. Il proprietario del locale 5 Point di Seattle, Dave Meiner, ha posto un ban preventivo dei Google Glass nel proprio bar.

Intanto, dopo la finta asta su eBay che ha raggiunto una cifra di 15000$ in poche ore, i Glass tornano a mostrarsi in un’altra opera fittizia di natura completamente diversa.

Su TheVerge, sotto l’esortazione di “Ok Glass, revise history”, troviamo una lunga serie di immagini con volti noti, di personaggi fittizi e reali, che grazie a photoshop indossano un paio degli occhiali di Google. Le immagini, splendidamente ritoccate ci mostrano volti come quelli di Lincoln, Kennedy, Che Guevara e lo sguardo penetrante della Ragazza Afgana. Oppure personaggi inventati come Jan Solo e le tre sorelle protagoniste della serie Downton Abbey. E sotto ancora tocca ad Obama, Churchill e Einstein.

Saranno i Project Glass in grado di cambiare la storia come queste diapositive vorrebbero mostrare oppure le problematiche ad essi associate ed il loro costo li renderanno una goccia nel mare della tecnologia consumer?

Via | TheVerge.com