L’inceneritore di Parma. La verità di Federico Pizzarotti

L’inceneritore di Parma. La verità di Federico Pizzarotti

Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

 

 L’inceneritore di Parma è stato il pezzo forte della campagna elettorale di Federico Pizzarotti. Cosa ne è di quella promessa, a distanza di qualche mese dalle elezioni? Con il vostro aiuto (nei titoli di coda il ringraziamento a coloro che hanno scelto di comparire tra i contributori), sono andato direttamente al Comune di Parma, mercoledì scorso, a chiederlo al sindaco. Un documento che potrà fungere da base di discussione per tutti quelli che desiderano approfondire l’argomento. Qui il video. Sotto, la trascrizione.

LA MIA VERITA’ SULL’INCENERITORE DI PARMA

 intervista a Federico Pizzarotti

 Claudio Messora: Federico Pizzarotti, il primo sindaco a 5 Stelle di un grande comune come Parma. Grandi onori, grande prestigio, grandi rogne.
Una campagna elettorale all’insegna di “col fischio che faremo l’inceneritore”, adesso però in giro si dice che questo inceneritore si farà, e quindi questo fatto ti viene addebitato: fai le promesse e elettorali e poi non le mantieni.

 Federico Pizzarotti: È come viene anche posta no? Perché giustamente da tutta Italia non possono conoscere la problematica della nostra città e del nostro inceneritore, del suo percorso, che arriva da molto lontano, da molto prima che ci fossimo noi, perché parte dal 2005 tutto l’iter. Quindi se potessi riassumerla non è con il fischio che noi lo faremo, ma con il fischio che noi lo vogliamo, perché il punto era che la costruzione era già iniziata nel 2010. Quando siamo arrivati al governo di questa città l’inceneritore era già al 70%, quindi la nostra battaglia e il nostro intento è il fermarlo, non è il farlo partire, perché era già partito.

La cittadinanza di Parma aveva già cercato di volersi esprimere nel non volere un impianto di questo tipo, c’era stato un coordinamento che aveva creato una richiesta di referendum, che poi era stata bocciata dall’allora Affari Istituzionali del comune di Parma. Quindi destra e sinistra, insieme, avevano detto che quel referendum non poteva essere accolto: già al tempo era stata negata la possibilità di esprimersi, cioè se l’impianto fosse o meno voluto dalla cittadinanza.

Il punto è questo, quindi: che cosa fare con un impianto, come dire, in questo stato di avanzamento di costruzione? Noi abbiamo seguito diverse strade.

Inizialmente abbiamo verificato quale fosse il percorso di affidamento dello smaltimento rifiuti di Parma e provincia, con Iren, con l’impianto di incenerimento che veniva messo a valle di tutto quello che è la raccolta dei rifiuti. I nostri tecnici si sono documentati circa la scadenza di affidamento che, dal nostro punto di vista, non era del dicembre 2014, ma dell’ottobre 2012. Dico il nostro punto di vista perché tanti altri enti si sono espressi con date diverse: l’organismo che doveva decidere ha detto che era giusto dicembre 2014, la Regione ha detto un’altra data ancora. Adesso grazie alla nostra inchiesta, grazie al nostro lavoro, è iniziato il percorso che porterà tutto il sistema rifiuti della provincia di Parma ad andare a gara con un bando europeo, e lì si potranno inserire dei criteri anche di merito sulla gestione dei rifiuti.

Un altro punto è vedere quale è stato l’iter autorizzativo di costruzione di questo impianto, perché ricordiamoci sempre che la magistratura, che ha indagato e con con cui noi abbiamo collaborato fornendo indicazioni e informazioni, ha già stabilito che al di là del non avere ritenuto di sequestrare l’impianto, che era la richiesta fatta dalla procura e per cui adesso siamo al terzo grado di giudizio, in cassazione, per appoggiare la richiesta di sequestro, comunque ha già espresso il fatto che vi sono stati dei gravi atti di corruzione e delle mancanze per quanto riguarda le gare di appalto della costruzione e di altri parti dell’impianto. Tutto nasceva quindi sotto un cappello di non chiarezza e sicuramente non trasparenza. Abbiamo approcciato tutto l’iter autorizzativo della costruzione, delle richieste, per vagliare se fosse tutto corretto.

Il terzo punto era questo. Avevamo avuto contatti con una azienda olandese che si occupa, nel mondo, di smontare e recuperare parti di questi impianti, per poi rivenderli e riconvertirli in altri impianti. Serviva ovviamente una collaborazione tra l’azienda che doveva cedere e smontare l’impianto e questa azienda olandese. Questa collaborazione non c’è stata. La risposta è stata: "Se volete ci presentate un vostro piano e poi lo valuteremo”. Ma per costruire un piano di questa entità e che implichi questi costi serve un fitto lavoro di collaborazione. Evidentemente la disponibilità non c’era.

Quindi non mi sento di dire che sono state promesse disattese, perché il nostro impegno c’è, c’è tutti i giorni e ci sarà, perché quando partirà il punto è che ci sono sempre le emissioni da verificare, ricordiamocene. Questo sì che lo può fare il sindaco. Nel momento in cui c’è uno sforamento, quindi un pericolo per la salute, il sindaco, come massima autorità sanitaria comunale, può bloccare un impianto di questo tipo come è già avvenuto per altri impianti simili in Italia che hanno sforato le emissioni,. Però si può agire lì, non c’è adesso un’altra forma.

Arrivano molti attacchi, da qualsiasi testata nazionale di informazione, da esimi Onorevoli che smaniano per dare un’opinione, forse per ripulirsi da quello che hanno fatto loro negli anni. Perché ricordiamo che questo impianto è stato voluto sia dalla destra che dalla sinistra, che hanno mandato avanti l’iter di costruzione mentre c’erano già associazioni che dicevano: "Ripensiamoci, cerchiamo di fare un modello alternativo". Queste associazioni presentavano proposte concrete su quale potesse essere un modo diverso di gestire i rifiuti. Inizialmente le risposte erano: "Non è applicabile, voi ci state vendendo il mondo dei sogni". Ma il Comune e la Provincia di Reggio Emilia, per fare un esempio, hanno dismesso, perché a fine vita, il loro inceneritore, e stanno andando verso questo tipo di impianti di trattamento, quindi vuole dire che la possibilità c’è, è sempre una questione di volontà. Sentirmi dire che noi abbiamo disatteso le promesse, quando il nostro impegno è questo, cioè portare avanti una battaglia anche culturale per fare capire che impianti di trattamento di questo tipo sono sbagliati, perché non riusano, non riciclano correttamente le risorse che potrebbero essere riutilizzate, perché in un pianeta finito non possiamo pensare che bruciare materie prime sia qualche cosa che porti giovamento a qualcuno… Non regge dal punto di vista economico, perché si basa su tanti incentivi statali, senza i quali economicamente le tariffe aumenterebbero ancora di più: non dà vantaggi ai cittadini.

C’era stato venduto che avendo l’inceneritore si sarebbero abbassate le tariffe, mentre abbiamo già dimostrato più volte, e lo dimostra il piano economico finanziario, che il livello di costo alla tonnellata rimarrà lo stesso, quindi senza vantaggi. Ci sono altri inceneritori in Italia, fatti in precedenza, con la stessa logica di un grande tonnellaggio, che importano rifiuti perché non riescono a mantenersi in piedi dal punto di vista economico. Dal punto di vista della salute, l’Emilia Romagna è una delle regioni più inquinate al mondo. Tutti avrete visto le immagini in cui è in rosso tutta la Pianura Padana, a causa della sua conformazione geografica ma anche perché abbiamo 8 inceneritori in una regione così piccola e abbiamo la Via Emilia. Una serie di situazioni fortemente inquinanti, insomma: noi non vogliamo aggiungere qualche cosa a questo quadro. Penso che sarebbe fortemente sbagliato.
Perché non arrivano gli stessi attacchi per chi ha fatto cadere giunte, con persone arrestate, per chi non ha saputo gestire i soldi dei cittadini? Ci accusano solo perché combattiamo per una cosa che è ovviamente molto grande, perché sottende a dei poteri economici e anche a un modello di sviluppo, ma io penso che noi abbiamo veramente la coscienza pulita.

 Claudio Messora: Ho letto la ricostruzione che voi state pubblicando in questi giorni, e si parla della Provincia. Era una materia cioè di competenza della provincia? Mi sembra di aver capito che la Provincia non è stata molto collaborativa nei vostri confronti.

 Federico Pizzarotti: Il piano di gestione rifiuti, quando partì, era di ambito provinciale. E il Presidente della società che gestiva il piano dei rifiuti, in passato, era il sindaco del comune di Parma. Non il sindaco arrestato, ma quello prima, quindi di area centrodestra. Quindi avevamo l’area centrosinistra (la provincia, che voleva questo tipo di impianto) e il centrodestra, il sindaco passato, che lo avallava completamente. Si trattava di un sistema coeso nel volere fare questo tipo di impianto.

 Claudio Messora: Però se non mi sbaglio, da questa ricostruzione emergerebbe che a gennaio dell’anno scorso la vecchia giunta comunale si era opposta alla riapertura del cantiere del termovalorizzatore, che era stato chiuso per via di alcuni esposti. Me lo confermi, vero?

 Federico Pizzarotti: Sì perché secondo il Comune c’era un abuso nella costruzione dell’impianto. Quindi c’era stata una sospensione, una chiusura dei cantieri in conseguenza della quale erano tutti sollevati per la possibilità di poterlo ridiscutere. C’era solo la parte in cemento, non c’erano ancora gli impianti veri e propri, quindi tutto poteva essere ancora fatto. Nessuno vuole demonizzare l’azienda: noi vogliamo solo un impianto diverso. Il nostro messaggio è che noi vogliamo un trattamento che non bruci i rifiuti. Quindi in quel momento l’impianto era chiuso.

Poi cadde la giunta, ma nel frattempo il Comune non si era fatto parte diligente nel controbattere al successivo giudizio del Tar, che dava nuovamente il via ai lavori. Nella memoria che era stata depositata per giustificare la sospensione, dai documenti sparirono delle parti che potevano confermare la validità della decisione, ovvero che la richiesta non era stata fatta solo per mere ragioni di opposizione politica.

 Claudio Messora: Un atto quindi, presumibilmente, di sabotaggio?

 Il resto della trascrizione sarà disponibile a breve. Nel frattempo, è possibile guardare il video.

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2 thoughts on “L’inceneritore di Parma. La verità di Federico Pizzarotti

  1. ”(AGI) – Parma, 13 lug. – Per ora e’ una promessa, ma lui assicura che lo fara': Federico Pizzarotti, il 39enne sindaco grillino di Parma, ha annunciato stamattina nel corso dell’abituale incontro con la stampa del venerdi’, che l’amministrazione “sta lavorando per arrivare alla riduzione del 10% di stipendio di sindaco e vice presidente del consiglio”. Pizzarotti ha aggiunto che e’ anche al vaglio della giunta “un nuovo regolamento per i rimborsi di spesa della giunta”. E anche i consiglieri di Maggioranza starebbero pensando di ridurre il loro gettone di presenza di un 10%.
    L’obiettivo primario di Pizzarotti e’ il risparmio, parola sempre attuale in un Comune che ha centinaia di milioni di debiti: e il sindaco e’ deciso a dare per primo il buon esempio. (AGI) Pr1/Ari”
    http://www.agi.it/bologna/notizie/201207131502-cro-rt10129-comune_parma_pizzarotti_tagliero_il_mio_stipendio_del_10

    ”Per come era stata riportata ieri, la notizia aveva dell’incredibile: “A Parma il sindaco grillino aumenta i rimborsi agli amministratori”. Possibile? Federico Pizzarotti, il primo sindaco di un comune importante eletto dal Movimento 5 Stelle, si è già rimangiato tutto quello di cui il suo partito si è fatto portavoce? E infatti giornali come Libero si sono subito fiondati al grido di “Che fine hanno fatto i proclami anti-Casta dei M5S? 15mila euro in più d’indennità per le missioni di assessori e amministratori”. Ora, a parte il fatto che anche in un comune disastrato come quello di Parma 15mila euro sono davvero bruscolini, il fatto è che le cose non stanno così. A spiegarlo è stato lo stesso sindaco:
    “La delibera passata il 28 giugno scorso, e a firma del delegato al Bilancio assessore Gino Capelli , altro non è che il budget massimo di spesa, semestrale, per il rimborso spese degli assessori. Nel 2011, tale fondo messo a bilancio, consisteva in 30 mila euro annuali. È dunque insensato sostenere che la Giunta abbia aumentato le indennità relative agli assessori, per due motivi principali: il primo è che abbiamo mantenuto il fondo già esistente, dividendolo in due semestralità, e il secondo è che, essendo un budget di massima spesa, non necessariamente verrà utilizzato nella sua totalità”.
    Non solo si tratta di un tetto massimo di spesa, ma non è stato neanche aumentato. Va bene criticare il Movimento di Grillo e sottolineare le difficoltà di Pizzarotti, ma la notizia circolata ieri era una semplice bufala. Non solo, il sindaco ha appena annunciato di essersi tagliato lo stipendio e aver decurtato il valore del gettone di presenza:
    Tagli del 10% allo stipendio del sindaco, del vicesindaco e del presidente del consiglio comunale. E la stessa cifra verrà decurtata dai gettoni di presenza. Lo annuncia Federico Pizzarotti nella consueta conferenza stampa settimanale, dopo le polemiche su 15mila euro stanziati con una delibera per rimborsi e indennità dei membri della Giunta
    Altra mossa in pieno stile grillino: il comune di Parma sta cercando di vendere le sue auto blu. I “siluri” lanciati sulla giunta a Cinque Stelle questa volta hanno mancato il bersaglio.”
    http://www.polisblog.it/post/16799/pizzarotti-rimborso-assessori

    Che ne pensate?
    No, lui di stipendio prende 2500 euro e ora se l’è ridotto.

  2. Vince l’ambientalismo a Parma e da La7 alla RAI stentano a capire la vittoria dell’immacolato candidato Federico Pizzarotti da oggi neo sindaco di Parma. Le percentuali del ballottaggio che designano Pizzarotti neo sindaco di Parma parlano chiaro: 60% contro il 40% di Vincenzo Bernazzoli sostenuto da Pd, Idv, Parma Che Cambia, Altra Politica, Lista Civica Pensionati e Consumatori e Parma Progressista e che aveva apertamente dichiarato che l’inceneritore già costruito a Parma, nel triangolo del polo agroalimentare di qualità fatto di prosciutti e formaggi avrebbe aperto i battenti e bruciato i rifiuti.
    I parmigiani hanno sempre mal digerito questa imposizione squisitamente politica e dunque hanno deciso di affidare le sorti della loro città al giovane e immacolato politicamente Federico Pizzarotti. E ecco che nel Movimento 5 stelle hanno trovato la loro rappresentazione i cui simboli rappresentano: acqua pubblica, ambiente pulito, mobilità sostenibile, wi-fii per tutti e sviluppo sostenibile.

    Desidero ringraziare personalmente quanti hanno sostenuto in queste amministrative il movimento 5 stelle, GRAZIE MILLE !!!

    Tornando alla domanda: Che dite, come commenterà morfeo napolitano la nostra vittoria ?
    @ Luigiantonio
    ma che caxxo dici ????
    1) Quei voti non sono nè di destra nè di sinistra, sono di cittadini che vogliono cambiare in positivo il paese, perciò voi avete perso e noi abbiamo vinto.
    2) Pizzarotti non ha MAI detto che non riconosce Grillo, ha detto che i cittadini hanno votato Pizzarotti, non Grillo perciò smettila di scrivere fesserie e di fare, cosa ancora più sgradevole, disinformazione;

    Ma lo volete capire che in ogni comune c’è MINIMO un consigliere comunale di 5 stelle ??? NOI ABBIAMO REALMENTE VINTO, voi è grasso che cola se avete vinto in quei comuni, e state attenti perché nel 2013 saranno caxxi amari per voi di sinistra e di destra !!!!
    STATE IN CAMPANA, NEL 2013 SAREMO IN PARLAMENTO !!!!!

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