No ad un decreto sulla SEN. FREE si appella a Napolitano


Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Clini e Passera hanno firmato il decreto interministeriale che chiude la procedura sulla Strategia Energetica Nazionale. Il Coordinamento delle Associazioni delle Fonti Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica chiede al Presidente della Repubblica di intervenire per porre rimedio a questo atto “scorretto” da parte dei ministri del Governo Monti.

Avevamo segnalato come la Strategia Energetica Nazionale stesse per diventare un decreto interministeriale tra Sviluppo economico e Ambiente (Qualenergia.it) e di come le associazioni ambientaliste, Greenpeace, Legambiente e WWF, avessero stigmatizzato tale decisione, per un atto di programmazione, come un vero e proprio colpo di mano da parte di un governo in carica solo per gli affari correnti.

Oggi rincara la dose il Coordinamento delle Associazioni attive nelle Fonti Rinnovabili e nell’Efficienza Energetica (Coordinamento FREE) che con un comunicato (pdf) chiede addirittura a Napolitano di intervenire. Segue comunicato FREE:

 

APPELLO A NAPOLITANO

Lo scorso 8 Marzo i ministri Clini e Passera hanno firmato il decreto interministeriale che chiude la procedura sulla Strategia Energetica Nazionale, atto definito come strumento di programmazione e indirizzo.

Un atto ingiustificato non solo per i suoi contenuti (non sono stati tenuti in debita considerazione gli innumerevoli commenti emersi in sede di consultazione), ma anche per la forma, venendo da ministri tecnici di un governo in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, senza il previsto preventivo passaggio parlamentare (come è avvenuto per altri provvedimenti), senza l’approvazione da parte del CIPE (atto dovuto per uno strumento di programmazione), addirittura privo di una formale approvazione da parte del Consiglio dei ministri. Oltre tutto a elezioni svolte, cioè a pochi giorni dall’inizio della consultazioni per la costituzione di un governo retto dai voti di un Parlamento appena legittimato dal suffragio popolare.

Di fronte a questa manifestazione di dispregio del corretto funzionamento delle procedure democratiche, il Coordinamento fra Associazioni attive nelle Fonti Rinnovabili e nell’Efficienza Energetica (Coordinamento FREE) fa appello alla sensibilità istituzionale del Presidente della Repubblica, affinché intervenga per porre rimedio a questa incresciosa situazione.

Coordinamento Associazioni Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica – FREE

6 thoughts on “No ad un decreto sulla SEN. FREE si appella a Napolitano

  1. Samso, in 10 anni dagli sprechi alla rivoluzione verde.
    CO2 ridotta del 140 per cento con e fonti rinnovabili

    L’isola che c’è. Verde, sostenibile al 100%, indipendente dal punto di vista energetico, a emissioni zero. Samso, un lembo di terra a due ore di traghetto da Copenhagen, è diventata in dieci anni un esempio di rivoluzione ecologica. Nelle case immerse nel verde il frigorifero, la tv e tutti gli elettrodomestici sono alimentati con l’energia del vento e il riscaldamento va con il sole o con caldaie a trucioli di legno o paglia. Un bel cambiamento per questa minuscola isola bagnata dal Kattegat (il tratto di mare che separa la penisola danese dalla Svezia) che fino a dieci anni fa si riscaldava a nafta e importava il 100% dell’elettricità dalla terra ferma. Oggi i suoi 4400 abitanti producono più energia di quella che consumano. E grazie alle fonti rinnovabili che coprono la totalità dei loro bisogni elettrici e il 70% di quelli termici hanno ridotto del 140% le emissioni di CO2 a un costo di 15 mila euro per abitante. Tutto comincia nel 1997 quando il governo del Regno di Danimarca si dà un obiettivo ambizioso: aumentare la produzione di energie rinnovabili fino a coprire il 35% del fabbisogno energetico del Paese entro il 2030. E cerca un luogo dove sperimentare, un laboratorio in miniatura di sostenibilità. La scelta cade su Samso, un’isola dedicata all’agricoltura e all’allevamento, probabilmente destinata al declino: i giovani in cerca di futuro sono costretti ad abbandonare famiglia e isola solo per andare alle superiori e poi nella maggior parte dei casi non rientrano più. In quelle condizioni la sfida del governo di fare di Samso la «prima isola danese dell’energia rinnovabile» non è scontata. La municipalità è presa alla sprovvista, gli abitanti sono scettici. Ma c’è qualcuno che ci crede, Soren Hermansen. Nato da una famiglia di agricoltori Hermansen, abbandona l’isola a 16 anni per andare a studiare. Dopo diverse esperienze all’estero (fino in Nuova Zelanda) all’insegna dell’agricoltura bio rientra a Samso con una laurea in ecologia e la volontà di promuovere i temi ambientali. Allora quarantenne si candida subito ed è il primo impiegato del progetto del governo. E gli altri? «Scuotevano la testa, erano scettici — spiega Hermansen, intervenuto a Milano all’assemblea di Assocasa, associazione detergenti e specialità per l’industria e la casa —. Non riusciremo mai, dicevano i miei conterranei, siamo troppo pochi». Lui non si dà per vinto, organizza riunioni su riunioni, non si scoraggia davanti al conservatorismo delle persone che alle sue sollecitazioni rispondono: «Non siamo hippy». L’ex agricoltore sa come convincere i suoi conterranei, con l’arma del risparmio. L’utilizzo dell’energia rinnovabile, spiega a tutti, cifre alla mano, è più conveniente (grazie anche a un piccolo sussidio governativo). E a poco a poco anche i più riottosi cambiano idea. Tanto che oltre oltre a un impianto offshore di 10 pale eoliche (a cui se ne aggiungono altri sulla terra ferma) e a un sistema di 2500 metri quadrati di pannelli solari nel Nord dell’isola (oltre a tre altre centrali) molti proprietari, di loro iniziativa, hanno sostituito le caldaie a olio combustibile con pompe di calore geotermiche, pannelli solari e stufe alimentate con segatura e pellet. «Siamo riusciti a coinvolgere tutti, imprenditori e contadini, persino le banche» dice Hermansen, oggi direttore della Energy Academy, una struttura (sostenibile al 100%), inaugurata nel 2006, come punto di riferimento per aziende, università e politici interessati all’esperienza dell’isola. E fonte di informazione e consulenza per gli abitanti «e i turisti, sempre più numerosi» (la Sardegna ha in corso una collaborazione con l’Accademia e qualche richiesta è arrivata anche da Puglia e Sicilia). Hermansen che passa almeno quattro mesi all’anno in giro per il mondo a raccontare di Samso (il settimanale Time l’ha inserito nella sua classifica 2008 degli «eroi per l’ambiente») non siede sugli allori. «Avevamo come target anche un risparmio di energia del 20% ma siamo arrivati solo al 10%». La sua spina sul fianco poi, sono i trasporti. «Io ho una macchina elettrica, ma solo per i piccoli spostamenti. Sarà la sfida dei prossimi anni: camion e auto alimentati dall’idrogeno generato dalle turbine eoliche» dice orgoglioso confidando nei progressi dell’industria dell’auto.

    Cosa ne pensate?

  2. insomma…
    tutti sappiamo che il petrolio finirà
    allora perché ci si fa tanto affidamento?
    è come buttarsi da un burrone e sperare che quando si cadrà non ci si faccia male
    quando all’improvviso nn ci sarà più ci sarà un blocco totale
    sempre meglio affidarsi all’acqua, sole, vento, geotermia eccetera che gettarsi
    comunque…
    come ultima cosa l’Italia vuole costruire centrali nucleari…

    vi ricordo che l’Italia è una paese sismici…
    poi per le centrali ci vogliono tempo e soldi
    mentre per gli impianti a energia rinnovabile meno… (sotto l’aspetto economici… è ovvio che per mettere un pannello solare ci vuole meno tempo)
    rispondete e…

    commentate!

  3. in modo dispregiativo, con chiaro riferimento alla m. è molto poco lusinghiero per la m. stessa, sapendo che la m. può essere molto utile come fonte energetica rinnovabile (biomasse) e in agricoltura come fertilizzante?
    secondo voi berlusconi con tutta quella plastica, potrebbe essere utilizzato come fertilizzante o come fonte di energia pulita?

  4. Vorrei capire come si fa una qualsiasi richiesta al comune…
    Vorrei chiedere, ad esempio,di fare qualcosa per l’ambiente..qui facciamo la raccolta differenziata (almeno io la faccio), ma vorrei chiedere di aprire un isola ecologica per gli ingombranti, i raee(rifiuti e apparecchiature elettriche ed elettroniche) e gli scarti di muratura, installare qualche fonte rinnovabile ecc..

    Fatemi sapere perchè è da un po’ che mi chiedo come si fa a farsi sentire…

    Comunque sono di Casalnuovo di Napoli, piccolo paese una volta famoso per l’industria tessile, oggi più per le voragini che si aprono nell’asfalto e per l’abusivismo edilizio…

    Grazie.

  5. Secondo te andrebbero tagliati
    1 – per il lungo?
    2 – per traverso?
    e cosa facciamo della metà che avanza?
    Staderoli: non puoi darli da mangiare ai maiali. Quando facevo consulenza al Consorzio del Prosciutto di San Daniele ho imparato che ai maiali non devi dar da mangiare scarti velenosi.

  6. inoltre, se ad appellare è l’imputato, è presente anche il pm all’appello?
    Scusa carlito, nell’altra mia domanda dicevi che il PM non è presente, ma vi è il procuratore generale… Inoltre durante l’appello ci sarà anche la parte lesa con l’avv di parte civile, o no?

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