Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Pubblicato il nuovo documento di Strategia Energetica Nazionale che i ministri Passera e Clini hanno approvato con un Decreto Interministeriale, nonostante le critiche di molti. Accolti alcuni contributi rispetto alla bozza di ottobre, ma resta un documento che non punta alla decarbonizzazione del sistema energetico italiano.

Riduzione dei costi energetici, pieno raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi europei in materia ambientale, maggiore sicurezza di approvvigionamento e sviluppo industriale del settore energia. Questi sarebbero i quattro obiettivi principali indicati nel nuovo documento di Strategia Energetica Nazionale – SEN (pdf) di 139 pagine che i ministri Corrado Passera e Corrado Clini hanno approvato con un Decreto Interministeriale. Nei giorni scorsi si sono sprecate le critiche da parte di ambientalisti, associazioni e operatori del settore energetico che reputano questo atto illegale, perché emanato da ministri di un Governo in esercizio solo per l’ordinaria amministrazione. Un documento di programmazione sull’energia del paese, sebbene in forma di decreto, che ha una chiara valenza politica e di certo si identifica come un atto di carattere straordinario.

Il comunicato del Ministero dello Sviluppo Economico ci tiene a precisare che sono stati recepiti diversi contributi e, rispetto al documento posto in consultazione ad ottobre, quelli più rilevanti vengono elencati tra i seguenti:

  • Una maggiore esplicitazione delle strategie di lunghissimo periodo (fino al 2050), in coerenza con la Roadmap di decarbonizzazione europea, e delle scelte di fondo per la Ricerca e Sviluppo
  • Una quantificazione dei costi e benefici economici della strategia per il Sistema, in particolare per i settori elettrico e gas
  • Una definizione più precisa delle Infrastrutture Strategiche gas, con particolare riferimento al dimensionamento di nuovi impianti di stoccaggio e di rigassificazione, con garanzia di copertura costi in tariffa, necessari per garantire l’allineamento strutturale dei prezzi gas a quelli UE e a fare fronte alle accresciute esigenze di sicurezza delle forniture (in uno scenario geopolitico sempre più complesso)
  • Una più precisa descrizione delle misure di accompagnamento alla cosiddetta grid parity delle Rinnovabili elettriche (segnatamente del Fotovoltaico), una volta terminato il sistema incentivante attuale
  • Una migliore definizione degli strumenti previsti per accelerare i miglioramenti nel campo dell’efficienza energetica (es. certificati bianchi, PA, standard obbligatori, certificazione)
  • Una più chiara definizione dei possibili miglioramenti della governance del settore.

Ma il senso della SEN non cambia molto rispetto alla versione di ottobre. Leggendo la presentazione sintetica della nuova SEN (pdf) e il comunicato stampa ministeriale percipiamo un approccio di ‘un colpo al cerchio e una alla botte’. Una strategia che continua a ritenere che la sostenibilità sia solo una questione economica e che pensa solo ad “una graduale integrazione della produzione rinnovabile“.

La potremmo leggere allora come il classico tentativo di controllare l’impetuosa crescita delle fonti di energia pulita in un sistema che punterà, secondo gli estensori del documento, ad essere caratterizzato da uno “sviluppo sostenibile della produzione nazionale di idrocarburi” e a diventare “il principale hub sud-europeo del gas”. Una classica tattica dilatoria nei confronti del cambiamento in atto nel sistema energetico e verso quella vera transizione energetica per la quale si richiedono ora altre mentalità e visioni.