Lasciate che sia la politica a finire Berlusconi

Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

Silvio Berlusconi Magistratura PCI

 di Paolo Becchi

 Berlusconi è ancora in ospedale. Malato vero o immaginario? La Procura di Milano non gli crede, i militanti del suo partito gridano alla persecuzione giudiziaria. Cosa sta accadendo? Il tema, lo confesso, mi è caro: è un tipico caso di fine-vita, di «morte cerebrale». Chi era dato per morto, in realtà, era solo in stato vegetativo persistente e, con le elezioni, abbiamo assistito ad un mezzo miracolo: il paziente si è risvegliato e, se non ha ripreso il vigore di un tempo, è di nuovo in grado di parlare. I medici curanti, che ai miracoli non credono, vorrebbero fargli tirare definitivamente le cuoia, ma lui si impunta e resiste con l’aiuto dei parenti. Mentre tutti gli altri, tenendo conto dei costi sociali per il mantenimento di malati simili, sarebbero pronti a sottoscrivere domani il certificato di morte. Fortuna vuole che il capo del reparto non ha deciso di avvallare questa opera di eutanasia e cosi il paziente può continuare a vivere.

 Questa storia di vita d’ospedale, in realtà, è la metafora di quanto accaduto in questi giorni. I giudici di Milano stanno tentando di “staccare la spina” a Berlusconi, mentre lui ancora si batte e denunzia un «uso della giustizia a fini di lotta politica». Berlusconi sente la sua fine vicina: sa che, con una convergenza di Pd e MoVimento 5 Stelle sull’eventuale richiesta di autorizzazione da parte della magistratura, rischierebbe, questa volta davvero, l’arresto. Vito Crimi, capogruppo al Senato del MoVimento 5 Stelle, ha considerato la questione dell’autorizzazione «una domanda retorica, la risposta è sì. Ovviamente!». Il Pd non ha esitato a schierarsi in coda: «Se in Parlamento arrivasse una richiesta di arresto per Silvio Berlusconi e gli atti fossero corretti e fondati, il Pd non avrebbe alcuna preclusione a dire sì».

 Stiamo attenti, però. Tutti sanno che, per un anno intero, ho criticato duramente l’operato del Presidente della Repubblica: non ho esitato a ritenerlo responsabile del “colpo di Stato” di Mario Monti, l’ho attaccato apertamente accusandolo di aver violato la Costituzione, ne ho denunciato le segrete aspirazioni e le manovre di Palazzo. Ma a Re Giorgio, in questi ultimi giorni del suo mandato, occorre concedere l’onore delle armi. Qualche settimana fa, in Germania, ha difeso apertamente il nostro Paese, con coraggio, contro i commenti di Peer Steinbrueck, il quale aveva dichiarato «Sono inorridito dalla vittoria di due clown nelle elezioni italiane». Ebbene Napolitano (che certo non si sarà compiaciuto della vittoria di Grillo e del recupero di Berlusconi) si è rifiutato di incontrare Steinbrueck, giudicando le sue «parole fuori luogo o peggio, non ci sono le condizioni di un incontro. Rispettiamo la Germania, ma l’Italia esige rispetto».

 Ieri il Capo dello Stato ci ha dato un’altra lezione. Il suo comunicato sulla vicenda che sta opponendo Pdl e magistratura è un esempio di rispetto delle istituzioni e dei princìpi della Costituzione. Dopo aver incontrato i rappresentanti del Pdl, Napolitano ha riaffermato la necessità del «ristabilimento di un clima corretto e costruttivo nei rapporti tra giustizia e politica». Da vero Capo dello Stato, da vero garante della Costituzione, Napolitano ha avvertito i pericoli di quanto sta accadendo, ed ha ricordato la necessità di evitare nei limiti del possibile «interferenze tra vicende processuali e vicende politiche». Per questa ragione Napolitano ha ritenuto «comprensibile la preoccupazione dello schieramento che è risultato secondo, a breve distanza dal primo, nelle elezioni del 24 febbraio, di veder garantito che il suo leader possa partecipare adeguatamente alla complessa fase politico-istituzionale già in pieno svolgimento, che si proietterà fino alla seconda metà del prossimo mese di aprile». Il Presidente ha, poi, ricordato come sarebbe «aberrante» l’ipotesi «di manovre tendenti a mettere fuori giuoco – per via giudiziaria come con inammissibile sospetto si tende ad affermare – uno dei protagonisti del confronto democratico e parlamentare nazionale».

 Sono parole di condanna alla manifestazione inscenata dal Pdl presso l’aula del Tribunale di Milano. Sono, però, dure parole anche contro il tentativo di eliminare, per via giudiziaria, un avversario politico. Berlusconi va battuto politicamente, e non attraverso scorciatoie giudiziarie. L’uso politico della giustizia è un segno di debolezza: sia per le gli avversari politici di Berlusconi, che si dimostrano incapaci di sconfiggerlo sul loro piano, sul piano della lotta politica, sia per la democrazia, perché le derive giustizialiste non sono che l’altra faccia di quei poteri forti ed elitari che mirano, da tempo, a sostituirsi alla politica. Per questa ragione, il MoVimento 5 Stelle dovrà dimostrarsi forte abbastanza, sul piano politico, per non farsi risucchiare dal vortice giustizialista.

 Il potere giudiziario, in Italia, fa leva da tempo sulla debolezza politica per costruirsi come potere autoreferenziale, come un «governo dei giudici». Potere, quest’ultimo, che è debordato a causa di una sorta di patto istituzionale con il PCI (e poi Pds, Ds, ed ora Pd) la cui origine risale agli anni settanta. Il MoVimento non deve lasciarsi catturare da questa logica: deve, invece, aspirare alla guida del Paese con un proprio governo. Abbiamo bisogno di un Governo politico del MoVimento, e non del Governo dei giudici. Berlusconi va vinto a viso aperto sul campo della battaglia politica, non nelle aule dei tribunali.

Paolo Becchi


5 thoughts on “Lasciate che sia la politica a finire Berlusconi

  1. io non ho parole
    ma la gente nn vede nn sente nn legge tutte queste skifezze?
    una persona di 75 anni presidente del consiglio di uno stato cm l’italia ke è in rovine e lui fa feste e festini cn ragazze di 50-60 anni in meno a lui
    cn tutto ke ci sn intercettazioni skiaccianti e prove cm fa anke il piu’ berlusconiano incallito a credere e identificarsi in un tipo cm lui
    anke se fossi ricco nn mi riuscirei proprio a identificare in una persona moralmente disgustosa cm silvio berlusconi
    ho 24 anni sn un bel ragazzo e amo le donne piu’ di lui ma arrivare a cadere cosi’ in basso nn lo so
    è un’offesa a tutti gli onesti cittadini quelli fortunati ad avere un lavoro ad alzarsi alle 6 per andare a lavorare e prendere 1200 euro al mese
    è un’offesa a tutte le belle ragazze ke per avere uno spazio in politica o in tv e fare un po di soldi sono costrette a seviziare persone di 75 anni
    è un’offesa a ogni persona ke nn sia una bestia
    ma dv sn finiti il pudore il rispetto e tant’altro?
    ke esempio si da ai giovani figli di famiglie normali?ke se nn sn belle ragazze nn hanno speranza di poter trovare un lavoro soddsfacente?o ke se nn sn figli di sindaci cm alemanno o figli di caste chiuse cm notai imprenditori politici nn hanno speranza di una vita degna?
    MA LA VOGLIAMO FINIRE?
    VOGLIO SENTIRE PROPRIO I PARERI DEI BERLUSCONIANI doPO TUTTO QUESTO……
    per vivienne e tutti gli altri per berlusconi soprattutto per le ragazze cm lei:
    se volete prostituirvi voi nn è detto ke lo debbano fare tutte le ragazze cn dei valori per ambire a una posizione di rispetto
    per i ragazzi berlusconiani vorrei dire:
    se nn siete figli di papà o avete già il posto di lavoro nel cassetto allora vuol dire ke siete proprio dei babbei bambocci

  2. daco sparire e lassciare un buco economico ENORME nel comune che l’ha sostenuto x anni? come può lasciare una città senza i minimi servizi perchè i soldi sono andati a finire in stipendi di PLATINO a funzionari vari? la politica non c’entra niente con un minimo di morale????????
    la prima risposta datami e che ho letto stamani ora non c’è più:l’ha cancellato l’utente che l’ha scritta o…chi????

  3. Solo al pensiero rimango annichilita.Niente di particolare se penso alle negazione di alcuni fatti ed altro ! Voi che ne pensate?
    Domanda per recuperare maggiore chiarezza.

  4. Il ministro Maria Stella Gelmini, noto difensore del crocifisso in classe, si sposera’ con rito civile con un imprenditore divorziato, attendendo un figlio da lui. Ospiti domani al matrimonio Silvio Berlusconi, Letta, Bondi e Bonaiuti.

    Qualcosa non mi torna, a Voi?
    Stellina, NON sono Cattolico. E non tutti gli italiani lo sono.
    «Nel nostro paese la religione cattolica non può essere paragonata alle altre religioni. Ha una valenza maggiore, è praticata dalla stragrande maggioranza della popolazione e ha un passato attualissimo. Non la si può mettere sullo stesso piano delle altre religioni, che vanno comunque rispettate.»
    Mariastella Gelmini
    «Ho buoni rapporti con Formigoni, ho una formazione cattolica, ho molti punti di contatto con Cl». M.S.Gelmini.

  5. molti utenti di sinistra lo accusano di essere un infiltrato, un mistificatore al soldo di berlusconi, una creazione artificiosa che ha il solo scopo di minare il partito democratico e con esso l intera sinistra italiana… ma perché spremersi fino all emicrania le meningi quando è sufficiente rammentare il percorso politico del pd nell ultimo anno per avanzare l idea che questo non abbia alcunché di sinistra e in conseguenza che non ci sia alcuna contraddizione tra le ambizioni del renzi e ciò che oggi si considera la sinistra italiana ?

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