Autore: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

Gita di Classe Parlamento Movimento Cinque Stelle

 Cari ragazzi del Movimento Cinque Stelle. Siete sbarcati in Parlamento in 163. Lo avete fatto per cambiare il Paese. La gente vi ci ha mandato. E’ stato un momento entusiasmante, di quelli che poi le pagine di storia tramandano nelle classi, a futura memoria, perché non era mai successo prima. Almeno otto milioni e mezzo di persone hanno atteso il vostro ingresso alla Camera e al Senato con trepidazione. E una parte degli altri vi stanno comunque guardando con speranza. La speranza di essersi sbagliati, su di voi. La speranza che, in ogni caso, qualcosa di buono uscirà da questo impasse istituzionale. L’ardente desiderio che dal cappello salti fuori qualcosa, non un coniglio, non un piccione: magari una magia. E questo Paese ricominci a volare.

 Sì, perché qui la posta in gioco è immensa. Questo è lo Stato che ha ratificato il Fiscal Compact. Lo Stato che si ritrova con un Fondo Salva Stati che impone a qualunque governo, indipendentemente dai risultati elettorali, di consegnare a una organizzazione privata l’ammontare in miliardi richiesto, senza battere ciglio. Lo Stato dell’austerity, del colpo di Stato sobrio, quello che ha peggiorato tutti i fondamentali. Lo Stato dei lavoratori che vengono licenziati, degli imprenditori che si suicidano, lo Stato della trattativa Stato-Mafia, del conflitto di interessi esteso a norma. Lo Stato delle ingerenze vaticane, americane, della Troika… devo continuare?

 Il compito che vi attende è gigantesco. Allora, vedete, non che non vadano bene, ma certe cose che fate e che dite, come se tutto si riducesse all’amministrazione di un piccolo comune di periferia, in questo contesto dovrebbero essere ricalibrate. E’ bello che andiate in Parlamento in bicicletta, ma gli italiani non arrivanno alla fine del mese, e tutto sommato la gita in bicicletta è una cosa simpatica, ma non dà l’impressione di essere risolutiva. E’ abbastanza irrituale che vi presentiate di fronte ai dipendenti della Camera e del Senato e, mentre vi accolgono per regolare le procedure di inizio mandato, qualcuno di voi si lasci sfuggire che sono in troppi lì dentro, e che magari qualcuno è un mangiapane a tradimento. D’accordo, anche quelli sono tagli che si potrebbero fare, ma forse conta di più avere un certo stile, un po’ di classe, e forse anche un tantino di rispetto nei confronti di quelli che comunque, fino a prova contraria, sono dei lavoratori anche loro. E non sono sicuro che tutti, là fuori, la vedano come una grande prova di coerenza. Siamo d’accordo che la plastica inquina, ma ecco.. diciamo che incentrare tutta la comunicazione sui bicchierini usa e getta con i nomi scritti a pennarello, come alle feste di compleanno, magari non è la strategia migliore per comunicare al Paese, questo benedetto Paese che voleva un ricambio di classe dirigente e che si aspetta soluzioni, che voi siete gli uomini giusti per dargliele. E certo, certo che le procedure parlamentari si potrebbero ottimizzare, ma non vogliatemene: in un momento in cui rischiamo di non avere un Governo, giacché non riusciamo per il momento neppure ad esprimere presidenti e vicepresidenti di Camera e Senato, mentre il mondo intorno crolla e gli italiani assistono increduli a una giostra che gira, con la fottuta paura che la gente si diverta a passare da un cavalluccio all’altro e basta, ecco… in un momento così, commentare che la giornata di oggi è andata sprecata perché è costata 420mila euro, come se il problema non fossero i trattati europei per centinaia di miliardi, la corruzione, l’euro, il debito, l’economia che va a rotoli e l’ingovenabilità a condire il tutto di fredda disperazione, ma quella infinitesima frazione di tutto questo che passa sotto al nome di "costi istituzionali" (ancorché migliorabil) – anche se capisco perché lo dite – rischia di lasciare addosso e sotto alla pelle dei vostri elettori e di tutti gli altri la brutta, bruttissima sensazione che siate lì, come dire… in gita di classe.

 Fino a ieri abbiamo scherzato e oggi era soltanto il primo giorno. Sono sicuro che le vostre competenze e le vostre proposte non si riducono a questi lodevoli segnali di buona volontà, che vi premurate di lanciare al Paese e che faranno l’orgoglio di mamma e papà. Ora però, se fossi in voi, eviterei di dare in pasto all’Ansa tutti i dettagli della vostra interessantissima routine quotidiana, e inizierei a mettere sul piatto la vera posta in gioco. Parlate di economia, parlate di trattati europei, parlate di referendum, parlate di guerra, parlate di proposte di Governo, ma basta con i palloncini colorati, con le targhette rimosse al Parlamento, con i 6 euro del pasto alla mensa della Camera con tanto di sondaggio su internet per chiedere se il prezzo è giusto. La gente potrebbe smettere di capirvi, e questo sì che sarebbe un male.

 La gita è finita, riponete le divise da Boy Scout e tirate fuori l’abito da statista.